Come inizia “La ragazza con la Leica”
Il romanzo di Helena Janeczek che ha vinto il premio Strega 2018: racconta la storia di Gerda Taro, prima fotogiornalista morta in guerra e compagna di Robert Capa

Il romanzo di Helena Janeczek che ha vinto il premio Strega 2018: racconta la storia di Gerda Taro, prima fotogiornalista morta in guerra e compagna di Robert Capa

Il suo ultimo romanzo, pubblicato da Guanda, si ispira alla storia vera della fotografa Gerda Taro: era da 15 anni che non vinceva una donna

Racconti di studenti di Lettere e Filosofia all’Università Statale di Milano, fra anni ’80 e Tangentopoli, in un nuovo libro pubblicato da Bompiani

È la piattaforma di scrittura online della scuola Belleville, che ha lanciato un manifesto programmatico e un concorso letterario

Nella "sestina" – una novità di quest'anno, dovuta a una clausola nel regolamento – ci sono i romanzi di cinque scrittori e una scrittrice

La nazionale italiana di pallavolo maschile contro l'Argentina, Claudio Baglioni all'Arena di Verona e il primo film con i Minions, tra le altre cose

Si trova a Brera, ha lanciato un concorso per raccontare la città e organizzerà laboratori pratici dedicati all'editoria

Tra i nuovi podcast e audiolibri di Storytel e Audible ci sono "Nomadland", "La ragazza del treno" e il seguito di "I leoni di Sicilia"

Ospiti dal 6 al 10 ottobre della Biennale Democrazia tra gli altri Ilaria Capua, Alessandro Barbero, Diego Bianchi e il vicedirettore del Post Francesco Costa

Per dimostrarlo davvero, che a Natale «siamo tutti più buoni»

Sempre più belli da vedere, scritti da donne, letti da adolescenti, con un rapporto complicato con il tempo, consigliati e scoperti su Internet

«Molti anni fa mio “zio Michael”, ormai anziano, ospitò me e mio figlio nella sua casa nel Connecticut negli Stati Uniti. Un giorno, aprendo l’armadio a muro della camera per gli ospiti, era saltata fuori la sua uniforme di Buchenwald. Manca ormai da un decennio mio zio Michael, questo mio amatissimo parente, uno dei pochissimi scampati allo sterminio. Se mi immagino in dialogo con lui, vorrei rispondergli che il fascismo di oggi non è quello di allora che ha rialzato la testa, ma mi risuonano nella mente le parole della scrittrice Anne Rabe che tracciano un quadro terrificante di quello che la Germania dell’Est è diventata. La presenza della destra estrema è persino più spaventosa che negli anni in cui il mio amico Johannes era stato preso a calci dai naziskin di Lipsia. La paura è diffusa in chiunque non sia un simpatizzante, il controllo territoriale è esercitato da gente disposta a spaccare le ossa a chi sia inviso, il clima associabile allo spadroneggiare delle SA negli anni Trenta»
