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Le tredici cose che sono andate più forte sul Post la settimana scorsa

Le tredici cose che sono andate più forte sul Post la settimana scorsa

Le tredici cose più lette sul Post di questa settimana

"Il caldo è un grande alibi per tutti" scrive Dario Di Vico sul Corriere commentando l'ultima proposta del sottosegretario Polillo

Non una classifica qualsiasi: quella del British Film Institute, che si fa ogni dieci anni e che per la prima volta in mezzo secolo non è più guidata da "Quarto potere"

Quasi sempre posti bellissimi, e tutti da visitare in un'altra stagione

Il meglio della settimana sul Post

Le foto di un grosso incendio scoppiato all'alba vicino ad una base militare, a pochi chilometri dalla capitale

Un punto sulle discussioni nate attorno a una fotografia scattata durante la partita di beach volley tra Egitto e Germania alle Olimpiadi

Un vecchio film dei fratelli Coen con George Clooney, un classico del cinema tamarro e un po' di musica italiana dall'Arena di Verona

Un documentario sui Doors, un paio di film non male e programmi un po' di tutti i generi: dalle Iene a Chi l'ha visto?

Le prime tre tappe si sono corse fra palme, antiche rovine e panorami notevoli nel deserto del Negev

Cioè il primo maggio secondo l'antica tradizione celtica, che si celebra danzando prima che sorga il sole e saltando sopra a un fuoco

Il 2 dicembre 1968, durante uno sciopero agricolo in Sicilia, la polizia sparò ad altezza d'uomo sulla folla uccidendo due persone

Secondo i dati raccolti dal CNR e i registri tenuti dal 1800: ha fatto più caldo della media in 10 mesi su 12

La più famosa cuoca americana di sempre passava la giornata del tacchino al telefono, a spiegare agli americani come cucinare il tacchino

Nel supergigante, nello snowboard e nello sci di fondo gli italiani non sono andati molto bene; resta da seguire la partenza in linea di biathlon, alle 16

Con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro degli Esteri e diversi leader socialisti europei


Il derby vinto dalla Roma nel racconto di Diego Bianchi e Simone Conte, cioè Kansas City 1927 (occhio: molte lacrime)
