Neanche Prodi ce la fa, e rinuncia

Al quarto scrutinio il candidato del centrosinistra manca di molto la maggioranza semplice e tutto è rimandato a sabato: per il PD è un disastro

La quarta votazione per eleggere il Presidente della Repubblica si è conclusa con un risultato inatteso, anche rispetto all’incertezza preventivata. Il candidato scelto in mattinata – all’unanimità – dai parlamentari del PD, e appoggiato anche da SEL, Romano Prodi, non solo non ha ottenuto il quorum diminuito della maggioranza semplice (504 elettori), ma lo ha mancato di oltre cento voti, andando ben sotto le previsioni più pessimiste per lui. Alla fine, si è fermato a 395 voti. Evidentemente il numero dei dissociati all’interno dello stesso PD è stato molto alto, e questo dà un ulteriore robusto colpo alla sua leadership, da Bersani a tutto il gruppo dirigente. Complicata anche la valutazione su Matteo Renzi, che aveva appoggiato Prodi con scelta pragmatica mettendo da parte le sue usuali posizioni sovversive, pensando di offrire una tregua ai suoi rivali del partito e di collaborare all’elezione del presidente e invece ora si trova ad aver partecipato a una sconfitta.

Prodi ha annunciato con una nota di non essere più disponibile:

Oggi mi e’ stato offerto un compito che molto mi onorava anche se non faceva parte dei programmi della mia vita. Ringrazio coloro che mi hanno ritenuto degno di questo incarico. Il risultato del voto e la dinamica che è alle sue spalle mi inducono a ritenere che non ci siano più le condizioni Ritorno dunque serenamente ai programmi della mia vita. Chi mi ha portato a questa decisione deve farsi carico delle sue responsabilità. Io non posso che prenderne atto.

Rosy Bindi, intanto, ha annunciato le proprie dimissioni dalla presidenza dell’Assemblea nazionale del PD. Con un secco comunicato, ha spiegato di avere presentato le dimissioni il 10 aprile scorso a Pier Luigi Bersani.

Avevo lasciato a lui la valutazione sui tempi e i modi in cui rendere pubblica una decisione maturata da tempo. Ma non intendo attendere oltre. Non sono stata direttamente coinvolta nelle scelte degli ultimi mesi né consultata sulla gestione della fase post elettorale e non intendo percio’ portare la responsabilita’ della cattiva prova offerta dal Pd in questi giorni, in un momento decisivo per la vita delle Istituzioni e del Paese.

Si voterà di nuovo sabato mattina, a partire dalle ore 10. È molto difficile che il centrosinistra possa insistere su Prodi – per Renzi “la sua candidatura non c’è più” – e quindi saranno 15 ore molto intense e tese, soprattutto nel PD. Il centrodestra – che non ha partecipato al voto – porta a casa l’equivalente di una vittoria, la sconfitta del candidato più malvisto e l’umiliazione del PD che aveva deciso di fare da solo. Buoni sia i risultati di Rodotà che di Cancellieri, candidati del M5S e di Scelta Civica: hanno ottenuto rispettivamente 213 e 78 voti, più dei loro gruppi di riferimento (i 152 elettori del M5S e i 71 di Scelta Civica).

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19.06 – Rodotà era appoggiato ufficialmente solo dal M5S e ha preso 213 voti, 61 in più dei 152 elettori del M5S; persino Annamaria Cancellieri, appoggiata solo da Scelta Civica e con voci di dissensi interni, ha preso più del previsto, 78 voti – gli elettori montiani sono 71. Inoltre, Tg La7 riporta che gli elettori di SEL (43) avrebbero votato con la dicitura “R. Prodi” per farsi riconoscere. Quindi, in conclusione, quasi tutti i voti “mancanti” a Prodi verrebbero dal Partito Democratico.

19.03I risultati definitivi della quarta votazione

Romano Prodi: 395
Stefano Rodotà: 213
Annamaria Cancellieri: 78
Massimo D’Alema: 15
Altri: 12

Schede bianche: 15

Laura Boldrini, presidente della Camera, ha aggiornato la seduta a domani mattina alle 10.

