Un evento della sesta edizione della Biennale Democrazia (2019) al Teatro Carignano di Torino (Fabio Miglio)

A Torino si parla di partecipazione democratica, di questi tempi

Ospiti dal 6 al 10 ottobre della Biennale Democrazia tra gli altri Ilaria Capua, Alessandro Barbero, Diego Bianchi e il vicedirettore del Post Francesco Costa

Un evento della sesta edizione della Biennale Democrazia (2019) al Teatro Carignano di Torino (Fabio Miglio)

A Torino da mercoledì 6 ottobre a domenica 10 ci sarà la settima edizione di Biennale Democrazia, una manifestazione internazionale dedicata alla partecipazione democratica che viene organizzata ogni due anni dal 2009. Il tema di quest’anno è “Un pianeta, molti mondi”: secondo il direttore del festival, il giurista Gustavo Zagrebelsky, infatti «la crisi sanitaria ci ha mostrato la nostra dipendenza dal contesto globale e, allo stesso tempo, la pluralità di risposte possibili ai molteplici effetti provocati dalla pandemia. Abitiamo la stessa terra, ma apparteniamo a mondi diversi».

Nel programma sono previsti più di 90 incontri fra lezioni, dialoghi, dibattiti e spettacoli, con circa 215 relatori da tutto il mondo. Oltre che di persona nei diversi luoghi della Biennale Democrazia (dal Teatro Carignano all’Aula Magna della Cavallerizza Reale, dal Complesso Aldo Moro all’Aula Magna del Politecnico, dal Circolo dei lettori al Polo del ’900) sarà possibile seguire buona parte degli appuntamenti anche attraverso dirette streaming.

Per garantire il rispetto delle normative sul contrasto alla Covid-19, la capienza delle sale sarà limitata e la prenotazione è sempre obbligatoria. Per accedere agli incontri in programma nelle sedi citate è previsto un biglietto del costo di 4 euro (2 euro per gli under 30), ma è anche possibile comprare un carnet per 5 incontri a scelta a 15 euro (qui tutto le info).

Il tema generale della manifestazione è suddiviso a sua volta in quattro aree tematiche. In “Pianeta-Mondo” si affronta il rapporto tra uomo e natura rispetto all’economia sostenibile e alle implicazioni future delle tecnologie. In “Mondi contro” si parlerà di nuovi conflitti nelle società democratiche, come quelli fra il centro e le periferie, le élites e i popoli, la scienza e l’opinione. In “La politica e le altre sfere” invece il tema sarà la nuova centralità che la pandemia ha dato alla politica e del suo rapporto con la scienza, l’economia, i media e l’opinione pubblica. Infine negli incontri di “Nuovi mondi” si parlerà delle nuove forme di organizzazione del lavoro e di socialità all’interno delle nostre città dopo le esperienze di isolamento dovute alla pandemia.

Alcuni degli incontri della Biennale fanno parte del progetto “Memory Matters”, realizzato insieme alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che prevede anche una mostra diffusa allestita nel Parco del Valentino dal 6 ottobre al 7 novembre 2021. Saranno esposte opere di Leone Contini, Alessandra Ferrini, Muna Mussie e Adji Dieye sul tema della memoria collettiva e del suo ruolo negli spazi urbani.

Una piccola guida agli eventi giorno per giorno

Il primo incontro della manifestazione sarà riservato alle scuole: mercoledì 6 ottobre alle 10.30 lo storico Alessandro Barbero terrà, alla Casa del Teatro dei Giovani e dei Ragazzi, una Lectio Magistralis dal titolo “Dante, chi era costui?”. Barbero farà un ritratto storico e umano del poeta, cercando di porre l’accento sul Dante “uomo” e sul contesto dell’Italia a cavallo del 1300. La lezione sarà disponibile online a partire dal 7 ottobre alle 10 qui. Alle 17.30 al Teatro Carignano invece Elena Cattaneo aprirà ufficialmente la manifestazione con la lezione “Il metodo scientifico: dubitare per comprendere”. Sempre al Teatro Carignano, alle 21, ci sarà un altro evento nell’ambito delle celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante: Matthias Martelli interpreterà lo spettacolo “Dante fra le fiamme e le stelle”, scritto dallo stesso Martelli con la consulenza del professor Barbero.

