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  • sabato 13 ottobre 2012

La “Carta d’intenti” del centrosinistra

Il testo del documento politico presentato da PD, SEL e PSI

Oggi, insieme alle regole delle primarie, il Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà e il Partito Socialista Italiano hanno sottoscritto un documento politico che forma la base della loro coalizione elettorale. Il 31 luglio, Bersani aveva presentato un altro documento con lo stesso titolo – “Carta d’intenti” – ma del Partito Democratico, che ha molte somiglianze con il documento presentato oggi e che ne ha molto probabilmente costituito la base.

Entrambi i documenti ruotano attorno a dieci parole chiave, che in quello del PD erano: visione, democrazia, Europa, lavoro, uguaglianza, sapere, sviluppo sostenibile, beni comuni, diritti e responsabilità e in quello presentato oggi sono le stesse, con la sostituzione di “visione” con “libertà”. L’introduzione indica tre compiti fondamentali della prossima legislatura che sono gli stessi in entrambi i documenti. Anche nello sviluppo delle singole parole chiave, interi paragrafi sono copiati con poche o nessuna modifica dal documento del PD a quello della coalizione.

Noi democratici e progressisti ci riconosciamo nella Costituzione repubblicana, in un progetto di società di pace, di libertà, di eguaglianza, di laicità, di giustizia, di progresso e di solidarietà. Vogliamo contribuire al cambiamento dell’Italia, alla ricostruzione delle sue istituzioni, alla pienezza sua della vita democratica. Per questo promuoviamo le elezioni primarie. Per scegliere il candidato comune dei democratici e dei progressisti alla guida del governo del nostro Paese.

La prossima legislatura dovrà affrontare tre compiti decisivi. Guidare l’economia fuori dalla crisi. Ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Rilanciare l’unità e l’integrazione politica dell’Unione Europea.

Noi non crediamo alle bugie delle promesse facili, quelle vendute nel decennio disastroso della destra. Crediamo, invece, in un risveglio della fiducia, a cominciare dai giovani e dalle donne. I problemi sono enormi e il tempo per aggredirli si accorcia. Le scelte da compiere non sono semplici né scontate. Ma la speranza che ci muove vive tutta nella convinzione che si possano combinare cambiamento e affidabilità, uguaglianza e rigore nelle scelte.

Il nostro posto è in Europa. Noi collocheremo sempre più saldamente l’Italia nel cuore di un’Europa da ripensare su basi democratiche.

In “casa” dovremo colmare la faglia che si è scavata tra cittadini e politica. Qui non bastano le parole. Serviranno i comportamenti, le azioni, le coerenze. Faremo in modo che buona politica e riscossa civica procedano affiancate. Il traguardo è ricostruire quel patrimonio collettivo che la destra e i populismi stanno disgregando: la qualità della democrazia, la legalità, la cittadinanza, la partecipazione. La realtà è che mai come oggi nessuno si salva da solo. E nessuno può stare bene davvero, se gli altri continuano a stare male: è questo il principio a base del nostro progetto, sia nella sfera morale e civile che in quella economica e sociale.

Vogliamo che il destino dell’Italia sia figlio della migliore civiltà europea e vogliamo sentirci vicino a chi nel mondo si batte per la libertà e l’emancipazione di ogni essere umano. Oggi, in un mondo in subbuglio, pace, cooperazione, accoglienza devono ispirare di nuovo l’agire politico. Nella coscienza delle donne e degli uomini come nella diplomazia degli Stati.

Con questa visione noi, democratici e progressisti, ci candidiamo alla guida dell’Italia.

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