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Milena Gabanelli difende Corrado Formigli

La giornalista di Report scrive sul Corriere della causa vinta dalla FIAT su Annozero, avanzando dubbi sull'imparzialità dei periti e sulla quantificazione del danno

Il 20 febbraio il Tribunale Civile di Torino ha condannato la RAI e Corrado Formigli a risarcire con cinque milioni di euro la FIAT, perché ha considerato “denigratorio” un servizio trasmesso da Annozero il 2 dicembre 2010. Il servizio mette a confronto l’Alfa Mito con una Citroen e una Mini. Nel corso della causa civile il giudice ha composto un collegio super partes di periti di cui ha fatto parte anche l’attuale ministro Francesco Profumo, all’epoca rettore del Politecnico di Torino. Ieri Corrado Formigli ha scritto al Fatto di ritenere “impressionante” e “insostenibile” la pena, nonché discutibile nel merito. Oggi sul Corriere della Sera Milena Gabanelli si fa delle domande sull’imparzialità dei periti e sulla quantificazione del danno.

Caro direttore

Bene, adesso sappiamo che se il prodotto Fiat non vende bene è anche colpa di Annozero, di Formigli e della Rai, condannati dal Tribunale di Torino a pagare un risarcimento danni esemplare: 5 milioni di euro oltre rivalutazione monetaria dal dicembre 2010 ed interessi. L’oggetto del contendere è la valutazione di velocità di 3 modelli di automobili, uno dei quali Fiat che viene dalla stessa pubblicizzato con la frase born to race.

Ci siamo occupati anche noi dell’industria automobilistica torinese, le testimonianze più importanti non sono state raccolte a Torino, perché Torino «è» la Fiat. Non entro nel merito della sentenza, se il giudice ha condannato avrà le sue ragioni. Se la Rai e Formigli faranno appello, in quella sede potranno senz’altro chiedere la rivisitazione integrale della questione. Mi limito a considerare due aspetti. Il primo: la perizia affidata dal Tribunale ad un Collegio di esperti composto dal professor Francesco Profumo, dal professor Federico Cheli e dal professor Salvio Vicari. Profumo, oggi Ministro, al momento del conferimento dell’incarico era rettore del Politecnico di Torino. La difesa di Formigli ha obiettato che il Politecnico di Torino viene finanziato dalla Fiat (nel 2011 Fiat e Politecnico di Torino hanno rinnovato fino al 2014 l’accordo di collaborazione che ha permesso, alla fine degli anni Novanta, di istituire il Corso di Laurea in Ingegneria dell’Autoveicolo). Dal curriculum del professor Cheli emerge che: «Da anni è responsabile di una serie di contratti di ricerca tra il Politecnico di Milano e, tra le altre, le società Pirelli Pneumatici, Bridgestone, Centro Ricerche Fiat, Ferrari Auto, Fiat Auto». Salvio Vicari, docente alla Bocconi, è stato nel consiglio di amministrazione della Valdani-Vicari e associati. Dentro la Valdani-Vicari troviamo l’ex direttore generale di Teksid France ( gruppo siderurgico fondato da Fiat). Dalla Valdani Vicari invece proviene l’attuale tax senior specialist di Fiat Services. E’ possibile domandarsi se nella loro valutazione ci sia imparzialità?

(continua a leggere sul sito del Corriere della Sera)