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  • Giovedì 22 ottobre 2026

Macron vuole limitare il più possibile le manifestazioni

Ha chiesto ai prefetti di non autorizzare quelle organizzate da gruppi «senza legittimità», nel tentativo di evitare altri scontri e disordini

Il presidente francese Emmanuel Macron durante l'incontro del consiglio di sicurezza il 22 ottobre 2026 (AP Photo/Teresa Suarez, Pool)
Il presidente francese Emmanuel Macron durante l'incontro del consiglio di sicurezza il 22 ottobre 2026 (AP Photo/Teresa Suarez, Pool)
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Giovedì il presidente francese Emmanuel Macron ha raccomandato ai prefetti di autorizzare solo le manifestazioni chieste dai sindacati e con percorsi che non passino dai centri delle città, in vista della giornata di proteste prevista per il prossimo sabato. In particolare ha detto che le autorizzazioni per le manifestazioni chieste da persone «senza alcuna legittimità» per farlo andranno negate, e in generale l’indicazione è di non autorizzare nessuna manifestazione. Lo ha fatto dopo una riunione sulla sicurezza a cui hanno partecipato i membri del governo e dei servizi segreti.

Macron ha giustificato la raccomandazione con la necessità di difendere i negozi e gli edifici pubblici e riportare l’ordine nelle città dopo le vaste e violente proteste di sabato scorso. Il governo aveva ammesso di averne perso il controllo e da lunedì sono stati imposti diversi coprifuoco a Parigi e in altre città francesi. Dopo la riunione di giovedì il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha detto che il numero dei poliziotti in servizio sabato prossimo sarà aumentato del 20 per cento rispetto al sabato precedente.

L’annuncio di Macron è stato accolto con grande scetticismo dagli attivisti che si occupano di diritti civili, che l’hanno interpretato come una restrizione delle libertà di movimento e di manifestazione, e un segnale di una crescente repressione. Anche la Justice administrative collective et indépendante, uno dei sindacati della magistratura francese, ha sostenuto che la libertà di protesta sia «pericolosamente minacciata da una visione massimalista dell’ordine pubblico».

Sempre giovedì le autorità locali hanno vietato tutte le proteste a Marsiglia e a Lione, nel sud-est della Francia, rispettivamente la seconda e la terza città più popolose del paese. Divieti di manifestare nei centri delle città sono in vigore anche a Grenoble, Rouen, Le Havre e Tolone. A Parigi la protesta prevista per sabato prossimo è stata autorizzata ma non prevede di entrare nel centro cittadino.

Alle manifestazioni di sabato avevano partecipato gli studenti, che da settimane protestano per le condizioni per molti aspetti pessime del sistema scolastico, alcuni sindacati e partiti politici, ed esponenti del movimento dei “gilet gialli”, che otto anni fa organizzò in tutta la Francia proteste estese contro il carovita. In molte città ci sono stati scontri con la polizia, assalti a edifici pubblici, incendi e saccheggi di negozi e supermercati. Migliaia di persone sono state ferite e oltre 2mila sono state messe in stato di fermo.

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