• Mondo
  • martedì 17 maggio 2011

Intanto, a Fukushima

Tre reattori hanno subito gravi danni e ci sono 90mila tonnellate di acqua contaminata da smaltire

di Emanuele Menietti

A oltre due mesi di distanza dal violento terremoto che ha colpito il Giappone settentrionale, causando una serie di onde anomale che si sono abbattute lungo la costa, le condizioni dell’impianto nucleare di Fukushima colpito dallo tsunami continuano a essere critiche. La TEPCO, la società energetica che ha in gestione la centrale, ha diffuso negli ultimi giorni alcuni aggiornamenti sullo stato dei reattori, rivelando che almeno tre dei sei reattori dell’impianto sono gravemente danneggiati.

Fusione nei reattori
Le barre di “combustibile” nucleare nei reattori 1, 2 e 3 sono rimaste esposte all’aria per un periodo di tempo tra le sei e le quattordici ore dopo le scosse di terremoto. Prive dei sistemi di raffreddamento, le barre hanno fatto reazione scaldandosi molto velocemente e fondendo in parte verso il fondo degli involucri in acciaio che contengono i reattori. I nuovi dettagli confermano l’avvenuta fusione a Fukushima e pongono nuovi interrogativi sulla sicurezza dell’impianto.

I rapporti della TEPCO si concentrano principalmente sul reattore 1. Il timore degli esperti della società è che, una volta sciolto, il combustibile nucleare sia filtrato all’esterno dell’involucro di contenimento attraverso alcune crepe, portando così ad alti livelli di contaminazione. Nel caso del reattore 3, invece, i tecnici hanno impiegato giorni per ridurre le temperature al suo interno e si teme che questo abbia potuto aggravare i danni ai sistemi, rendendo più difficoltosa la messa in sicurezza del reattore stesso.

La situazione rimane difficile anche per il numero 4, fuori servizio e in manutenzione al momento del terremoto e dello tsunami. L’impianto è stato sensibilmente danneggiato da una forte esplosione. La TEPCO sta progettando una serie di interventi per rinforzare l’edificio e l’involucro con cemento e acciaio per evitare che si formino crepe e perdite.

Acqua contaminata
Per mantenere basse le temperature dei reattori in attesa di ripristinare i sistemi di raffreddamento interni, i tecnici hanno utilizzato grandi quantità di acqua che si è contaminata. L’acqua radioattiva ha invaso diversi edifici dell’impianto ed è stata raccolta in parte in alcune vasche utilizzate per i sistemi di raffreddamento, ma c’è il timore che possa contaminare il terreno e l’area di mare intorno all’impianto. Si stima che nell’area vi siano circa 90mila tonnellate di acqua radioattiva, abbastanza da riempire 36 piscine olimpioniche, spiegano su Reuters.

1 2 Pagina successiva »

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.