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  • Giovedì 22 ottobre 2026

Il figlio di Yevgeny Prigozhin ha ereditato le sue attività

Nella Repubblica Centrafricana Pavel Prigozhin guida quello che resta del gruppo Wagner: ve lo ricordate?

Mercenari della Wagner nel 2023 a Brest, in Bielorussia (Belarus' Defense Ministry via AP)
Mercenari della Wagner nel 2023 a Brest, in Bielorussia (Belarus' Defense Ministry via AP)
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Quando Yevgeny Prigozhin morì nello schianto del suo jet privato, il 23 agosto del 2023, le sue attività furono ereditate dal figlio Pavel, di 25 anni. Yevgeny Prigozhin era il capo del gruppo Wagner, una compagnia militare privata fondata nel 2014 e finanziata dal governo russo. Nell’estate del 2023 Prigozhin guidò una rivolta armata contro i capi dell’esercito russo: fu breve ma eccezionale, e diventò una delle più grandi sfide al potere di Vladimir Putin. In seguito il gruppo è stato perlopiù smantellato.

Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, dopo la morte del padre Pavel è riuscito a mantenere il controllo di un gruppo di almeno 500 mercenari stanziati nella Repubblica Centrafricana: grazie ad accordi col governo locale, tuttora gestisce una parte del contrabbando nel paese di oro, armi e droga, tra le altre cose.

Nei primi anni dopo la fondazione, i mercenari della Wagner furono mandati a combattere nella guerra civile siriana al fianco del dittatore Bashar al Assad, alleato della Russia. Poi in Africa, dove agirono come braccio armato non ufficiale del regime di Putin, che voleva allargare la propria influenza sul continente africano.

Usare una compagnia privata al posto dell’esercito permetteva a Putin di negare ogni legame nei casi, spesso documentati, di abusi o violenze contro i civili. Poi nel 2022 iniziò l’invasione su larga scala dell’Ucraina.

Yevgeny Prigozhin e Vladimir Putin nel 2011 (AP Photo)

Il gruppo Wagner diventò una delle forze più importanti al fronte, ma si scontrò presto con i vertici dell’esercito russo, che accusava di mandare i suoi uomini a morire deliberatamente. Nell’estate del 2023 i mercenari guidati da Prigozhin si ribellarono, occuparono il quartier generale delle forze armate a Rostov sul Don, nel sud della Russia, e arrivarono a 200 chilometri da Mosca.

Dopo la rivolta il governo russo prese il controllo sulle attività del gruppo all’estero: le affidò all’intelligence militare e assorbì i mercenari nell’Africa Corps, una divisione che dipende direttamente dal ministero della Difesa russo ed è supervisionata dall’intelligence militare.

In molti paesi africani però i mercenari di Wagner sono rimasti, in modo più o meno dichiarato, e continuano a essere coinvolti in conflitti e attività criminali. Il caso più evidente è quello della Repubblica Centrafricana, dove agiscono sotto gli ordini di Pavel Prigozhin.

Di lui non si sa molto. Yevgeny disse che il figlio aveva combattuto in Ucraina, e che da quando aveva vent’anni gestiva beni e attività di famiglia.

Alla morte del padre Pavel ereditò tutto: le attività lecite e quelle meno lecite del gruppo Wagner. Secondo il sito russo The Insider il patrimonio di Yevgeny Prigozhin all’epoca valeva l’equivalente di circa 115-120 milioni di euro. Dal 2022 Pavel Prigozhin è sanzionato dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, tra gli altri, proprio per le attività che ha ereditato dal padre. Nonostante questo riesce a ottenere guadagni per l’equivalente di 350 milioni di euro l’anno, secondo le stime di un importante osservatorio sul crimine internazionale.

Secondo il Wall Street Journal ora Pavel Prigozhin viaggia tra San Pietroburgo, dove vive, e Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana, dove alloggia in un hotel a cinque stelle.

Faustin Archange Touadéra alle Nazioni Unite nel 2026 (AP Photo/Heather Khalifa)

Nella Repubblica Centrafricana la Wagner ha un rapporto stretto con il governo autoritario di Faustin Archange Touadéra. Fonti del Wall Street Journal, rimaste anonime, hanno detto che alla morte di Yevgeny Prigozhin Pavel andò tra le prime cose proprio a Bangui. Poco dopo Touadéra chiese espressamente al governo russo di non sostituire i mercenari che erano presenti nel paese con militari russi. L’idea, secondo la ricostruzione del giornale, era permettere che i mercenari rimanessero sul territorio ma con meno controlli da parte dei russi: che restassero insomma più autonomi rispetto agli Africa Corps.

Touadéra li assorbì nell’esercito, nella polizia e nei servizi centrafricani, mentre altri continuarono a fargli da scorta. Di fatto rese i mercenari dell’ex Wagner parte integrante del servizio di sicurezza del paese. Quanto siano davvero indipendenti dalla Russia è incerto: secondo Global Initiative against Transnational Organized Crime i mercenari nella Repubblica Centrafricana sono supervisionati da un funzionario dell’intelligence militare russa che vive a Bangui.

In Repubblica Centroafricana i mercenari della Wagner sono presenti almeno dal 2018, quando il ministero degli Esteri russo disse di aver inviato i primi «istruttori» per affiancare l’esercito locale. La Russia li definiva così, ma che si trattasse di militari controllati dal governo fu acclarato anche dalle Nazioni Unite. Nella Repubblica Centrafricana furono accusati di aver eseguito uccisioni sommarie, sparizioni forzate e torture tra i civili per conto del governo di Touadéra, che nel 2020 ottenne un secondo mandato con elezioni non libere.

Prima di essere smantellati, i mercenari della Wagner si occupavano di affiancare gli eserciti africani nella lotta contro milizie ribelli o nell’esecuzione della repressione; di fare da scorta a capi di stato e di governo; di organizzare campagne di disinformazione allineate alla propaganda del regime di Putin. Pavel Prigozhin sembra aver mantenuto alcune di queste attività nella Repubblica Centrafricana. In cambio ha ricevuto la completa disponibilità del governo a collaborare.

Grazie al legame con Touadéra, in Repubblica Centrafricana i mercenari guidati da Prigozhin sono coinvolti nei principali e più redditizi traffici criminali del paese: l’esportazione illegale di oro, diamanti e legname e l’importazione illegale di armi, carburante e tramadolo, un oppioide sintetico usato in contesti di guerra o di lavori molto faticosi per attutire il dolore e aumentare la resistenza fisica. Global Initiative Against Transnational Organized Crime stima che le attività legate ai mercenari russi sottraggano al paese ogni anno centinaia di milioni di dollari.