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  • lunedì 4 Novembre 2013

È iniziato il processo a Morsi

Ma è già stato aggiornato all'8 gennaio: l'ex presidente ha rifiutato l'autorità del tribunale, e i suoi sostenitori hanno organizzato grandi manifestazioni

Lunedì 4 novembre è iniziato all’accademia di polizia del Cairo, in Egitto, il processo contro l’ex presidente egiziano Mohamed Morsi, deposto da un colpo di stato compiuto dall’esercito il 3 luglio scorso. Da allora Morsi si trova di fatto agli arresti in un luogo che non è mai stato reso pubblico, con l’accusa di omicidio e incitamento alla violenza per gli scontri avvenuti tra i suoi sostenitori e suoi oppositori fuori dal palazzo presidenziale del Cairo lo scorso dicembre. Morsi, che ha negato tutte le accuse, rischia l’ergastolo o anche la pena di morte. Poco dopo il suo inizio, la seduta di lunedì è stata aggiornata all’8 gennaio 2014: gli imputati hanno iniziato a scandire slogan e Morsi si è rifiutato di indossare l’uniforme carceraria. Secondo al Arabiya Morsi avrebbe anche urlato: «Io sono il presidente legittimo dell’Egitto. Mi rifiuto di essere giudicato da questo tribunale».

I Fratelli Musulmani hanno indetto per lunedì diverse manifestazioni a favore di Morsi – ma già nei giorni scorsi erano state organizzate proteste di vario tipo – mentre il ministro degli Interni ha ordinato il dispiegamento di un gran numero di forze di sicurezza per mantenere l’ordine pubblico. Alcune centinaia di persone si sono radunate fuori dall’accademia di polizia, mentre molte altre si sono trovate fuori dall’edificio della Corte Costituzionale Suprema.

Il processo è la prima apparizione pubblica per Morsi dal 3 luglio scorso: per l’Egitto si tratta del secondo procedimento contro un capo di stato egiziano in meno di tre anni, dopo il processo a Hosni Mubarak, che si è tenuto nella stessa sede. Domenica il sito egiziano el-Watan, molto vicino all’esercito, aveva pubblicato un video di alcuni momenti di Morsi durante la detenzione. Un militare ha fatto sapere che il video era stato diffuso per diminuire l’impatto della sua prima apparizione pubblica. Lunedì una televisione egiziana ha trasmesso le immagini dell’arrivo di Morsi all’accademia di polizia.

Fuori dall’accademia di polizia la tensione nei confronti dei giornalisti egiziani e stranieri è stata piuttosto alta per buona parte della mattinata. Secondo alcune testimonianze, i sostenitori dei Fratelli Musulmani avrebbero preso di mira alcuni reporter presenti, tra cui il minibus del canale satellitare egiziano CBC (ma anche Magdy Samaan del Daily Telegraph e il fotogiornalista egiziano Sabry Khaled).

Lunedì è iniziato il processo anche per altre 14 importanti dirigenti dei Fratelli Musulmani, il movimento politico-religioso a cui appartiene Morsi: tra gli altri, al tribunale del Cairo ci sono anche Essam el-Erian, Mohamed al-Beltagi e Ahmed Aati. Secondo diverse fonti locali Morsi è arrivato all’accademia miliare in elicottero, mentre gli altri accusati sono arrivati su auto blindate della polizia. Dopo la fine dell’udienza, Morsi è stato portato in una destinazione non ancora resa pubblica – ci sono report diversi della stampa, qualcuno dice a una prigione del Cairo, qualcun altro una prigione di Alessandria.

Al Jazeera ha scritto che Morsi potrebbe affrontare il processo senza avvocati, rappresentandosi da solo. Durante i quattro mesi di detenzione Morsi sarebbe stato interrogato in diverse occasioni, ma le richieste di incontrare i suoi avvocati sarebbero state sempre respinte. Secondo fonti dei Fratelli Musulmani, Morsi si sarebbe comunque rifiutato di cooperare con le forze di polizia: avrebbe parlato con la famiglia solo due volte, e in altre due occasioni ha ricevuto delegazioni straniere in visita. Il processo molto probabilmente non verrà trasmesso da alcuna rete nazionale: questo, scrive al Jazeera, sarebbe una misure adottata dalla polizia per evitare che intorno al luogo di detenzione di Morsi si sviluppino delle nuove proteste dei suoi sostenitori.

Molti giornalisti stranieri inviati al Cairo descrivono la situazione del paese come estremamente polarizzata, con una profonda spaccatura tra i sostenitori di Morsi e le parti della società più laiche che appoggiano l’esercito, nonostante le violenze degli ultimi mesi. Solo pochi giorni fa tre giudici che dovevano presiedere il processo contro il leader dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie, hanno lasciato l’incarico per una sensazione di “imbarazzo” non meglio specificata. Nei giorni scorsi al Cairo ci sono stati alcuni scontri che hanno coinvolto i sostenitori di Morsi, e domenica sera alcuni uomini armati hanno ucciso due poliziotti egiziani vicino alla città di Ismailia.