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  • mercoledì 21 settembre 2011

L’ex comandate dell’IRA alle presidenziali irlandesi

Martin McGuinnes faceva parte dell'organizzazione paramilitare e ora è uno dei favoriti per le elezioni di ottobre

di Elena Favilli

La candidatura di Martin McGuinnes alle prossime elezioni presidenziali irlandesi ha improvvisamente risvegliato una campagna elettorale che nelle ultime settimane sembrava essersi quasi addormentata. McGuinnes è uno dei leader del Sinn Féin – il partito repubblicano che da sempre lotta per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord dalla Gran Bretagna – ma è soprattutto un ex comandante dell’IRA (Irish Republican Army), l’organizzazione armata che durante gli anni della guerra civile in Irlanda rappresentò con maggior forza il fronte indipendentista e uccise circa 1.800 persone.

Gli ultimi sondaggi danno McGuinnes in vantaggio sul candidato del partito di centre Fine Gael, Gay Mitchell. La notizia ha suscitato molto clamore sui media irlandesi, che hanno subito tirato in ballo il suo passato come leader di una organizzazione paramilitare. «A chi contesta il mio passato», ha risposto McGuinnes «voglio ricordare i miei successi come protagonista del processo di pace in Irlanda». McGuinnes ebbe infatti un ruolo molto importante durante gli anni che portarono al cessate il fuoco e agli accordi di pace del 1998 con i protestanti.

La guerra civile in Irlanda ha radici molto profonde e ha sempre avuto nell’Irlanda del Nord e nelle due città di Belfast e Derry i suoi epicentri. Dalla fine degli anni Sessanta l’Irlanda del Nord si divise tra i protestanti sostenitori dell’appartenenza al Regno Unito (gli unionisti) e i cattolici repubblicani – tra cui l’organizzazione dell’IRA – che invece spingevano per una riunificazione dell’Irlanda (gli indipendentisti). McGuinnes entrò a far parte dell’IRA quando aveva solo vent’anni e poco dopo fu nominato comandante del battaglione per la difesa di Derry, la sua città di origine. Nel 1973 venne condannato a sei mesi di reclusione da una corte irlandese per possesso di esplosivo e munizioni. «Abbiamo combattuto contro l’uccisione del nostro popolo, sono un membro dell’IRA e ne sono molto, molto orgoglioso», disse durante un’udienza del processo.

Negli anni della guerra civile le forze paramilitari lealiste, spesso con la complicità dell’esercito inglese, attaccavano in modo sistematico non solo i membri dell’IRA (Irish Republican Army), ma anche semplici cittadini colpevoli solo di essere cattolici o repubblicani. In particolare, a metà anni Settanta, divenne noto il gruppo degli “Shankill Butchers” – I Macellai di Shankill – un’unità dell’UVF di Shankill Road, a Belfast, che, sotto la guida del famigerato Lenny Murphy (in seguito ucciso dall’IRA), rapiva e uccideva cittadini cattolici tagliando loro la gola dopo averli orribilmente torturati e mutilati. Alla violenza settaria degli estremisti protestanti rispondevano gli attentati dell’IRA, che in quegli anni ingaggiavano quasi tutti i giorni scontri a fuoco con l’esercito britannico nelle strade di Belfast e Derry e colpivano i loro cosiddetti «obiettivi economici» con bombe che facevano spesso molte vittime tra i civili.

Al momento il Sein Fein è il primo partito nell’Irlanda del Nord, ma soltanto il terzo partito nella Repubblica d’Irlanda. Una vittoria di McGuinees alle presidenziali del prossimo 27 ottobre sconvolgerebbe quindi gli attuali equilibri della politica dell’isola. Il Fianna Fail ha governato l’Irlanda per gran parte delle legislature seguite alla sua indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1949, ma è in forte crisi di popolarità ormai da mesi, accusato di non avere saputo gestire la crisi economica che ha piegato il paese a partire dal 2008. L’ipotesi di McGuinnes presidente della Repubblica d’Irlanda suona ancora paradossale per molti irlandesi, dicono oggi i giornali, eppure potrebbe essere un passo importante per completare davvero la pacificazione del paese.

– Gli scontri di Belfast

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