Un tornado a Roma

All'ora di punta, con un sacco di macchine in giro, un evento meteorologico estremo e imprevisto ha causato molti danni, ma nessuno è rimasto ferito in modo grave

Il tornado a Roma, 3 giugno 2026 (da un video pubblicato sul canale YouTube di Tornado Italia)
Il tornado a Roma, 3 giugno 2026 (da un video pubblicato sul canale YouTube di Tornado Italia)
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Il tornado che mercoledì mattina ha colpito la zona nord-est di Roma ha fatto crollare circa sessanta alberi e ha danneggiato auto, insegne di negozi, cartelli stradali, chioschi e mercati rionali. I video fatti dagli abitanti o dalle webcam mostrano le forti raffiche di vento e pioggia che sollevano polvere e detriti, spostano le auto e fanno cadere rami e alberi interi sulle strade e su un distributore di benzina in via dei Prati Fiscali. Nessuno è stato ferito in modo grave.

Mercoledì sera i vigili del fuoco hanno detto di aver fatto più di 120 interventi, soprattutto nelle zone di Conca d’Oro, Prati Fiscali e Acqua Acetosa, a cui si aggiungono i 130 della polizia locale.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha detto che le centraline non lontane dall’area in cui ci sono stati più danni hanno registrato venti di quasi 90 chilometri orari: e quindi molto probabilmente hanno superato i 100 chilometri all’ora nelle zone più colpite. Gualtieri ha detto che era prevista un’allerta gialla ma che poi c’è stato un «fenomeno meteorologico estremo e improvviso».

Il meteorologo del sito di previsioni Meteo.it Mattia Gussoni ha spiegato al Corriere Roma che nei giorni scorsi si era accumulata molta aria calda sopra la città, che ha agito come una sorta di serbatoio di energia. Nel momento in cui correnti più fredde si sono scontrate con l’accumulo di aria calda, questa è stata spinta verso l’alto con forza e ha generato «correnti ascensionali potentissime e un temporale di forte intensità». In questo modo, ha aggiunto Gussoni, il temporale si è trasformato in un tornado per un effetto chiamato wind shear (che significa “taglio del vento”), che avviene quando i venti cambiano molto rapidamente velocità e direzione. «Questo incrocio di correnti ha generato un cilindro d’aria invisibile che ruotava parallelo al suolo. Quando le spinte ascensionali del temporale hanno agganciato questo rullo, lo hanno raddrizzato in verticale, portando la nube a ruotare su se stessa. Ecco il tornado».

Gussoni ha ricordato che di solito a fenomeni di questo tipo contribuiscono le maggiori temperature dell’acqua del mar Mediterraneo, a loro volta dovute al riscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra. Più il Mediterraneo è caldo, più è l’acqua evaporata e anche l’energia che alimenta i fenomeni atmosferici.

Il tornado ha colpito la zona corrispondente all’incirca ai Municipi II e III, che comprendono tra gli altri i quartieri Parioli, Flaminio, Salario, Conca d’Oro, Tufello, Nomentano e Montesacro. È iniziato intorno alle 9, all’ora di punta in cui ci sono tantissime auto in giro, e infatti le ripercussioni sul traffico sono state pesanti, con via del Foro Italico (anche conosciuta come l’Olimpica) chiusa per circa tre ore.

Su via dei Prati Fiscali due grossi alberi sono stati sradicati dal vento e si sono abbattuti su un distributore di benzina IP, distruggendo il tetto. Una donna si trovava in un’auto che è stata travolta da un albero, ma non è ferita in modo grave. Sempre su via dei Prati Fiscali un chiosco in cui si vendono fiori è stato divelto. Anche cassonetti dei rifiuti e motorini parcheggiati sulla via sono stati rovesciati e buttati a terra.

Poco distante, in via val di Sangro, c’era il mercato settimanale all’aperto: alcune strutture sono state demolite e i detriti hanno colpito le auto in sosta lì vicino. Molti alberi e rami staccati dal vento sono caduti anche sulla Salaria, interrompendo la circolazione delle auto. Dai video girati tra Conca d’Oro e Montesacro si vedono alberi crollati tra le auto e contro i condomini, automobili ammaccate o seppellite dagli alberi, cassonetti rovesciati.

Ci sono stati danni anche al centro sportivo dell’Acqua Acetosa, dove alcuni grossi alberi sono crollati danneggiando le strutture dell’impianto.

È ancora presto per quantificare i danni. Il comune di Roma dice che parte degli alberi caduti non erano di competenza comunale bensì di proprietà privata, e quindi ora bisognerà capire se ci sono privati che devono risarcire il comune per danni provocati a strutture pubbliche.