Mikaela Shiffrin, Johannes Klæbo e gli altri
Ritornano gli sport invernali, con i loro protagonisti: ma c'è anche chi si è ritirato, chi si è dato a un altro sport o chi si è preso una pausa
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Tra venerdì 23 e domenica 25 ottobre ricominciano i massimi circuiti internazionali di alcuni sport invernali, e nelle settimane successive arriveranno tutti gli altri. Ma è facile, nonostante non siano passati nemmeno 300 giorni dalle Olimpiadi di Milano Cortina, essersi dimenticati di atleti, atlete e squadre.
In gran parte i protagonisti più attesi della stagione invernale 2026/27 saranno quelli delle Olimpiadi di febbraio. Ma non tutti: qualcuno si è ritirato e qualcun altro ha deciso di prendersi una pausa più lunga del solito.
Altri atleti, proprio grazie alle Olimpiadi, inizieranno la stagione con aspettative e prospettive ben maggiori. È il caso dello svizzero Franjo von Allmen, che mentre tutti aspettavano un altro svizzero si è affermato come il velocista da battere nello sci alpino.
E comunque, in tutti questi mesi senza gare – e spesso senza neve – sono successe cose.
Di tutti gli sport, tutti i temi, tutti gli atleti e tutte le atlete di cui parlammo per le Olimpiadi invernali, torneremo a parlare nei prossimi mesi, che c’è tutto un inverno. Intanto, qui, qualche storia e aggiornamento per iniziare a riprendere le fila.
Federica Brignone
La sciatrice italiana più forte di sempre ha fatto soltanto sette gare nella stagione 2025/26: le sono bastate per vincere due incredibili medaglie d’oro olimpiche, in slalom gigante e in super-G. Brignone però ha 36 anni e una lunga serie di infortuni alle spalle (ma non alla spalla), di cui l’ultimo molto grave nell’aprile del 2025. Nonostante le medaglie d’oro, dall’infortunio alla gamba sinistra non ha ancora recuperato del tutto e non è chiaro se e quando tornerà a sciare in questa stagione.
Brignone non è andata in Argentina ad allenarsi con altre compagne di squadra, si è operata per l’ennesima volta alla gamba sinistra e l’unica cosa certa è che – come Sofia Goggia, che pure ha avuto i suoi problemi in estate – non sarà a Sölden, in Austria, per la tradizionale gara d’apertura della stagione.
Johannes Høsflot Klæbo
L’atleta ad aver vinto più medaglie d’oro nella storia delle Olimpiadi invernali è ancora qui. Dopo aver vinto le sei gare olimpiche a cui poteva partecipare, Klæbo ha vinto gran parte delle gare di Coppa del Mondo, oltre alle classifiche di ogni specialità e alla classifica generale di Coppa del Mondo (nella maggior parte degli sport invernali i Mondiali sono una gara unica, la Coppa del Mondo un insieme di gare). Klæbo è talmente più forte degli avversari che si trova ad affrontare nello sci di fondo che ci si è chiesti se non debba cambiare sport (passando al ciclismo) per trovare nuovi stimoli.
La nazionale femminile francese di biathlon
È fortissima e a Milano Cortina 2026 aveva vinto tantissimo: tre medaglie d’oro, tre d’argento e una di bronzo. In più Lou Jeanmonnot e Julia Simon hanno vinto un’altra medaglia d’oro nella staffetta mista. Oltre a loro due, che sono le più affermate, Océane Michelon e Camille Bened hanno grande talento, sia nello sci che nel tiro a segno.

La francese Lou Jeanmonnot al poligono durante una gara di Coppa del Mondo di biathlon, il 14 marzo del 2026 (AP Photo/Roman Koksarov)
In squadra, però, non tira una bella aria: Simon era stata sospesa e multata per aver usato la carta di credito di una compagna e si è parlato molto di una carabina manomessa. Jeanmonnot ha vinto l’ultima classifica generale di Coppa del Mondo e le francesi sono la squadra da battere, ma anche le rivali non sono niente male: tra loro c’è Lisa Vittozzi, la vincitrice della prima medaglia d’oro olimpica per l’Italia nel biathlon.
