Lo stilista belga Glenn Martens è il nuovo direttore creativo dell’azienda Maison Margiela


Le aziende puntano tutto su di loro e se i ricavi vanno male li cambiano, anche dopo una sfilata

A 64 anni è ancora uno dei più talentuosi in circolazione: e ora?

Si riparla dello stilista britannico licenziato da Dior nel 2011 per insulti antisemiti: c'è un documentario su di lui e a gennaio ha fatto una sfilata che si è decisamente fatta notare

È finita la settimana di "haute couture", quella con gli abiti sfarzosi, ricamati e pieni di tulle, quest'anno ancora più raffinata del solito

Lo stilista ha presentato a Parigi la collezione per Maison Margiela, con modelle ricoperte di nylon e gommapiuma e gli smartphone alle caviglie

Oltre a quella di Fendi davanti alla Fontana di Trevi: modelle su carri carnevaleschi per H&M, in mezzo al deserto per Pierre Cardin, tra le corsie di un supermercato per Chanel

Andavano di moda negli anni Settanta, nel 2009 li ha ripresi John Galliano e ora sono di nuovo ovunque

Perché la moda è fatta così: non crea solo abiti e tendenze, è una forma d'arte che provoca una reazione emotiva e spinge a chiederci chi siamo

La campagna pubblicitaria per la primavera/estate 2016 è lontanissima dal gusto gotico e dai colori sgargianti del passato

Sono i meno intensi, per respirare, ma hanno già sfilato Maison Margiela, The Row, Anthony Vaccarello e Jacquemus (con un cavallo)

Uno degli stlisti più famosi e controversi è rientrato nel mondo della moda dopo esserne stato sbattuto fuori, e con l'azienda apparentemente più diversa da lui


Assange, Galliano, Charlie Sheen solo negli ultimi giorni: come mai certe celebrities a un certo punto se la prendono con gli ebrei?

La critica del New York Times racconta Josephus Thimister, che si è ucciso pochi giorni fa: «una vittima del momento di passaggio» attraversato dalla moda

Gli abiti della Chiesa e come influenzano gli stilisti sono il tema della mostra del Costume Institute di New York, la più prestigiosa di tutte

Dalle stroncature a Hedi Slimane all'ormai prevedibile successo di Gucci: le cose da sapere

«Per le strade distinguevi a metà degli anni ’80 perfettamente un dark da un paninaro, uno che abitava a San Siro da uno che abitava sui Navigli, uno di destra da uno di sinistra, un gay da un etero, uno dentro o uno fuori dal sistema. Era più facile esistere ma era più difficile essere giovani. Il mondo si era velocemente innamorato del classico rassicurante di Armani o del glamour di Versace, ma per sfuggire a questo soffocante abbraccio si erano formati anche molti nuclei di resistenza a Parigi, a Londra, a New York e anche a Milano»

Stasera a New York ci sarà l'evento che la storica direttrice di Vogue ha reso il più importante del mondo della moda
