Ora per il sindaco di Milano il centrodestra ha due candidati, e mezzo

Dopo Matteo Perego di Forza Italia si è fatta avanti formalmente Silvia Sardone della Lega, e poi c'è quello che vorrebbe Ignazio La Russa

Silvia Sardone durante le primarie informali per la candidatura a sindaco di Milano organizzate dalla Lega a giugno (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)
Silvia Sardone durante le primarie informali per la candidatura a sindaco di Milano organizzate dalla Lega a giugno (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)
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Domenica al tradizionale raduno della Lega a Pontida, vicino a Bergamo, è stata ufficializzata la volontà di candidare a sindaca di Milano Silvia Sardone, europarlamentare al suo secondo mandato e vicesegretaria del partito. Non è una candidatura per conto di tutto il centrodestra, ma un invito a fare le primarie, cioè elezioni interne alla coalizione, dopo che pochi giorni fa Forza Italia aveva ufficializzato la sua proposta di candidare Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario al ministero della Difesa.

Si parlava già da tempo, informalmente, della possibilità di candidare Sardone (a giugno la Lega aveva persino organizzato delle specie di primarie informali ai gazebo in città per darle legittimità come candidata). Ora per la prima volta ci sono state dichiarazioni chiare: «Il sindaco di Milano non può che chiamarsi Silvia Sardone», ha detto dal palco di Pontida il segretario Matteo Salvini. Sardone stessa ha detto di volersi candidare, ma passando prima dalle primarie del centrodestra: «Facciamo le primarie, noi siamo pronti e ci siamo. Sul territorio ci siamo sempre stati. Io sono pronta e noi non corriamo per partecipare ma per vincere».

Sardone ha 43 anni ed è di Milano. Iniziò a fare politica con Forza Italia nel 2006, con cui divenne prima consigliera municipale e poi consigliera comunale sempre a Milano, prima di candidarsi al consiglio regionale della Lombardia nel 2018. Venne eletta e poi passò alla Lega, che la candidò al Parlamento europeo nel 2019.

Un militante della Lega con una maglietta in sostegno di Silvia Sardone al raduno della Lega a Pontida (Il Post)

E un’altra, con una maglietta un po’ diversa (Il Post)

Da allora si è distinta per essere una delle politiche più intransigenti sull’immigrazione, spesso con toni veementi e razzisti, ed è pian piano diventata una delle persone più vicine a Salvini all’interno del partito. Lo è stata in particolar modo nell’ultimo periodo, da quando la leadership del segretario è stata messa in discussione.

Matteo Perego di Cremnago ha 44 anni, ma la sua carriera politica è molto più recente: è stato candidato per la prima volta da Forza Italia alla Camera nel 2018, venendo eletto deputato. Fino ad allora aveva fatto il manager, lavorando soprattutto nell’azienda di moda Armani. Nel 2022 si era candidato di nuovo ma non era stato rieletto, ed era poi stato scelto come sottosegretario al ministero della Difesa (era già responsabile della Difesa all’interno del partito).

La sua candidatura è stata annunciata dal segretario del partito Antonio Tajani, che l’aveva a sua volta presentata come una proposta ai partiti alleati. Nel frattempo però Perego ha cominciato a dare dichiarazioni da candidato e a rispondere a domande su Milano, e questo potrebbe aver spinto gli altri partiti della coalizione ad accelerare le proprie mosse per provare a imporre un proprio candidato.

A differenza dell’ultima tornata elettorale, in cui era scontata la riconferma di Beppe Sala come sindaco, questa volta i leader locali e nazionali ritengono che ci siano più possibilità per il centrodestra di vincere a Milano, e per questo ci sono un po’ di tatticismi anche fra i partiti alleati. L’ultima volta, nel 2021, fu scelto all’ultimo momento un candidato senza esperienza politica dato per sconfitto in partenza, il medico Luca Bernardo, che oggi è consigliere comunale ed è da poco passato da Forza Italia a Futuro Nazionale, il partito di estrema destra di Roberto Vannacci.

Futuro Nazionale ha già annunciato un proprio candidato: il generale Carmelo Burgio, 69enne di Anzio, vicino a Roma.

Le due prese di posizione degli ultimi giorni, prima di Forza Italia e poi della Lega, interrompono mesi di indugi e dichiarazioni misurate dei membri del centrodestra sulle candidature per le amministrative a Milano, e aprono la possibilità di una competizione interna per niente scontata: il centrodestra solitamente non passa dalle primarie per decidere le candidature (e in effetti non è detto che succeda nemmeno questa volta).

Oltre a Sardone e Perego ci sarebbe un’altra candidatura, che però finora è rimasta informale: quella di Maurizio Lupi, il leader del piccolo partito Noi Moderati, che fa parte della coalizione di centrodestra pur avendo un ruolo molto marginale. Lupi ha una lunghissima esperienza politica nel centro e nel centrodestra, è di Milano, ha 66 anni e la sua candidatura è molto caldeggiata dal presidente del Senato Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia.