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Le guerre, Trump, i negoziati, le indagini, Trump, i grandi ritorni, un nuovo papa, e ancora Trump

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Da quando è finito il suo ultimo tour, il cantante britannico ha passato molto tempo in città, e i suoi avvistamenti sono diventati un genere sui social

Solo per Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta ci è voluto meno tempo, anche perché dal 1983 le regole si sono allentate

Ha mantenuto la linea del suo predecessore su molti temi, non ha fatto grandi nomine o discorsi, e finora si è occupato soprattutto del Giubileo

Davanti a decine di migliaia di fedeli e centinaia di politici, arrivati in piazza San Pietro da tutto il mondo

Per organizzare l'evento più partecipato del Giubileo ci sono voluti due anni, con mezzi, personale e strutture eccezionali

Dalle code dei pellegrini per entrare in piazza San Pietro, alla cerimonia, dai capi di stato, alle vedute di Roma

E sono state decise diverse misure eccezionali per evitare che piogge e allagamenti facciano danni gravi

Fanno i volontari per il Giubileo, ma i vescovi dicono di starne alla larga

Le ultime code per visitare la salma di papa Francesco e l'inizio dei preparativi per i funerali di domani

All'inizio sì: poi ha cominciato a circolare un presunto account Twitter di Prevost molto critico con le politiche di Trump

Dal Vaticano all’Argentina, dall'India alla Corea del Sud, ci sono persone che si radunano e pregano

I dipendenti della Santa Sede, con i loro stipendi non tassati, sono sempre stati visti come dei privilegiati: ma è arrivata l'ora dei tagli

I fiori lanciati nel Mediterraneo, la messa durante la pandemia, i viaggi e il mondo che cambiava intorno

Il papa più progressista da mezzo secolo ha avuto apprezzamenti trasversali ma anche molte critiche: persino dentro la Chiesa

Dovrebbe andare da Afragola al centro storico, passando per diversi comuni che oggi non sono ben collegati

Il primo gesuita a diventare capo della Chiesa cattolica era malato da tempo

Nel 1985 investì tutta Italia nel pieno di un freddo eccezionale: viene ancora ricordata con una certa nostalgia

«È il 1932. Mussolini sta facendo un giro per l’Italia per celebrare i dieci anni della marcia su Roma. Il “Radiocorriere” racconta che al Palazzo dell’Elettricità di Torino gli fu mostrato un piccolo esperimento di trasmissione a distanza. Il delegato Eiar scrive su una lavagna alcune “parole che vengono graficamente trasmesse nell’attimo stesso che la mano commossa le traccia“. Quali sono queste parole? Be’, ovvio: “Evviva il Duce!". Mussolini ascolta compiaciuto, approvando “l’arditismo della similitudine, insieme scientifica e poetica, dell’Italia raffigurata come una cellula irradiante energia”»