Tommaso Giacomel
A proposito di questo strano sport in cui si fa sci di fondo e poi si cerca di regolarizzare respiro e battiti cardiaci per prendere la mira e sparare a bersagli distanti cinquanta metri, torniamo all’ultima gara maschile di biathlon alle Olimpiadi di Milano Cortina. Poco dopo metà gara Tommaso Giacomel era primo con ottime possibilità di medaglia, ma si è dovuto ritirare a causa di un’aritmia. Si è operato, è tornato ad allenarsi e ha subìto un nuovo infortunio, lui sì davvero alla spalla. È uno dei biatleti più forti al mondo, ma è difficile che sia competitivo nella prima parte di stagione. Di certo, però, quando tornerà a gareggiare, tornerà come uno la cui ultima gara finì con un ritiro, e poi un’ablazione cardiaca, mentre era primo nella gara delle Olimpiadi di casa.
Mikaela Shiffrin
È la sciatrice più forte di sempre, quella col maggior numero di vittorie in Coppa del Mondo, inarrivabile nella specialità dello slalom speciale. Eppure ha detto che quest’anno vorrebbe fare un po’ meno gare di slalom e un po’ più gare di slalom gigante e super-G, specialità più veloci, con le porte anziché i pali. È una scelta particolare: nella passata stagione Shiffrin ha vinto dieci gare di slalom su undici, compresa quella olimpica, e in quella che non ha vinto è arrivata seconda.
Potrebbe anche essere una scelta che le costerà parecchio: la tedesca Emma Aicher si è affermata come sciatrice polivalente ed è arrivata molto vicina a Shiffrin in classifica generale. Senza i tanti punti che fa abitualmente in slalom, Shiffrin potrebbe non essere più la favorita per la Coppa del Mondo generale, che ha già vinto sei volte, e nella quale si sommano i punti fatti in tutte le specialità, dalla discesa libera allo slalom speciale.
Ilia Malinin
Nella gara individuale maschile di pattinaggio di figura, quella di Malinin era una delle medaglie d’oro più scontate delle Olimpiadi di Milano Cortina. Invece l’atleta statunitense commise molti errori e non arrivò nemmeno sul podio. Disse di «essere stato sopraffatto» dalla pressione e dalle aspettative. Circa un mese dopo le Olimpiadi vinse i Mondiali.
Il programma lungo di Malinin è ispirato allo «spirito indistruttibile» dei samurai, la classe medievale di guerrieri giapponesi al servizio dei signori feudali, mentre il programma corto è dedicato alle vittime di un incidente aereo avvenuto nel gennaio del 2025 negli Stati Uniti, in cui morirono diversi pattinatori statunitensi
Si prenderà un anno sabbatico, invece, la statunitense che aveva vinto la gara individuale femminile di pattinaggio di figura (e con Malinin aveva vinto l’oro nella gara a squadre), Alysa Liu. «Non abbiate paura, tornerò», ha scritto Liu.
Émilien Jacquelin
Nemmeno lui ci sarà durante questo inverno. Biatleta francese istintivo e spettacolare, che a Milano Cortina vinse una medaglia d’oro e una di bronzo gareggiando con un orecchino dell’ex ciclista Marco Pantani, dalla primavera del 2026 Jacquelin fa il ciclista. Ha partecipato a diverse gare importanti, tra cui la Tre Valli Varesine, ed è andato abbastanza bene: ha deciso quindi di continuare col ciclismo un altro po’. Ma tornerà a fare biathlon in vista delle Olimpiadi invernali del 2030, che saranno in Francia.
Una bobbista che si prende una pausa, uno che continua, un altro già ritirato
La vincitrice della gara olimpica di monobob, la statunitense Elana Meyers Taylor, ha detto che salterà l’intera stagione a causa di «sintomi post-commotivi ricorrenti». A 41 anni Meyers Taylor è diventata la più anziana vincitrice di una medaglia d’oro individuale alle Olimpiadi invernali, ma le tante vibrazioni generate dai bob che scendono velocissimi sul ghiaccio continuano a procurarle forti mal di testa.
Chi si pensava smettesse e invece continuerà è il 36enne tedesco Francesco Friedrich, uno dei bobbisti più forti di sempre. Aveva vinto le gare di bob a 2 e bob a 4 nelle due Olimpiadi precedenti, ma a Milano Cortina arrivò secondo in entrambe, dietro il connazionale (il bob è uno sport molto tedesco) Johannes Lochner. Secondo dietro Friedrich in moltissime gare, dopo averlo infine battuto, Lochner sì che si è ritirato.
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