
Ok Boomer
Solo per fare incazzare mezzo paese
«È un capo ultras, il Salvini, che la povera politica italiana ha promosso a capo di partito. Su Malpensa ha stretto i tempi per potere avere la soddisfazione di fare lui l’annuncio, in quanto ministro dei Trasporti: alla faccia di chi non lo gradisce, l’aeroporto internazionale di Milano porterà il nome di Berlusconi»

Affar nostro
«Rimango dell’opinione che Biden non avrebbe dovuto mettere nel conto un secondo mandato (Trump, nemmeno il primo)»

Rispettare la vecchiaia
«Si è più vicini alle nuvole che alla società, da una certa età in poi. Spero che qualcuno mi avverta, quando sarà il mio momento, che è meglio guardare le nuvole»

Esistono ancora i campi
«Montagne di cibo mediocre riempiono i carrelli dei frettolosi (ovvero di noi tutti). Non esiste etichetta che riporti il salario orario di chi ha curato o raccolto quel cibo. Abbiamo imparato a fare un poco più di attenzione ai possibili veleni, additivi a rischio, coloranti non richiesti, possiamo orientarci tra bio e non bio, ma dei costi sociali di quello che mangiamo siamo completamente all’oscuro»

Comunque belli
«La bellezza senza sforzo, senza calcolo, di Françoise Hardy rimanda all’epoca – privilegiata – nella quale sembrò che un filo (appena un filo) di mascara, un paio di jeans, i capelli al vento e una macchina usata bastassero per mettersi in cammino, a condizione che si avessero vent’anni»

E in alto i cuori
«Dicevamo: la democrazia. Generosa con i suoi nemici. Incapace per natura, per statuto, di essere intollerante con gli intolleranti. Questa è la sua prerogativa fondamentale, ciò che la distingue nel profondo, nella teoria come nella prassi, dalle dittature e dal totalitarismo»

Sono solo momenti
«Dicono, quelli che ci sono passati, che anche in guerra, anche sotto i bombardamenti, anche nella malattia più severa, nella penuria più dura, ci sono momenti nei quali la vita risplende»

La chiamavano lotta di classe
«Oggi solo evocare il nome di quell’autostrada indica qualcosa di vecchio. Di novecentesco. Da casello a casello, nessuno la percorre più»

Uno stadio senza curve
«Non esiste un vaglio condiviso della violenza e dell’ingiustizia, ma se mai esistesse non è dalle due curve che potremmo conoscerlo. È negli altri settori dello stadio, dove ci si guarda l’un l’altro senza sapere esattamente come la si pensa»

L’integrazione delle melanzane
«Provenienti quasi certamente dall’Asia, le melanzane fanno parte dell’enorme categoria delle specie vegetali migranti, o perché importate o perché arrivate per conto loro, senza chiedere il permesso a nessuno»

I panni degli altri, stesi
«Avevo omesso di dire in modo chiaro che la situazione, in Italia, non è per nulla woke. Anzi. Che non solo non è vero che da noi “non si può più dire niente”; ma è vero il contrario, si può dire tutto senza pagare alcun pegno, e anzi sicuri di avere una claque entusiasta»

Le fave se ne fregano
«Se si perde il concetto che ogni persona è quella persona, e che in nessun caso, mai, si nasce macchiati dal peccato originale, beh allora la lunga catena dei sensi di colpa non sarà mai recisa»

Aspettando un luccichio
«Non si era detto fino a un secondo fa che se c’è ancora una pallida differenza, tra il Pd e gli altri partiti, è la dimensione collettiva, è non essere il partito di una/un leader, ma un insieme fin troppo caotico di persone?»

Purché se ne parli
«Visto che ogni morale è tacciabile di moralismo, forse bisognerebbe agitare, in un mondo così conforme alla stessa regola, il dubbio del conformismo»

L’uso della violenza
«Credo sia imprescindibile la libertà d’espressione, credo sia altrettanto imprescindibile la libertà di critica. Credo sia sempre esecrabile e ottusa la censura, credo che l’idea che “si possa dire tutto, mostrare tutto”, sia altrettanto esecrabile e ottusa»

Mucche nella neve
«Il sergente nella neve, il libro più famoso del papà di Gianni, Mario Rigoni Stern (ne ha scritti diversi altri, magnifici, sul rapporto tra l’uomo e la natura, gli alberi e gli animali, l’aria aperta e le montagne), è il racconto della ritirata degli alpini italiani dalla Russia»

Gli scheletri dei Clash nel mio armadio
«Quel mio articolo, pubblicato con rilievo non nella pagina degli Spettacoli, ma nelle cronache nazionali del giornale del partito comunista, è zeppo di luoghi comuni e pregiudizi. C’è tutta la presunzione e la rigidità ideologica dei miei venticinque anni».

Mettere radici
«Quello che volevo raccontarvi è questo mio oscillare un poco schizofrenico tra uno sradicamento “di nascita”, che ho sempre vissuto come un privilegio, un antidoto perenne al provincialismo, una spinta alla libertà di pensiero e di azione. E però una profonda attrazione per il concetto stesso di “radici”»

Il diritto al boh
Si seguono i grandi flussi di consumo, il grosso dei cibi e dei vestiti che si comprano ha il marchio impareggiabile della normalità, si clicca “Ferragni” perché si è letto da qualche parte che tutti cliccano Ferragni.

Troppo corretto
«Torniamo al politicamente corretto. Che sia una questione molto, molto complicata, si sa. Mi sembra giusto aggiungere che proprio le questioni molto, molto complicate richiedono (per non complicarsi ulteriormente) un qualche sforzo di chiarimento. E qualche presa di posizione»









