Aung San Suu Kyi. (AP Photo/Mark Baker)
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  • lunedì 9 Novembre 2015

In Myanmar ha vinto l’opposizione

Con circa l'80 per cento dei seggi dichiarati, il partito di Aung San Suu Kyi ha ottenuto la maggioranza al parlamento

Aung San Suu Kyi. (AP Photo/Mark Baker)

Aggiornamento di venerdì 13 novembre: la Lega Nazionale per la Democrazia (NLD), il partito di opposizione del Myanmar guidato da Aung San Suu Kyi, ha ottenuto la maggioranza al parlamento nelle elezioni che si sono svolte domenica 8 novembre. Un terzo dei seggi resta invece ai militari. La commissione elettorale del paese ha detto che con l’80 per cento dei seggi dichiarati finora durante lo scrutinio, NDL ha ottenuto 348 posti sui 664 totali. I risultati definitivi arriveranno fra diversi giorni e il processo per scegliere un nuovo presidente non inizierà fino a gennaio.

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La Lega Nazionale per la Democrazia (NLD), il partito di opposizione guidato dalla ex dissidente e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ha vinto le elezioni parlamentari in Myanmar. Con il 47 per cento dei seggi dichiarati finora durante lo scrutinio, NDL ha ottenuto più del 90 per cento dei voti: lo scrutinio sta andando avanti molto lentamente, ma il presidente birmano Thein Sein si è già congratulato per la vittoria di Suu Kyi. Diversi analisti sono ancora molto prudenti nel dire cosa succederà dopo, anche per il complicato passato del paese: L’NLD aveva già vinto le elezioni nel 1990, ma i risultati erano stati poi annullati dai militari e Suu Kyi era stata arrestata. Le elezioni si sono tenute domenica scorsa e sono state le prime libere elezioni degli ultimi 25 anni.

Il partito al governo, Unione per la solidarietà e lo sviluppo (USDP), ha ottenuto finora solo il 5 per cento dei voti, nonostante avesse vinto le ultime contestate elezioni. Ai militari, che fanno riferimento all’USDP, saranno comunque riservati il 25 per cento dei seggi: potranno inoltre mettere il veto su eventuali riforme della Costituzione. In un video, il presidente del partito USDP ha ammesso che il suo partito ha perso più seggi di quanti ne ha guadagnati e ha aggiunto che, nonostante i dati non siano ancora ufficiali, sono pronti ad «accettare qualsiasi risultato». Aung San Suu Kyi, nonostante sia la leader di NLD, non potrà essere eletta presidente dal nuovo Parlamento: la Costituzione di Myanmar vieta di ricoprire la carica di presidente a chi ha figli o parenti che hanno “giurato fedeltà” a un’altra nazione e due dei figli di Suu Kyi hanno cittadinanza britannica.

Quelle di domenica 8 novembre in Myanmar sono state elezioni molto seguite a livello internazionale e sono state definite da diversi osservatori come tra le più importanti mai tenute nel paese, perché sono state le prime dal 2011, anno in cui la dittatura militare – che in Myanmar è rimasta al potere per cinquant’anni – fu sostituita da un governo misto tra civili e militare. Le elezioni precedenti risalgono al 1990.