Non in parti uguali, no
«Chiedetemi dov’è la sinistra moderata, in America e in Europa, e ve la so indicare facilmente. Chiedetemi dove è andata a finire, in America e in Europa, la destra moderata, e non saprei dove rintracciarla»

«Chiedetemi dov’è la sinistra moderata, in America e in Europa, e ve la so indicare facilmente. Chiedetemi dove è andata a finire, in America e in Europa, la destra moderata, e non saprei dove rintracciarla»

Per fare scelte più etiche bisogna guardare ai campi, ma anche allo strapotere della grande distribuzione organizzata

«Ho sempre pensato che tra le ragioni delle violenze di piazza ci sia anche una quota, non piccola, di agonismo: ovvero che alcune persone – nella quasi totalità maschi – amino e cerchino lo scontro perché lo considerano un’occasione di cimento sportivo, di prestanza fisica»

Che da trent’anni sono una delle band più originali e bizzarre del rock americano

Per la terza volta consecutiva, dopo un'altra sfida con Tadej Pogačar, che è caduto a 38 chilometri dalla fine ed è arrivato secondo

Mathieu van der Poel continua a ottenere risultati notevoli e riesce persino a fare la cosa più difficile: battere Tadej Pogačar

«È morto vent’anni fa e sono fortunato perché, quando ce n'è stata l’occasione, non l’ho avvicinato, così adesso posso leggerlo dalla distanza che annulla il confine tra vivi e morti. Lo stesso sentimento che avverto ogni volta che torno e passo attraverso i luoghi che ho imparato con le poesie e che cambiano di mese in mese, eppure qualcosa resta. Resta via San Gregorio com’era, resta il neon di un’edicola di via Crescenzago di una poesia di De Angelis, resta il dialetto da masticare di Franco Loi, resta la via dove Pagliarani si copriva la faccia col giornale, resta San Siro a piedi di Vittorio Sereni, restano le corsie d’ospedale che racconta Raboni di quando andava a trovare Cattafi. Resta la possibilità di fingere, per cui salgo sul 9, m’invento che il numero sia preceduto da un 2 e seguo un po’ di quel percorso, una volta scendo in viale Monte Nero, altre poco più avanti, altre mi spingo fin dopo Porta Venezia sperando di sfiorare il tram che procede in senso opposto»

«Le mie lettere avevano qualcosa che non andava: troppo rudi, approssimative, irregolari e senza ritmo. Avevo cercato online la parola “calligraphy” per tentare di correggerle. Cinque ore dopo ero ancora davanti allo schermo, a guardare video di calligrafia su YouTube. Ho iniziato così, da autodidatta, accumulando tecniche e conoscenze casuali per quasi tre anni. E poi la mia fidanzata mi ha fatto un regalo. Altri sette anni, decine di corsi, centinaia di blocchi e migliaia di penne dopo, continuo a studiare e praticare. Ho dedicato alla calligrafia una quantità di soldi, tempo, energia, passione e ore di sonno che fa impallidire qualunque altra passione. E in cambio non ci ho ancora guadagnato manco di riuscire a scrivere bene la lettera “u”»

Lo sono sempre, per posta in gioco e contingenze varie, ma quest’anno di più: con due corse, le più lunghe delle Olimpiadi, che partono e finiscono sotto la Tour Eiffel e che potrebbero decidersi dalle parti di Montmartre


Fanno parte del “polittico agostiniano”, i cui pezzi finirono in giro per il mondo e sono in mostra per la prima volta al Poldi Pezzoli di Milano


Su richiesta della procura di Milano che accusa la piattaforma per gli affitti brevi di avere evaso il fisco

Negli ultimi vent'anni si sono sparse in tutta Italia, la pandemia ne ha fatte chiudere molte ma rimangono un rischio per i giocatori compulsivi

L'europarlamentare di Forza Italia era indagata in un presunto giro di tangenti e rimborsi illeciti ai danni dell'Unione Europea

Molte delle cose dette dalla ministra per difendersi sono state messe in dubbio, ed è confermata l'indagine a suo carico che aveva tentato di smentire

Finì a Milano il 2 giugno del 1953, dopo il primo passaggio sullo Stelvio e una rimonta ritenuta improbabile

Ci stanno ammazzando pure i pettegolezzi di quartiere

I giudizi attribuiti a Elizabeth Dibble provenivano da due fonti italiane dell'ambasciata
