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  • domenica 3 marzo 2013

Chi è Mokhtar Belmokhtar

L'organizzatore del sequestro in Algeria di gennaio: era un esponente importante del terrorismo islamico in Nordafrica, l'esercito del Ciad ha rivendicato l'uccisione

Aggiornamento – L’annuncio della morte di Mokhtar Belmokhtar da parte dell’esercito del Ciad è stato smentito da un post pubblicato su un sito di militanti vicini ad Al Qaida, riportato dal gruppo americano SITE che si occupa di cose di terrorismo e intelligence.

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L’esercito del Ciad ha rivendicato l’uccisione di Mokhtar Belmokhtar, uno dei più importanti leader dei movimenti terroristici di matrice islamica e ritenuto l’organizzatore dell’attacco all’impianto di estrazione del gas naturale di Amenas in Algeria, lo scorso gennaio. Secondo l’esercito ciadiano, Mokhtar è stato ucciso nel nordovest del Mali, dove è impegnato l’esercito del Ciad insieme alle forze francesi e a quelle di altri paesi africani.

Mokhtar guidava un gruppo noto come la brigata Al-Mulathameen (la “brigata dell’uomo mascherato”), affiliata ad Al Qaida, ed era uno dei leader più importanti dei numerosi movimenti terroristi e jihadisti del Nordafrica. Era nato in Algeria nel 1972 e dichiarò di aver conosciuto Osama Bin Laden in un campo di addestramento in Sudan, nel 1990. L’anno successivo, quando aveva soltanto 19 anni, fu uno dei numerosi volontari arabi che partirono per l’Afghanistan dove i mujaheddin combattevano contro l’Unione Sovietica. Negli scontri subì una ferita che gli causò la perdita di un occhio e che gli procurò il soprannome di “Belaouar”, il guercio.

Nel 1993, Mokthar tornò in Algeria, dove il Gruppo Islamico Armato (GIA) e altre organizzazioni terroristiche avevano cominciato una guerra civile particolarmente brutale contro il regime militare. Mokhtar divenne in poco tempo uno dei leader del gruppo fino a che, verso la fine degli anni ’90, questo non si divise in numerose formazioni spesso in lotta tra di loro. Mokhtar era famoso per la sua capacità di procurare finanziamenti alla jihad utilizzando i metodi più vari, come il commercio internazionale di droga e il traffico di esseri umani. Era particolarmente abile nel contrabbando di sigarette, fatto che gli ha procurato il soprannome di “Mr. Marlboro”.

Negli ultimi dieci anni, dopo la sostanziale sconfitta della forze islamiche in Algeria, Mokhtar ha operato principalmente in Mauritania, Mali e Libia. Diverse fonti di intelligence riportano che durante la guerra civile che portò alla deposizione di Gheddafi, Mokhtar abbia trascorso diverso tempo nel paese, organizzando l’acquisto di armi – tra cui, si ritiene, alcuni missili antiaerei che furono poi ritrovati sepolti nel deserto. In Mauritania, Mokhhar ha rivendicato personalmente l’assassinio di 4 turisti francesi e un attentato contro l’ambasciatore israeliano.

L’operazione più importante compiuta dagli uomini di Mokhtar è stata l’attacco alla stazione di estrazione di gas naturale di Amenas, in Algeria, a metà dello scorso gennaio. Durante l’attacco una quarantina di militanti islamici presero in ostaggio diverse centinaia di tecnici e operai tra stranieri e algerini. Dopo l’intervento armato dell’esercito, 23 ostaggi e 32 terroristi vennero uccisi. Mokhtar ha definito l’attacco una reazione all’intervento francese in Mali, cominciato pochi giorni prima dell’attacco, ma secondo la gran parte degli analisti l’operazione era stata pianificata già da mesi.