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  • Martedì 6 ottobre 2026

Migliaia di studenti stanno partecipando alle manifestazioni in varie città della Francia

Per la nuova grande mobilitazione nazionale, che servirà a capire quanto il movimento è riuscito ad allargarsi

Studenti durante una protesta fuori dal liceo Henri IV a Parigi, 6 ottobre 2026 (REUTERS/Abdul Saboor)
Studenti durante una protesta fuori dal liceo Henri IV a Parigi, 6 ottobre 2026 (REUTERS/Abdul Saboor)
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Nelle principali città francesi sono iniziate le manifestazioni degli studenti delle superiori per la nuova giornata di mobilitazione indetta da sindacati studenteschi e dai collettivi dopo le proteste iniziate il 21 settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, a Parigi. Nella capitale francese e a Lione, Marsiglia, Nîmes gli studenti stanno partecipando a cortei e a presidi fuori dalle scuole, bloccandone gli ingressi.

Il quotidiano francese Le Monde scrive che insieme a loro ci sono anche molti adulti, tra genitori e attivisti, che hanno detto di volerli proteggere dagli agenti della polizia in tenuta antisommossa, dopo gli scontri anche violenti dei giorni scorsi. Il ministero dell’Istruzione ha detto che le lezioni sono state interrotte parzialmente o del tutto in 891 scuole. Per il ministero dell’Interno i partecipanti alle manifestazioni di martedì mattina nelle varie città, esclusa Parigi, sono stati finora 86mila.

Ci si aspetta che partecipino a questa giornata di mobilitazione decine di migliaia di studenti in tutto il paese. È stata chiamata “Atto III”, con un chiaro riferimento alla terminologia usata dai “gilet gialli” nel 2018, l’eterogeneo movimento di protesta che nel 2018 attirò in piazza decine di migliaia di persone. La scelta del nome rivela la volontà di alcuni organizzatori, come l’Unione degli Studenti delle Scuole Superiori e l’Unione degli Studenti – le cui posizioni sono vicine a quelle del partito di estrema sinistra La France insoumise – di ampliare il più possibile la portata delle contestazioni.

Gli e le studenti delle scuole superiori chiedono al governo maggiori risorse, migliori condizioni di studio, la sostituzione degli insegnanti assenti, la ristrutturazione degli edifici e classi meno affollate. A differenza di altre mobilitazioni incentrate su specifiche riforme del sistema dell’istruzione, l’obiettivo di questa protesta è l’approvazione di politiche strutturali, interventi che richiedono tempo e denaro.

A Parigi la mobilitazione studentesca è iniziata fin dal primo mattino, con blocchi stradali davanti ai licei Hélène-Boucher e Louis-le-Grand, dove sono stati posizionati cassonetti e barriere per bloccare l’accesso agli edifici. Un gruppo di studenti ha bloccato anche il traffico su Cours de Vincennes, un’importante arteria della città. Diverse università, tra cui la Sorbona, Sciences Po e Paris 1, hanno fatto sapere che oggi resteranno chiuse. L’inizio del corteo è fissato per le 14.

A Nîmes, nel sud della Francia, circa duecento studenti stanno bloccando l’ingresso al liceo Alphonse-Daudet, dal primo mattino. A Lione c’è stato un corteo molto partecipato che si è concluso in tarda mattinata dopo che alcuni manifestanti si sono scontrati con la polizia. Anche a Marsiglia è finita la manifestazione ufficiale, ma migliaia di studenti liceali e universitari stanno ancora marciando per le vie del centro città.

– Leggi anche: Perché gli studenti francesi protestano

Diverse sigle sindacali del settore dell’istruzione hanno detto di sostenere gli studenti che si stanno mobilitando e di considerare legittime le loro richieste. Hanno anche chiesto la fine delle violenze, dopo che alcuni studenti sono stati maltrattati o feriti negli ultimi giorni negli scontri con la polizia. I sindacati SNES-FSU, SNEP-FSU e SNUEP-FSU hanno indetto per oggi uno sciopero nazionale. Si prevede che molti dipendenti del sistema scolastico nazionale alla fine parteciperanno. Inaspettatamente si è mossa anche la Confédération Paysanne, che rappresenta gli agricoltori e che ha invitato tutti i propri iscritti a unirsi ai blocchi stradali con i trattori.

Di fronte alla crescente diffusione delle proteste il ministro dell’Istruzione Superiore, Philippe Baptiste, ha confermato il suo «timore» che il movimento possa intensificarsi ulteriormente. Solo a Parigi, per oggi, sono attese 20mila persone.

Ieri le scuole superiori rimaste chiuse a causa delle proteste degli studenti sono state tra le 400 e le 500 su 3.600 in totale. Alle mobilitazioni hanno già aderito fra le 30 e le 40 università. In alcuni casi ci sono state azioni radicali da parte degli studenti con episodi di violenza e scontri con la polizia. La repressione della polizia nei loro confronti è stata violenta.

In totale, finora, nelle proteste sono stati feriti 215 studenti, secondo il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray. Le lesioni più gravi sembrano essere state causate dagli interventi della polizia, precisa il quotidiano Le Monde. Il ministero dell’Interno ha detto che i poliziotti feriti sono 650, ma non ha fornito dettagli sulla gravità o sulle cause delle ferite. Dall’inizio delle proteste, sempre secondo i dati del governo, sono stati feriti anche 78 dipendenti del ministero e 24 scuole sono state danneggiate.