• Mondo
  • martedì 9 aprile 2013

A che punto è la legge sulle armi

Ieri Obama è tornato a Newtown per parlare del "giorno più difficile" della sua presidenza e per rilanciare il suo piano, in difficoltà al Congresso

Lunedì 8 aprile il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è tornato nel Connecticut per incontrare i familiari delle persone uccise nella sparatoria alla scuola Sandy Hook di Newtown del 14 dicembre 2012 e per tenere un discorso sulla sua proposta di legge per il controllo delle armi, che sta faticando al Congresso. Obama ha parlato presso l’Università di Hartford, a pochi chilometri di distanza da Newtown e davanti a circa 3.100 persone. Ha tenuto un discorso descritto dalla stampa come determinato e a tratti commovente, in cui ha ricordato i 20 bambini e i 6 adulti uccisi da Adam Lanza, l’autore della strage morto suicida nella scuola.

Obama ha detto di avere raggiunto il Connecticut per assicurarsi che le persone morte nella scuola di Newtown non siano dimenticate, per ricordare agli statunitensi quanto sia importante che si facciano sentire per migliorare il dibattito sulle armi in corso nel paese: «Se sei un americano che vuole fare qualcosa per evitare che altre famiglie debbano sopportare le terribili pene che hanno dovuto sostenere le famiglie che sono qui, allora è il momento di agire. È il momento di impegnarsi. È il momento di essere coinvolti. È il momento di lasciarsi alle spalle la paura, le frustrazioni e la disinformazione. È il momento per tutti di farsi sentire, da ogni consiglio cittadino fino al Congresso».

Il discorso di Obama è stato preceduto da quello di Nicole Hockley, madre di Dylan, ragazzino che frequentava la prima elementare ucciso nella strage di dicembre. Ha raccontato la propria esperienza, come è cambiata la sua vita e l’impegno che ha assunto per fare in modo che siano adottate leggi più severe per quanto riguarda la vendita e i permessi per possedere un’arma. Ha definito “amorevole e logica” la scelta del Parlamento del Connecticut, che la settimana scorsa ha approvato una propria legge statale sulle armi con il sostegno dei democratici e dei repubblicani.

La scelta di Obama di parlare nel Connecticut è stata quindi doppiamente simbolica. Il presidente ha scelto il luogo in cui si è verificata la più grande sparatoria degli ultimi tempi negli Stati Uniti e lo Stato che ha approvato una nuova legge sulle armi, in tempi brevi e con un consenso bipartisan, dando un esempio al Congresso. Altri stati come il Maryland, quello di New York e il Colorado hanno approvato nuove leggi che richiedono maggiori controlli prima della vendita di un’arma. Provvedimenti simili sono in discussione da mesi anche a Washington, per dare un insieme normativo a livello federale, ma difficilmente potranno passare senza l’appoggio di parte dei repubblicani.

Il leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, ha confermato lunedì di volersi unire a una dozzina di altri repubblicani per opporsi alla nuova legge sulle armi vagliata nei giorni precedenti in commissione al Senato. Questi senatori potrebbero fare ostruzionismo parlamentare (il cosiddetto “filibustering”) per impedire alla legge di andare avanti, rallentando quindi il suo percorso al Congresso. Una simile scelta potrebbe però portare a una divisione dei repubblicani, considerato che diversi altri senatori del partito sono disponibili a varare nuove regole per la vendita e la circolazione delle armi negli Stati Uniti.

I senatori repubblicani John McCain, candidato alle presidenziali del 2008 contro Barack Obama, e Lindsey Graham hanno detto chiaramente che l’ostruzionismo al Senato sarebbe un errore. Il leader della maggioranza al Senato, il democratico Harry Reid, sta cercando di fare il possibile per accelerare l’iter parlamentare della nuova legge sulle armi e ha spiegato che chi minaccia di fare ostruzionismo “si dovrebbe vergognare”.

I nuovi provvedimenti, sostenuti dalla Casa Bianca e in modo particolare dal vicepresidente Joe Biden, che ha ricevuto da Obama l’incarico di seguire per l’esecutivo la vicenda, prevedono l’inasprimento delle multe e delle sanzioni per chi acquista illegalmente un’arma. Le norme mirano anche a ridurre il traffico illecito di armi e ad aumentare notevolmente i controlli che devono essere eseguiti dai rivenditori prima di dare un’arma ai loro clienti. Al momento esiste già l’obbligo di effettuare alcune verifiche sui precedenti dell’acquirente, ma i controlli richiesti sono ritenuti insufficienti e i nuovi provvedimenti ne prevedono di più accurati e meticolosi. Questa cosa non piace a molti repubblicani, che temono si possa arrivare alla creazione di un vero e proprio registro nazionale sulle armi, e a un aumento della burocrazia che di fatto farebbe da ostacolo al diritto di possedere e portare con sé un’arma previsto dalla Costituzione.

Obama ha concluso il proprio discorso nel Connecticut ricordando che il giorno di Newtown è stato “il più difficile” per la sua presidenza. Anche per questo motivo una sconfitta al Congresso sulle nuove norme per le armi sarebbe difficile da superare, ha spiegato, dicendo di avere comunque fiducia sulla possibilità che tutti a un certo punto “lascino le divisioni politiche da parte e facciano ciò che è giusto”.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.