I giornali stanno sbagliando strategia con Trump
Lo sostiene il noto giornalista Chris Cillizza sul Washington Post, spiegando che bisognerebbe parlare meno di "Trump e i giornali" e più di "Trump e basta"

Lo sostiene il noto giornalista Chris Cillizza sul Washington Post, spiegando che bisognerebbe parlare meno di "Trump e i giornali" e più di "Trump e basta"

Si chiama “Famous Last Words” e venerdì è uscita la sua seconda puntata dedicata all'attore Eric Dane, che era malato di SLA

Per un verso è sorprendente, visto che all'inizio i rapporti tra il governo e John Elkann erano burrascosi; per un altro non lo è affatto



La Danimarca dice che è stato «franco», cioè dai toni accesi, e che gli Stati Uniti continuano ad avere una posizione molto aggressiva

Un membro dell’equipaggio ha un problema medico, e fare diagnosi a circa 400 chilometri dalla Terra non è semplice

Per legittima difesa, dicono, ma la loro versione sembra essere stata smentita da alcuni video

Con l'attacco in Venezuela Trump ha rispolverato una dottrina ottocentesca di dominio, che dice molto della sua politica

Hanno una lunga storia, e ora sono al centro del vago progetto di Trump per il futuro del paese

Per esempio che gli Stati Uniti controlleranno il paese e gestiranno il suo petrolio, ma senza chiarire come avverrà

È improbabile che sia avvenuto davvero, ma parlarne fa comodo alla Russia per indebolire i negoziati

Girano sempre più soldi, gli esiti sono sempre più imprevedibili e i licenziamenti degli allenatori più costosi e sorprendenti


È molto favorevole per Israele ed è di fatto un ultimatum per Hamas: se non lo accetterà, Netanyahu avrà via libera per «finire il lavoro» a Gaza

Per evitare incidenti, ottenere un trattamento favorevole e accordi vantaggiosi: è andata bene

Dice che lo ha messo "al suo posto", citando una recente conferenza stampa in cui Trump ha tolto la parola a un corrispondente di CNN

Lo ha consigliato l'FBI al governo, che si atterrà alla raccomandazione: ma non vuol dire che per la candidata dei Democratici questo guaio sia finito, anzi

Il Washington Post racconta la bizzarra storia di come Trump rispondesse al telefono spacciandosi per un certo John Miller, per parlare della disinvolta vita sessuale del suo capo