Giovedì 7 ottobre alle 18 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ci sarà un dibattito con Rachele Borghi, Fartun Mohamed, Marie Moïse e Muna Mussie, coordinate da Luisa Passerini, dal titolo “Memory matters. Italiane nere: il genere all’intersezione delle differenze”. Alle 18.30, nell’Aula magna del Politecnico Simona Ravizza e il peraltro vicedirettore del Post Francesco Costa, moderati dal ‪professore Cristopher Cepernich, parleranno della proliferazione di informazioni generata dall’esigenza di avere notizie sul coronavirus, la cosiddetta “infodemia”. Il titolo del panel è “Il giornalismo alla prova della pandemia”. Alle 21.30 invece, nell’Aula Magna della Cavallerizza reale, Marco Damilano, Adriano Ercolani e Helena Janeczek dialogheranno di cancel culture.

Si parlerà ancora di informazione, in questo caso di quella pubblica e del suo futuro, nell’incontro in programma venerdì 8 ottobre alle 11 al Teatro Carignano con Gad Lerner, Marco d’Eramo e Anna Masera; nella stessa location alle 14.30 la scrittrice Chiara Valerio e l’infettivologo Massimo Galli, coordinati da Tommaso Portaluri, racconteranno della difficoltà di tradurre i modelli matematici in decisioni politiche nel panel intitolato “Ce lo chiede la scienza?”. Alle 17.30, nell’Aula Magna del Complesso Aldo Moro, Miko Czerwinski, Roberto Forte, Yuri Guaiana con Alessandro Battaglia spiegheranno cosa succede alle “comunità LGBTQI+ nell’Europa dei nazionalismi”. Alle 21 nella Sala ‘900 del Polo del ‘900 è in programma “La rabbia nelle città” con Donatella della Porta e Marco d’Eramo, coordinati da Valeria Verdolini, sui nuovi conflitti nelle metropoli all’indomani della pandemia.

Sabato 9 ottobre alle 16 Maria Lodovica Gullino e Luca Ricolfi al Teatro Carignano, con Ilaria Capua in collegamento, parleranno di come la storia sia stata un susseguirsi di epidemie, più o meno note, che hanno colpito uomini, animali e piante. Alle 20.30 invece, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, Emanuele Giordana e Francesca Mannocchi durante l’incontro “Kabul” ripercorreranno i vent’anni di guerra in Afghanistan per cercare di dare delle risposte alle domande sul futuro del paese tornato nelle mani dei Talebani. Alle 21, nella sala Fucine di OGR, Diego Bianchi, in arte Zoro, e Serena Danna – coordinati dal professor Cristopher Cepernich – animeranno “Temptation democracy”, un panel che affronterà le possibili nuove frontiere comunicative della politica, dal reality alla social tv.

Domenica 10 ottobre, alle 11 nella Sala Fucine dell’OGR Riccardo Fassone, Claudia Molinari, Matteo Pozzi con Francesca Sforza dialogheranno sulle possibilità del gaming di avere un ruolo nei processi di coinvolgimento, di discussione e di impegno politico dei più giovani. Nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale alle 14.30 invece Stefano Mancuso, Maria Cristina Pisani, Eugenio Cesaro, ancora coordinati da Francesca Sforza, nell’incontro “Debito ambientale, debito generazionale”, parleranno della necessità di un patto intergenerazionale per affrontare le nuove politiche di sostenibilità sociale e ambientale. Infine alle 18,30, sempre nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, il direttore della Stampa Massimo Giannini si interrogherà con l’economista Esther Duflo, Premio Nobel per l’economia nel 2019, sulle disuguaglianze sociali messe in evidenza dalla pandemia da coronavirus e se questa crisi possa essere o meno un’opportunità per ridurle. A concludere l’edizione di Biennale Democrazia sarà il concerto dell’artista maliana Fatoumata Diawara presso la Sala Fucine delle OGR.