Scrivere della politica italiana è inutile?
Se lo chiede Luca Ricolfi, ma continua a farlo, scorato e incorreggibile come tutti gli italiani

Se lo chiede Luca Ricolfi, ma continua a farlo, scorato e incorreggibile come tutti gli italiani

Secondo Luca Ricolfi ci sono ancora diversi elementi che giocano a favore di una rimonta

Luca Ricolfi sulla Stampa si chiede come mai i mercati puniscono ancora l'Italia: la risposta è nell'«evanescente fase 2», tra le altre cose

Che Berlusconi debba andarsene sono tutti d'accordo, nell'opposizione, ma sul resto? Luca Ricolfi sulla Stampa mette un po' di temi sul tavolo

Lo sostiene Luca Ricolfi, che scrive che, anzi, può persino creare guai peggiori

Il tema che Luca Ricolfi affronta oggi sulla Stampa è molto attuale, molto dibattuto e molto fertile: quello della “narrazione” che prevale a sinistra da molto tempo per cui le sue sconfitte sarebbero da attribuire alla scarsa informazione e qualità etica della maggioranza degli elettori. Il tema insomma della minoranza auocompiaciuta, che è in effetti [...]

Il Foglio ha chiesto a un po' di commentatori politici cosa può fare Berlusconi per risollevarsi, di nuovo

Pietro Ichino sulla Stampa risponde a chi sostiene che il PD e l'opposizione non esistono

Due articoli in prima pagina contestano la legge ma anche i suoi nemici





È quello che parla dell'autonomia delle regioni, che il centrosinistra cambiò nel 2001 e che oggi tutti dicono di voler riformare (compresi Renzi e Berlusconi)

Il parere del responsabile scuola del PD lombardo sui test scolastici tanto discussi

Ospiti dal 6 al 10 ottobre della Biennale Democrazia tra gli altri Ilaria Capua, Alessandro Barbero, Diego Bianchi e il vicedirettore del Post Francesco Costa

Fra qualche settimana un partito che non è mai stato al governo potrebbe ritrovarsi a esprimere decine di parlamentari e ministri

«In questi giorni di fine di ottobre, le mie lezioni vengono interrotte dai candidati delle liste scolastiche che mi chiedono cinque minuti per presentarsi. Negli anni ho visto perdersi pressoché del tutto i riferimenti ideologici – non solo comunismo, cattolicesimo, fascismo etc… ma anche semplicemente destra e sinistra – rimpiazzati dall’orizzonte quasi ansiogeno dell’apoliticità»

«Il problema non è stabilire la data di nascita del Parmesan del Wisconsin, o di sapere se nella carbonara ci vada il guanciale o la pancetta. Il problema è capire in che modo questi temi, che al massimo potrebbero interessare una manciata di casari dalle parti di Parma e qualche ristoratore di Trastevere, siano diventati l’elemento identitario più forte nell’Italia del XXI secolo».