18.57 – Prima analisi. Il centrosinistra poteva contare al massimo su 496 voti per Prodi, nell’ipotesi più ottimista, e sperava di aggiungere qualche voto in più verso la soglia dei 504 necessaria all’elezione. Non solo Prodi non ne ha presi in più da Scelta Civica o M5S, ma ne ha presi circa cento in meno: il che vuol dire che almeno cento elettori del PD e di SEL – che ufficialmente appoggiavano compatti Prodi – hanno votato bianca o Rodotà o qualcun altro. Ora tutto è rimandato a domani e il PD ha ottenuto un’altra sconfitta per la sua linea e i suoi progetti.

18.53 – È finito lo scrutinio: i risultati finali dei candidati principali, secondo TgLa7.
Prodi: 395
Rodotà: 213
Cancellieri: 78
Altri: 26
Schede bianche: 15

18.51 – 600 voti scrutinati:
Prodi: 333
Rodotà: 168
Cancellieri: 62
D’Alema: 13

18.47 – Stefano Rodotà ha oltre 160 voti, più del numero dei voti del Movimento 5 Stelle. Insieme agli altri voti che non sono andati a Prodi, è sicuro che Prodi non ce la farà, perché il numero dei voti che non sono andati a lui è già troppo altro.

18.43 – 400 voti scrutinati:
Prodi: 236
Rodotà: 107
Cancellieri: 44
D’Alema: 4

18.39 – YouTrend dice che, sulla base dei risultati delle prime 300 schede, Prodi non ce la fa (il quorum è 504 voti, vedi la guida al voto sotto).

18.35 – 300 voti scrutinati: Prodi: 174 Rodotà: 79 Cancellieri: 29 D’Alema: 3 18.29 – Primi 200 voti scrutinati: Romano Prodi: 116 Stefano Rodotà: 49 Annamaria Cancellieri: 20 Massimo D’Alema: 3 18.22 – Una guida minima per leggere il risultato del quarto scrutinio. Il quorum è 504 voti, cioè la maggioranza dei componenti dell’assemblea (non dei presenti, per cui uscire dall’aula non lo abbassa). Tutto il centrosinistra (PD + SEL + alleati) può contare al massimo su 496 voti e questa mattina ha deciso di votare compatto Romano Prodi: SEL compreso, che ieri aveva votato Rodotà. Non ci sono state notizie di dissensi espliciti: ma è girata la voce che alcuni “ex PPI”, ovvero i membri del PD più vicini a Franco Marini, non voteranno Prodi. Il Movimento 5 Stelle ha detto che voterà Stefano Rodotà come durante le due votazioni di ieri. Al centrosinistra unito mancano quindi una decina di voti per eleggere il presidente della Repubblica. Potrebbe unirsi qualche voto di Scelta Civica, ma nel corso del pomeriggio molti si sono convinti che Prodi non ce la farà. Se non sarà eletto, il PD dovrà tener conto di quanti voti ha preso Prodi meno dei circa 490 previsti: molti voti in meno vorrebbero dire nessuna presa sui montiani e una quota sostanziosa di dissidenti dentro lo stesso partito, che sarebbe in guai grossi. Se invece Prodi resta molto vicino ai voti necessari per l’elezione, rimane quasi certamente il candidato del centrosinistra anche per domani. Scelta Civica (71 elettori) ha annunciato che il loro candidato è Annamaria Cancellieri, ma si è parlato di alcuni dissidenti interni che potrebbero votare Prodi. Lega Nord, PdL e alleati, circa 270 elettori, non hanno partecipato al voto. La mossa ha almeno due motivi principali: il primo, quello pubblicizzato, è protestare contro la candidatura di Prodi, definita “divisiva”. Ma il secondo è capire che cosa succede con i voti di PD, SEL e soprattutto Scelta Civica. In particolare, quanti elettori di Scelta Civica voteranno per Prodi, dato che non tutti i montiani sembrano compatti e contenti della scelta di Annamaria Cancellieri. 18.10 – È finita la quarta votazione, Laura Boldrini procede allo scrutinio. 18.01 – Stanno votando i delegati regionali: è vicina la fine della quarta votazione, poi bisognerà aspettare lo scrutinio. Qui c’è la diretta video, mentre qui le foto del giorno. 17.39 – Una fiera controffensiva mediatica del Partito Democratico su Twitter, pochi minuti fa:

 

“#Rodotàperchéno” è l’hashtag che il Movimento 5 Stelle ha lanciato da tempo per promuovere la sua posizione e il suo rifiuto di scendere a patti con il Partito Democratico su un altro nome.

