È da un pezzo che Macron non piace più ai giovani
Lo si è visto nelle proteste delle ultime settimane: c'entrano tra le altre cose due riforme della scuola e una generale crisi di consensi
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Fra le principali richieste degli studenti che da più di un mese stanno protestando in Francia c’è quella di eliminare due riforme introdotte durante la presidenza di Emmanuel Macron: la prima ha reso l’organizzazione del piano di studi al liceo ancora più simile a quella universitaria, allungando le giornate già lunghe, con tanti buchi fra una lezione e l’altra; la seconda ha introdotto un sistema di accesso all’università che dovrebbe favorire la meritocrazia, ma che nella pratica aumenta le disuguaglianze.
Macron ormai è un presidente estremamente impopolare e lo è anche fra i giovani, nonostante le premesse con cui, nove anni fa, si candidò e vinse le elezioni presidenziali.
Quando diventò presidente, nel 2017, Macron aveva 39 anni ed era la persona più giovane a ricoprire questo ruolo nella storia della Francia. Si presentò come un candidato né di destra né di sinistra, che aveva come obiettivo uno svecchiamento generale del paese, in un momento in cui le due grandi correnti politiche francesi del centrodestra e del centrosinistra erano in crisi. Tra i temi più importanti della sua campagna elettorale c’era l’emancipazione sociale dei giovani adulti.
Grazie a un programma fortemente europeista, liberale in economia e progressista in materia di diritti, un grande carisma e un atteggiamento pragmatico, Macron vinse al ballottaggio contro Marine Le Pen, già al tempo candidata del Front National (oggi Rassemblement National), di estrema destra. Al primo turno Macron non ebbe successo nella fascia fra i 18 e i 24 anni, arrivando terzo dopo Le Pen e il candidato di sinistra Jean-Luc Mélenchon, ma fu il più votato in quella fra i 25 e i 34 anni.
Da quel momento il suo rapporto con gli elettori giovani è peggiorato.
Già al primo turno delle elezioni presidenziali del 2022 Le Pen e Mélenchon l’avevano superato anche nella fascia 25-34 e l’unico gruppo demografico in cui Macron aveva avuto nettamente più successo era stato quello delle persone con più di 65 anni. Alle elezioni legislative del 2024, meno di un giovane elettore su dieci aveva votato per i candidati della coalizione presidenziale.

Una manifestante il 13 ottobre a Parigi con un cartello che adatta a Macron la frase di uno studente liceale, Elwan, in un’intervista diventata virale. Il cartello dice «Non siete d’accordo, signor presidente?» (Somaya Abdelrahman/Anadolu via Getty Images)
Un primo campo in cui Macron ha perso gradualmente il sostegno dei giovani è stato proprio quello dell’istruzione. Sotto la direzione del ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer, alleato di Macron e in carica dal 2017 al 2022, il governo francese attuò riforme con l’obiettivo di «elevare il livello del sistema scolastico e rendere il progresso sociale sinonimo di meritocrazia».
In realtà questo non è successo. Anzi, negli ultimi dieci anni il divario fra le scuole del centro città, solitamente con più risorse, e quelle in periferia è aumentato.
Fra tutte, la riforma più esemplificativa è stata quella del 2018 che portò alla creazione del Parcoursup, una piattaforma centralizzata di accesso all’università in cui gli studenti dell’ultimo anno del liceo devono inserire i loro dati e voti e selezionare gli atenei e i corsi di laurea che vorrebbero frequentare. Sono poi gli atenei che, analizzando le candidature, decidono se dare la possibilità a ogni studente di iscriversi, o se metterlo in lista d’attesa.
Il ministero dice esplicitamente che il Parcoursup è stato creato per favorire la «meritocrazia», cosa che secondo i critici in realtà finisce inevitabilmente per riprodurre le disuguaglianze sociali: gli studenti che vengono da contesti più svantaggiati, con scuole peggiori, hanno più probabilità di avere risultati e voti peggiori, e così le loro candidature vengono scartate o messe più in basso nelle liste d’attesa.
– Leggi anche: In che stato è la scuola francese?
Le molte riforme economiche strutturali promosse da Macron per liberalizzare l’economia e ridurre la spesa pubblica (tra cui quella sull’aumento dell’età pensionabile) sono state considerate positive da una parte della popolazione, ma non hanno convinto la maggioranza dei giovani.
Già durante il suo primo mandato, inoltre, i governi della sua area politica avevano gradualmente ridotto i fondi per il cosiddetto Aiuto personalizzato all’alloggio (APL), un sussidio mensile pubblico per aiutare a coprire le spese dell’affitto e rivolto principalmente agli studenti universitari e ai giovani lavoratori precari.
Durante il secondo mandato, fra la guerra in Ucraina, il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti e il problema del crescente debito pubblico francese, le priorità di Macron sono cambiate e i suoi governi hanno abbandonato progressivamente le politiche rivolte ai giovani. Sono anche cambiati sette ministri dell’Istruzione in quattro anni, cosa che non ha permesso di dare continuità alle politiche sulla scuola, o di averne di coerenti.
Negli ultimi anni Macron ha dato spesso interviste ad alcuni media e personalità particolarmente popolari tra i giovani, come il media digitale Brut e Hugo Travers, un giornalista più conosciuto con il nome del suo popolarissimo canale YouTube, HugoDécrypte. Questa operazione però non ha funzionato un granché.
Macron ha anche perso popolarità perché negli anni ha accentrato il potere su di sé, sfruttando un sistema, quello della repubblica semipresidenziale, che ne dà già molto al presidente. Ha forzato l’approvazione di leggi senza passare dal voto del parlamento e ha rivendicato alcune riforme estremamente impopolari, come quella sull’aumento dell’età pensionabile. Per molti elettori ed elettrici è diventato naturale associare la sua figura a tutto quello che è andato male in Francia negli ultimi dieci anni: è un’opinione che va forte soprattutto tra i più giovani, la cui esperienza con la politica è stata sempre associata a lui.
Proprio in un’intervista con Brut del febbraio del 2026, Macron ha detto di essere «consapevole che, per molti adolescenti, io sono l’unico presidente che abbiano mai conosciuto. E, in un certo senso, questo mi crea una responsabilità nei loro confronti».
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