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  • domenica 27 Marzo 2011

La Siria in venti punti

Dal Guardian, un'utile e precisa guida in pillole

Oltre a travolgere regimi che si credevano molto solidi, le rivolte in Medio Oriente e in Nordafrica hanno colpito e abbattuto anche molte delle cose che in Occidente si credeva di sapere su quell’area, sulle capacità di mobilitazione delle persone, su quanto queste avessero a cuore la democrazia e le libertà civili. Inoltre, le proteste hanno travolto molte ignoranze e stereotipi su quella regione: chiunque si sia interessato a quanto accaduto negli ultimi due mesi oggi sa bene che la Tunisia non è come l’Egitto, che l’Egitto e la Tunisia non sono come la Libia, che la Libia non è come lo Yemen e che nessuno di tutti questi è uguale alla Siria. E dato che, dopo la Libia e lo Yemen, il fronte più caldo degli ultimi giorni si trova proprio in Siria, torna particolarmente utile questa guida in venti punti scritta da Brian Whitaker per il Guardian.

La Grande Siria
Una volta si chiamavano Siria tutti i territori a est del Mediterraneo. L’attuale Siria confina con Turchia, Iraq, Giordania, Israele e Libano: divenne una colonia francese dopo la Prima guerra mondiale e la dissoluzione dell’impero ottomano, conquistò l’indipendenza nel 1946. La sua capitale, Damasco, è una delle città più antiche della storia.

Il partito Baath
È stato fondato nel 1947, ha venature panarabe e socialiste, domina la politica siriana dal 1963. Durante la presidenza di Hafez al-Assad, dal 1971 al 2000, il partito ha dato stabilità al paese attraverso un rafforzamento del governo centrale e l’uso di imponenti misure repressive.

Il presidente Bashar al-Assad
Bashar al-Assad doveva fare l’oftalmologo, stava studiando a Londra, quando nel 1994 suo fratello Basil, erede naturale alla presidenza, morì in un incidente stradale. Questo scombinò parecchio i suoi piani. Nel 2000, alla morte di suo padre, Bashar al-Assad venne nominato capo dell’esercito e leader del partito Baath. Ma aveva 34 anni e la Costituzione lo considerava ancora troppo giovane per fare il presidente: quindi fu necessario indire un referendum per rimuovere la clausola e poterlo “eleggere”, diciamo. La moglie di Assad, Asma Akhras, è nata in Regno Unito da genitori britannici e ha lavorato nella banca d’investimento JP Morgan.

Il Golan
Le Alture del Golan sono una regione montagnosa dalla grande importanza strategica, conquistata da Israele durante la guerra del 1967. Nonostante un pezzo sia stato restituito alla Siria dopo la guerra del 1973, la sua completa riconquista è da allora un obiettivo centrale del regime siriano.

Il massacro di Hama
Nel 1982 le forze siriane lanciarono un violento attacco contro la città di Hama per reprimere una rivolta promossa dai Fratelli Musulmani, uccidendo migliaia di persone e dando un segnale preciso a chi si opponeva al regime.

Le ferrovie
La Siria ha alcune tra le più belle ed eleganti stazioni ferroviarie del mondo.

Siria e Libano
Il Libano fu separato dalla Siria dalla Francia, visto che era composto in gran parte da cristiani, e divenne indipendente nel 1943: per questo la Siria tende ancora a considerarlo parte della sua area di influenza. Ed è un’influenza che è stata spesso tirata in ballo, anche negli ultimi anni, visto che si è sostenuto spesso il sostegno concreto garantito dal regime a Hezbollah. L’assassinio del primo ministro Rafik Hariri nel 2005, per esempio, è stato da molti ricondotto alla Siria e questo ha costretto il regime a ritirare i suoi soldati presenti sul territorio libanese con funzioni di “stabilizzazione” e pattugliamento.

Urrà
Durante i comizi e discorsi pubblici, in Siria, la prassi vuole che parta un applauso ogni volta che viene nominato il presidente Assad.

Gli alauiti
Gli alauiti sono un gruppo religioso islamico vicino agli sciiti che fa riferimento ad Alì, cugino e genero del profeta Maometto. È un gruppo altamente minoritario, in Siria, dove il 74 per cento degli abitanti sono sunniti. Ma è anche il gruppo del presidente Assad e della sua famiglia.

Capitalismo amicale
La diffusione della corruzione in Siria è molto vasta e le relazioni industriali si muovono soprattutto sul terreno dei rapporti interpersonali e dei favori ben pagati. Una specie di capitalismo amicale, scrive Whitaker sul Guardian, che coinvolge spesso i membri della famiglia presidenziale. Il cugino di Assad, Rami Makhlouf, è uno dei principali obiettivi dei manifestanti ed è considerato al centro del sistema di corruzione.

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