17.35 – Notevole dichiarazione di Umberto Bossi, che ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano una previsione sul voto:

«Oggi non ce la fa, bisogna vedere domani che cosa fa Monti, oggi Monti sta coperto. Ma la gente se lo ricorda, e anche i parlamentari, che Prodi rubava ai ricchi per dare ai poveri.»

17.28Cosa pensa Rodotà di Beppe Grillo, o almeno cosa pensava in un’intervista pubblicata nel luglio del 2012 dalla rivista Left-Avvenimenti.

17.19 – Intanto, aggiornamenti dall’aula della Camera: siamo a metà della prima chiama dei deputati. Seguirà la seconda chiama e dopo i deputati devono votare i 58 delegati regionali (qui l’elenco completo).

16.51 – Un po’ di storia. Giorgio Napolitano è l’undicesimo presidente della Repubblica italiana e venne eletto al quarto scrutinio il 10 maggio 2006. Prima di lui, tre presidenti erano stati eletti al primo scrutinio (Enrico De Nicola nel 1948, Cossiga nel 1985 e Ciampi nel 1999) e altri due al quarto scrutinio (Einaudi nel 1948, Gronchi nel 1985). Gli altri cinque presidenti hanno avuto elezioni decisamente più problematiche: Antonio Segni nel 1962 venne eletto al nono scrutinio, Pertini (1978) e Scalfaro (1992) entrambi al sedicesimo, Giuseppe Saragat (1964) al ventunesimo – con dodici giorni tra la prima e l’ultima votazione – e Giovanni Leone (1971) attuale detentore del record, al ventitreesimo.

16.40 – Le foto di oggi dalla Camera, compresa la folcloristica immagine di Alessandra Mussolini in aula con la sua maglietta di protesta davanti a una Laura Boldrini visibilmente in imbarazzo.

16.32 – Nel frattempo, Claudio Messora – uno dei responsabili per la comunicazione del Movimento 5 Stelle – ha caricato questo video che, secondo la presentazione, mostra l’entusiasmo mostrato oggi dal gruppo degli elettori del M5S mentre Stefano Rodotà era al telefono con il capogruppo Vito Crimi.

16.27 – Il giornalista del Foglio Claudio Cerasa aggiunge un altro elemento alla generale atmosfera che questa votazione non sia quella decisiva.

16.15 – Tragicomica intervista delle parlamentari PdL Mussolini e Vicari a La7 con le ormai celebri magliette “Il diavolo veste Prodi”. Vicari svela che il design delle magliette è di Alessandra Mussolini stessa. Mussolini racconta che Boldrini, nell’aula della Camera, le ha detto «La richiamo all’ordine» e lei ha risposto una cosa come «E chemmifrega, sono senatrice». 16.13 – Andrea Sarubbi, giornalista ed ex deputato PD, dà per certo che questa quarta votazione non eleggerà Romano Prodi, ma servirà solo a verificare la solidità della candidatura: meno voti vanno a Prodi, maggiori saranno i problemi per il Partito Democratico.

 

Un messaggio non molto diverso viene anche da Ivan Scalfarotto.

16.03 – Comunque, tra magliette e nuovi banner che escono uno dopo l’altro, bisogna dare atto al PdL che il reparto creatività e grafica si dà parecchio da fare.

 

15.52 – Momenti agitati nell’aula della Camera: due esponenti del PdL, tra cui Alessandra Mussolini, siano entrati in aula con la maglietta “Il diavolo veste Prodi”. La presidente della Camera Laura Boldrini ha richiamato all’ordine i presenti e Mussolini è uscita tra urla e applausi ironici.

15.43 – Questa votazione è molto delicata: al centrosinistra manca almeno una decina di voti per raggiungere il quorum di 504 elettori necessari ad eleggere Prodi. Nella migliore delle ipotesi per il PD, questi arriveranno da qualcuno dei 71 montiani o dei 152 del Movimento 5 Stelle; nella peggiore delle ipotesi (sempre per il PD), a Prodi andranno molti meno voti dei circa 495 sicuri del centrosinistra, e si aprirà una nuova fase difficilissima per il partito.

