Cinque cose sulle elezioni in Myanmar
Si è votato oggi per eleggere il Parlamento, la premio Nobel Aung San Suu Kyi si è candidata contro il partito appoggiato dai militari

Si è votato oggi per eleggere il Parlamento, la premio Nobel Aung San Suu Kyi si è candidata contro il partito appoggiato dai militari


Con circa l'80 per cento dei seggi dichiarati, il partito di Aung San Suu Kyi ha ottenuto la maggioranza al parlamento

Domenica ci sono state le elezioni parlamentari, le seconde dalla fine del regime militare: è una buona notizia, ma ci sono parecchi "ma"





È il Myanmar, che è passato in modo pacifico da una dittatura militare alle prime elezioni libere dal 1962, contribuendo così a "rendere il mondo un posto migliore"

Il 25 per cento dei seggi del parlamento andrà di diritto a membri della giunta militare

Le elezioni sono state fissate il 7 novembre, e sono già molto contestate

Lo spoglio iniziale attribuisce tutti i seggi alla giunta militare, le opposizioni avevano chiesto di non andare a votare

L'esercito ha ripreso il controllo delle zone che erano state attaccate dai ribelli Karen

Lo ha deciso il Parlamento birmano, dove i militari controllano ancora il 25 per cento dei seggi

In molti si chiedono quale sarà il suo peso politico una volta liberata, vent'anni dopo l'arresto

Il regime militare l'ha costretta a vivere agli arresti domiciliari per oltre quattordici anni

Secondo gli oppositori, la legge elettorale non consentirà di avere un voto democratico

L'ex primo ministro e generale Thein Sein guiderà il paese insieme ad altri membri della giunta militare

Centinaia di persone hanno iniziato a raccogliersi intorno alla sua casa e alla sede del suo partito
