L’eterna questione delle ricariche d’inchiostro nelle stampanti
Un uomo di New York ha fatto causa a una nota azienda che lo costringeva a comprare nuove ricariche: molti fanno il tifo per lui

Un uomo di New York ha fatto causa a una nota azienda che lo costringeva a comprare nuove ricariche: molti fanno il tifo per lui

O documenti di lavoro ora che non si va in ufficio: una guida per scegliere una stampante, facile da usare

È uscito il nuovo singolo degli Ok Go, famosi per le loro coreografie

Il Wall Street Journal ha recensito le nuove stampanti che risolvono il problema delle cartucce (ma che non sono convenienti per tutti)

Alessio Lorusso ha capito di aver prodotto una tecnologia eccellente: tutto cominciò nell'officina meccanica di suo padre

Grazie a uno speciale gel contenente staminali: per ora è una dimostrazione, ma tra qualche anno potrebbero risolvere il problema della mancanza di cornee per i trapianti

Si chiama ThingMaker, costa 300 dollari e funziona con un'applicazione per bambini per progettare i giochi da stampare

Stampanti 3D, tagli laser e nuove tecnologie sono sempre più utilizzate per realizzare i vestiti, anche quelli di alta moda

Edifici governativi in 3D e grandi stampanti ad aghi che disegnano sulla sabbia, tra le opere più notevoli della mostra che apre oggi e ospita artisti di tutto il mondo

È quella del Metropolitan Museum di New York: mostra l'evoluzione degli abiti dall'invenzione della macchina da cucire alle stampanti 3D

Le prime foto dalla gigantesca fiera tecnologica di Las Vegas, tra biberon intelligenti, stampanti 3D per alimenti, poltrone per fare ginnastica e cinture che consigliano di mettersi a dieta

In acciaio, seta e con le stampanti 3D, disegnate da una delle stiliste più moderne degli ultimi anni e in mostra ad Atlanta

Quello raccontato da Vice in un breve documentario sulle armi fatte con le stampanti 3D

«Il primo giorno di scuola ero disorientato dall’insistenza con cui gli studenti mi chiedevano di andare in bagno. Però che sollievo quando, nella prima ora buca della mia vita, ho messo piede in una ciarliera aula docenti. Colleghe sorridenti, tutto un gran da fare tra computer e stampanti prima del suono della campanella. E, soprattutto, l'eterogeneità di accenti: in un attimo rispolveravo i vecchi seminari di dialettologia che avevo seguito alla Federico II: le consonanti occlusive aspirate della bidella calabrese, le semiconsonanti del collega di Salerno, per non parlare delle vocali platealmente aperte della dirigente catanese che rimbombavano nel refettorio. A volte, nell’atrio della scuola, magari nel tepore di un raggio di sole, mi pareva di essere tornato a casa solo perché i due bidelli gridavano in un napoletano sguaiato contro l’autista della Milano ristorazione che non riusciva a fare manovra»





