Una calciatrice iraniana non potrà giocare perché il marito non le dà il passaporto
Niloufar Ardalan è la capitana della nazionale di calcio a 5, ma non potrà seguire la squadra in Coppa d'Asia: suo marito non vuole

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È uscito in Germania il film tratto dal romanzo di Timur Vermes che immagina Hitler nella Berlino dei nostri giorni

Filippomaria Pontani esamina le conseguenze di mesi complicati per la politica e le prospettive tedesche, partendo da lontano

È intervenuta la Guardia Nazionale e il coprifuoco è stato revocato, ma dopo l'inizio pacifico delle manifestazioni le cose sono degenerate di nuovo

Ok, "La" canzone di Barbra Streisand

La principessa Charlotte al suo primo giorno di scuola, Billie Eilish a Milano, Meryl Streep, Kristen Stewart, Joaquin Phoenix e gli altri a Venezia ma non solo, tra i più fotogenici della settimana

Il percorso dalla falda alle nostre case è complesso, ma ben monitorato: questo permette a Milano di avere una delle acque più buone d'Italia

Nove mesi, il tempo per portare a termine il prodotto della fecondazione. Un tempo che si sente crescere dall’interno, uno spazio nuovo [Continua]





«Dalla scorsa stagione le società sportive che vogliono iscrivere minori senza cittadinanza italiana sono costrette a produrre molta più documentazione rispetto a quella richiesta ai loro compagni di squadra. Qualche giorno fa un ordine del giorno parlamentare ha chiesto al governo di affrontare la questione, ma il governo ha dato parere contrario e la Camera ha respinto. Ma intanto il ministro dello Sport lodava le "belle storie come quella di Lamine Yamal", che nella nazionale italiana non potrebbe giocare»

«Il primo giorno di scuola ero disorientato dall’insistenza con cui gli studenti mi chiedevano di andare in bagno. Però che sollievo quando, nella prima ora buca della mia vita, ho messo piede in una ciarliera aula docenti. Colleghe sorridenti, tutto un gran da fare tra computer e stampanti prima del suono della campanella. E, soprattutto, l'eterogeneità di accenti: in un attimo rispolveravo i vecchi seminari di dialettologia che avevo seguito alla Federico II: le consonanti occlusive aspirate della bidella calabrese, le semiconsonanti del collega di Salerno, per non parlare delle vocali platealmente aperte della dirigente catanese che rimbombavano nel refettorio. A volte, nell’atrio della scuola, magari nel tepore di un raggio di sole, mi pareva di essere tornato a casa solo perché i due bidelli gridavano in un napoletano sguaiato contro l’autista della Milano ristorazione che non riusciva a fare manovra»

Sono quelle cosiddette “santuario”, che hanno leggi speciali per proteggere i migranti: una delle principali è Denver, che per questo sta avendo vari problemi

Lo spiega Sadie Dingfelder nel primo capitolo del nuovo libro pubblicato da Altrecose: ed è una cosa diversa dalla diffusa sensazione di "non ricordarsi le persone"

E insomma questo è ottobre
