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  • giovedì 16 Dicembre 2010

Come va coi rifiuti a Napoli

Berlusconi aveva detto che oggi la città sarebbe stata «pulita»: le cose migliorano, ma siamo ancora in alto mare

Forte del successo incassato in Parlamento e sprezzante di tutti i precedenti in cui è stato clamorosamente smentito (qui, qui, qui e ancora qui), nel pomeriggio del 14 dicembre Silvio Berlusconi ha dichiarato, presentando il libro di Bruno Vespa:

«Pensiamo che nei prossimi due giorni Napoli sarà pulita»

Siamo alla mattina del 17 dicembre, i due giorni sono passati: quindi vediamo come vanno le cose a Napoli, e se la città è effettivamente «pulita». Il 15 dicembre una task force del Genio militare dell’esercito ha cominciato a lavorare alla rimozione dei cumuli di rifiuti e alla disinfezione delle strade centrali della città. Questo ha permesso alla quantità di rifiuti ancora per le strade di essere ridotta a 800-900 tonnellate, a quanto si legge: che è un miglioramento rispetto ai giorni precedenti ma è tutt’altra cosa rispetto alla descrizione di Napoli come «pulita».

Anche perché il problema è lontano dall’essere risolto: se la quantità di rifiuti per le strade di Napoli sta lentamente diminuendo, nei paesi della provincia le cose peggiorano. A Pozzuoli, la cui superficie è 43 chilometri quadrati, ci sono 1600 tonnellate di spazzatura; altre mille sono per le strade di Quarto. I residenti di Bacoli hanno protestato in consiglio comunale. Inoltre, la raccolta si è già interrotta: i lavoratori della società Enerambiente, responsabile della rimozione dei rifiuti, si sono fermati in sciopero perché non hanno ancora percepito gli stipendi arretrati di novembre. “Nel quartiere collinare del Vomero ed in diverse zone del centro”, scrive l’edizione napoletana di Repubblica, “i sacchetti di rifiuti hanno ripreso ad accumularsi”.

Come se non bastasse, la Puglia ha respinto i camion di rifiuti che le erano stati inviati da Napoli così come previsto dal piano di aiuto tra le regioni: l’Agenzia pugliese per l’ambiente ha bloccato i primi autocompattatori perché non sigillati come previsto dagli accordi. Daniele Manca è il sindaco di Imola, dove dalla settimana prossima dovranno arrivare cinquemila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania. Ha fatto sapere che farà lo stesso: «Non avremo timore a rispedire al mittente i rifiuti se non saranno conformi alle caratteristiche previste dall’accordo». Il tutto mentre Edmondo Cirielli, presidente della provincia di Salerno, dice che il decreto del governo sull’emergenza rifiuti “non affronta minimamente le criticità dell’emergenza in Campania”. Il testo sarà sottoposto al voto della Camera martedì 22 dicembre. Chissà se, per allora, Napoli sarà «pulita»: oggi di certo non lo è.