(Burak Kara/Getty Images)

Erdoğan ha elogiato Trump per aver maltrattato un giornalista

Dice che lo ha messo "al suo posto", citando una recente conferenza stampa in cui Trump ha tolto la parola a un corrispondente di CNN

(Burak Kara/Getty Images)

Ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha elogiato il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump per avere “messo al suo posto” un giornalista di CNN durante una conferenza stampa tenuta l’11 gennaio. In quell’occasione, Trump si è rifiutato di rispondere a una domanda posta da un corrispondente di CNN accusandolo di diffondere “notizie false” e maltrattandolo pubblicamente (Trump ce l’ha da tempo con CNN). Erdoğan invece stava parlando del fatto che secondo lui i media hanno influenzato sia le proteste contro il governo turco del 2013 sia il nuovo ciclo di attacchi terroristici compiuti dagli indipendentisti curdi:

«Gli stessi che in Turchia hanno compiuto quella manovra, lo hanno rifatto ieri in una conferenza stampa: e Trump ha messo quel giornalista al suo posto»

Erdoğan è noto per applicare un rigido controllo dei media da parte dello stato: secondo l’ONG Human Rights Watch in seguito al fallito colpo di stato ha incarcerato 144 giornalisti e assunto il controllo o chiuso più di 160 media turchi, perlopiù legati ai suoi avversari politici o alla minoranza curda.

Negli ultimi tempi, Erdoğan e Trump si sono scambiati dei vaghi segnali di amicizia: Erdoğan ha definito “un insulto alla democrazia” le proteste di piazza dopo l’elezione di Trump, mentre il presidente eletto degli Stati Uniti ha elogiato Erdoğan per essere riuscito a rimanere al potere dopo il colpo di stato e ha spiegato che il governo turco non va criticato per come ha gestito le settimane successive (in cui migliaia di persone sono state accusate di aver cospirato contro il governo e arrestate). Il Washington Post scrive che è possibile che Erdoğan «stia cercando di entrare nelle grazie di Trump per assicurarsi ciò che vuole realmente: l’approvazione del governo americano all’estradizione di Fethullah Gulen, il religioso turco che vive in Pennsylvania» accusato da Erdoğan di avere organizzato il colpo di stato.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.