15.36 – È cominciata la quarta votazione, a cui ricordiamo che non partecipano PdL e Lega Nord. Qui la diretta video, qui le foto della giornata dalla Camera, dove si svolgono le votazioni.

15.33 – Intanto, fuori da Montecitorio c’è una manifestazione di PdL e Fratelli d’Italia contro la candidatura di Prodi. Uno dei partecipanti: la senatrice del PdL Simona Vicari.

15.23 – “Perché Emma Bonino non diventa presidente“, di Luca Sofri. 15.21 – I risultati ufficiali del terzo scrutinio, sul sito del Parlamento italiano. 15.16 – La situazione dal punto di vista dei numeri. Il totale degli elettori del presidente della Repubblica è di 1007, il quorum dalla quarta votazione è la maggioranza assoluta dei componenti, cioè 504 (uscire dall’aula non abbassa il quorum). PD + SEL e altri che dovrebbero votare con il centrosinistra arrivano a 491 seggi, che salgono a 496 aggiungendo il MAIE degli italiani all’estero e il senatore a vita Colombo. Quindi al centrosinistra mancano una decina di voti, ammesso e non concesso che tutti i suoi elettori votino Prodi senza nessun dissidente. PdL: 210 elettori Altri centrodestra: 20 TOTALE CENTRODESTRA: 230 Lega Nord: 39 PD: 425 SEL: 43 Altri centrosinistra: 23 TOTALE CENTROSINISTRA: 491 Movimento 5 Stelle: 152 Scelta Civica + UdC: 71 Senatori a vita: 3 Altri: 11 15.05 – Parteciperanno alla quarta votazione, quindi, M5S, Partito Democratico, SEL e Scelta Civica. Il Movimento 5 Stelle ha 152 elettori e ha detto che voterà Rodotà; SEL (43 elettori) ha aderito alla proposta di Prodi. Scelta Civica (71 elettori) ha detto che il loro candidato è Annamaria Cancellieri, ma già qui cominciano i problemi: parte dei montiani, infatti, sarebbero intenzionati a votare Prodi. Nel Partito Democratico (425 elettori) sembra che ci siano alcuni contrari a Prodi, in particolare gli “ex PPI”, cioè l’ala del partito vicina a Franco Marini. 15.02 – Il punto sui tempi: la votazione comincerà alle 15.30 o poco dopo e le operazioni dovrebbero durare circa due ore e mezzo. Seguirà lo scrutinio: i risultati definitivi arriveranno quindi verso le 19. 15.01 – Il PdL, i suoi alleati e la Lega Nord hanno in totale 269 elettori. La loro non partecipazione significa due cose: la prima, quella che viene ripetuta in questi minuti da tutti i suoi componenti, è un atto di protesta contro la candidatura di Prodi, ma la seconda è anche osservare che cosa succederà tra M5S, Scelta Civica e centrosinistra evitando che qualcuno tra i due partiti voti per Prodi nascondendosi dietro il voto segreto. 14.51 – La Lega Nord e il PdL hanno deciso che non parteciperanno alla quarta votazione. Questo non cambia il quorum richiesto per l’elezione, che resta alla maggioranza dei componenti dell’assemblea: dunque 504 voti su 1007.

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Punto della situazione, ore 14: Questa mattina c’è stata la terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Dopo la mancata elezione di Franco Marini nelle due votazioni di ieri – in cui sono mancati quasi 200 voti all’alleanza PD-PdL-Lega Nord-Scelta Civica – questa mattina un’assemblea degli elettori del PD al teatro Capranica ha scelto all’unanimità la candidatura di Romano Prodi. Il PdL ha risposto che non lo voterà mai: l’accordo tra PD e PdL, anche in vista di un’alleanza di governo, se ne va con questa scelta. Il Movimento 5 Stelle (152 elettori) ha detto che continuerà a votare solo ed esclusivamente per Stefano Rodotà. Alle 15.30 comincerà la quarta votazione. Il quorum si abbasserà alla maggioranza dei componenti, ovvero a 504 voti. Il centrosinistra può contare al massimo su 496 voti, ma non tutti gli elettori del PD sarebbero disposti a votare Prodi: la situazione è al momento sospesa e molto dipende da che cosa sceglierà di fare Scelta Civica, con i suoi 71 elettori.

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