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Cos’è la tassa patrimoniale?

Una serie di domande e risposte per capire di cosa stiamo parlando in questi giorni

La proposta di introduzione di una tassa patrimoniale è tornata nel dibattito pubblico a causa di un intervento di Giuliano Amato del mese scorso, poi ripreso e sostenuto anche dalla segretaria della CGIL, Susanna Camusso, e altri personaggi che godono di ascolto e influenza a sinistra. Walter Veltroni l’ha rispolverata nel suo recente discorso al Lingotto, Berlusconi l’ha commentata nell’intervista che ha dato al Foglio, insomma, se ne parla. Il centrodestra è contrario all’introduzione della norma. A sinistra le opinioni sono più frastagliate: ci sono molti favorevoli a un meccanismo che redistribuzione risorse senza tassare ulteriormente i redditi e ci sono gli scettici, che pensano che le misure una tantum risolvano poco e temono l’identificazione come “ricchi” di molte persone che probabilmente ricche non sono. In ogni caso, prima di fare valutazioni di ogni tipo è bene sapere di che si parla: oggi Alessandro Barbera sulla Stampa si fa carico di spiegarne l’abc.

Nel dibattito sul «che fare» per abbattere lo stock del nostro debito pubblico si riaffaccia l’ipotesi di imporre una tassa patrimoniale. Di cosa si tratta?
Per patrimoniale si intende qualunque tipo di tassa calcolata, invece che sul reddito, sul patrimonio del contribuente.

In Italia è mai stata applicata?
Nel 1992 l’allora governo Amato, per evitare il crack finanziario e permettere alla lira di restare agganciata al sistema monetario europeo, impose un prelievo forzoso del sei per mille su tutti i conti correnti bancari. Ma occorre considerare fra le patrimoniali anche l’Ici, abolita sulle prime case e oggi applicata solo sulle seconde. E’ una forma di patrimoniale l’imposta di successione: quest’ultima, quasi abolita dal primo governo Berlusconi, fu reintrodotta dal governo Prodi. La soglia di patrimonio oltre la quale oggi è imposta è alta, circa un milione di euro. La tassazione sulle rendite finanziarie, oggi al 12,5%, non è tecnicamente una patrimoniale: si tratta infatti di una imposta sulla creazione di ricchezza.

In quali Paesi si pagano invece patrimoniali sul complesso dei beni?
In Europa lo fanno Svezia e Norvegia. In Francia si paga l’«impote de solidarité sur la fortune».

Esistono tasse patrimoniali negli Stati Uniti?
Negli Usa non esiste nulla di simile alla tassa francese, ma si pagano forti imposte di successione e sul possesso di immobili. In quest’ultimo caso l’aliquota è mediamente pari all’1% del valore di mercato dell’immobile: per fare un paragone, finché è esistita, l’Ici sulla prima casa costava mediamente il 4 per mille, calcolato però sul valore catastale, di solito molto inferiore a quello reale.

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