Perché in Sudafrica si rubano molti libri
Li rubano persone di tutte le età ed estrazioni sociali: c'entra un retaggio dell'apartheid

Li rubano persone di tutte le età ed estrazioni sociali: c'entra un retaggio dell'apartheid

Esistono parecchie liste di cose che tutti amiamo fare. Esistono perché vanno di moda e perché, maledizione, se ne trovano di ogni sorta appena svolti l’angolo di un qualsiasi anfratto del web. [Continua]

L'Economist racconta l'intricata serie di incastri tra holding e controllate messa in piedi dagli svedesi, senza brugole

In due anni ha raggiunto una valutazione di 500 milioni di dollari, vende online un solo tipo di materasso e presto arriverà in Europa

Come si è arrivati alla chiusura dei consolati a Houston e a Chengdu, e cosa dobbiamo aspettarci adesso

Riguarda la solita questione della violazione dei diritti umani e storie di violenze e soprusi durante i Giochi estivi del 2008


Esattamente cento anni fa i colonizzatori italiani uccidevano migliaia di civili a Sciara Sciat, per vendicarsi di un agguato subìto il giorno prima

Organizzativi, di sicurezza, e anche di principio, secondo molti: ma non sembra esserci la volontà di riformarlo


A Casola Valsenio le frane hanno reso inagibile la quasi totalità delle strade, e il 20 per cento del territorio è senza energia elettrica

Per riceverlo bisogna partire di notte, camminare chilometri e aspettare ore: ogni volta si rischia di essere uccisi, spesso è inutile

Esce il 17 febbraio per Guanda «Togliamo il disturbo», il nuovo libro di Paola Mastrocola

In questi giorni di tempeste milanesi, voglio raccontare la storia dell’alluvione dei miei libri, il giorno terribile di settembre in cui ne buttai più di millecinquecento [Continua]

Lo confessa Giacomo Papi in un libro in cui 28 scrittrici e scrittori italiani raccontano i luoghi in cui scrivono

Vent'anni dopo ci sono nuove testimonianze sul ruolo dei carabinieri della caserma di Arce accusati di avere ucciso la 18enne

«In Italia le trasmissioni regolari della Rai iniziarono il 3 gennaio 1954, settant’anni fa. Per questo negli spot del festival di Sanremo sono apparsi vecchi televisori. Quando il collezionista vede quello con Amadeus, sorride: “Questo è un Körting, è della fine degli anni ’60”. Nella sua mansarda wunderkammer piena di televisori ordinatamente esposti, mi mostra un Philips del 1952, prodotto a Monza. Era utilizzato già durante le trasmissioni sperimentali e veniva dato in affitto: non pagavi il canone ma per guardare dovevi mettere una monetina in una scatolina, come un jukebox. Periodicamente gli addetti passavano a ritirare le monetine, e se lo avevi usato poco te lo ritiravano»

«Dei protagonisti dell’immaginario popolare solo i serial killer non hanno (ancora) avuto accesso all’Ariston, in quel fantastico guazzabuglio di generi confluiti in quel solo immenso genere che è la popolarità, non importa di che tipo e per quale merito»

Sono prodotte con grande attenzione, sono importantissime e trasportate con cura, eppure vengono usate per pochissimo e gettate subito via
