Le foto della camera ardente di Maurizio Costanzo
Allestita in Campidoglio per rendere omaggio a uno dei più noti conduttori televisivi italiani

Allestita in Campidoglio per rendere omaggio a uno dei più noti conduttori televisivi italiani

Uno dei primi talk show di successo e un programma molto longevo, che mescolava temi alti e bassi, personaggi famosi e altri sconosciuti che diventavano celebri su quel palco

Nel 1993 il conduttore e la sua futura moglie Maria De Filippi uscirono illesi da un attentato deciso da Totò Riina

Aveva 84 anni: è stato uno dei più noti conduttori televisivi italiani, oltre che giornalista, sceneggiatore e autore di canzoni

Fu protagonista di uno dei casi di cronaca nera italiani più famosi degli anni Novanta

Suggerimenti al Corriere per una scelta ponderata del nuovo rubrichista del lunedì (l'ultima volta ne abbiamo pagato le conseguenze per 25 anni)

La nona puntata del libro di Brizzi: al Costanzo Show, per due volte

Libro di Enrico Brizzi, ottava puntata (dopo un piccolo salto): "Jack Frusciante" arriva in tv

Quinta parte del libro di Enrico Brizzi: conoscere qualcuno che è andato in tv, violenza made in Japan e videoregistratori

Con 13 Festival di Sanremo e programmi come “Domenica In” e “Fantastico” è stato uno dei conduttori più famosi della tv italiana: aveva 89 anni

Negli anni Ottanta Riccardo Schicchi diventò un'icona pop e dominò un settore nato da pochissimo

Una storia triste e olandese in un disco lanuginoso e notturno

Divenne famoso per i libri gialli negli anni Novanta e fu incluso nella celebre antologia "Gioventù Cannibale"

Moltissime repliche e un paio di film discreti: questo offre la programmazione domenicale di fine luglio

È stata perquisita la casa di una donna che si ipotizza possa aver portato in via Palestro la Fiat Uno carica di esplosivo

La nazionale di pallavolo femminile, un film con Meryl Streep e il remake del commissario Rex, tra le altre cose

In cinque episodi racconta 15 anni di storia tra "luci e tenebre" della comunità e del suo fondatore Vincenzo Muccioli

«Lei era Roma per me: sorrideva pur essendo triste, gli occhi bistrati e chiarissimi. Il suo corpo mi pareva il corpo della città. Era facile riconoscerla nelle sue canzoni, era evidente che le paillettes e i foulard, gli abiti fuori misura coincidessero con le contraddizioni e la pietas della città. La tragedia della donna che si butta nel Tevere per un amore finito in "Barcarolo romano" racconta lo stesso fiume che abbraccia l’Isola Tiberina e l’ospedale Fatebenefratelli, dove sono nate generazioni di romani. A me sembra che finché Roma è rimasta "india, pigra e furba" come il padre di Gabriella Ferri, lei, come tutte le maschere, non ha avuto bisogno di presentazioni perché il luogo da cui veniva era la sua vera identità. Ma dopo l’inizio e la consacrazione, è arrivata la consapevolezza, il timore di ritrovarsi alla fine di un percorso»

"I tre giorni del condor", soprattutto
