Le indagini sul femminicidio di Lorena Isceri
I risultati preliminari dell'autopsia dicono che era ancora viva quando l'ex compagno Federico Vella l'ha lanciata dal viadotto dell'autostrada
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Lunedì all’ospedale Careggi di Firenze è stata fatta l’autopsia sul corpo di Lorena Isceri, la donna di 45 anni che la scorsa settimana è stata uccisa dall’ex compagno Federico Vella, che l’aveva sequestrata, chiusa nel baule di un’auto e lanciata da un viadotto dell’autostrada vicino a Firenze. Vella, 36 anni, si era poi ucciso lanciandosi dallo stesso viadotto. I risultati ufficiali dell’autopsia verranno comunicati nelle prossime settimane, ma nel frattempo è stato reso noto informalmente che, secondo le prime analisi dei medici legali, Isceri era ancora viva quando è stata lanciata dal viadotto.
La TAC fatta sul suo corpo ha infatti escluso traumi cranici antecedenti alla caduta dal viadotto, alto circa 25 metri. Sul suo corpo non c’erano altri segni di violenza oltre alle ferite ai polsi e alla testa, che si ritiene siano state provocate dalla modalità del rapimento: prima di lanciare Isceri dal viadotto, Vella l’aveva attesa nel garage di casa di lei, l’aveva aggredita facendole sbattere la testa contro un muro, le aveva legato mani e piedi con delle fascette e l’aveva chiusa nel bagagliaio (l’auto era quella di Isceri). Infine l’aveva portata nel punto dell’autostrada, vicino a Barberino del Mugello, da cui l’aveva gettata.
Durante il tragitto, secondo la procura di Firenze che sta conducendo le indagini, Isceri sarebbe riuscita a togliersi le fascette, trovate dalla polizia all’interno dell’auto. Dal bagagliaio Isceri aveva poi chiamato il 112, prendendo un cellulare dallo zaino che Vella aveva buttato nel bagagliaio: gli agenti ci avevano messo un po’ a localizzarla, perché con l’automobile in movimento il cellulare passava da una cella telefonica all’altra, ed erano arrivati appena dopo che era stata uccisa.
Sul corpo di Vella sono stati disposti esami tossicologici per capire se avesse assunto qualche sostanza prima di rapire e uccidere Isceri: anche in questo caso la perizia verrà depositata nelle prossime settimane, e al momento non ci sono informazioni sui risultati.
La procura svolgerà anche alcuni approfondimenti su tre cellulari: i due di Isceri e Vella e un altro cellulare (non è stato detto di chi) sequestrato dalla polizia subito dopo l’accaduto. L’obiettivo è ricostruire cosa sia successo nelle ore e nei giorni precedenti al femminicidio: tra gli elementi su cui la procura sta indagando ci sono anche alcune segnalazioni dei vicini di casa di Isceri che avrebbero notato Vella aggirarsi attorno a casa di lei nei giorni precedenti ai fatti.
Al momento la procura indaga per femminicidio premeditato e per sequestro di persona, aggravato dall’intenzione di commettere l’omicidio. L’indagine è stata avviata, nonostante la morte di Vella, per poter svolgere tutti gli approfondimenti del caso e stabilire cosa sia successo.
Nel frattempo, negli ultimi giorni familiari e amici di Isceri hanno raccontato qualcosa della loro relazione, in cui c’erano già stati episodi di violenza da parte di Vella. La persona che ha dato più dettagli è stata la madre di Isceri, con cui lei parlava della relazione con Vella, che ha fornito la sua testimonianza alla questura di Lecce (i genitori di Isceri sono di Squinzano, in provincia di Lecce, dove anche lei era nata).
Ha detto che i due si erano conosciuti nel 2024 in una palestra di Firenze e poi lei era andata a convivere a casa di lui. Le tensioni erano iniziate ad aprile di quest’anno, dopo alcuni mesi di convivenza, quando Isceri aveva scoperto che lui l’aveva tradita. Già nel corso di quella prima discussione Vella avrebbe dato in escandescenze, rompendo alcuni oggetti in casa, e Isceri si sarebbe ferita a un piede.
Sempre secondo la testimonianza della madre, c’era stata una prima rottura a luglio, ma i due avrebbero continuato a frequentarsi, decidendo anche di fare qualche giorno di vacanza insieme ad agosto. La situazione sarebbe degenerata proprio ad agosto: ci sarebbero state discussioni molto violente sia durante la vacanza che dopo. Isceri e Vella si erano anche rivolti a uno psicoterapeuta di coppia, in una seduta che sarebbe stata interrotta dai comportamenti eccessivi di lui.
La madre ha raccontato che ci sarebbe stato poi un altro incontro a casa di Vella, in cui lui avrebbe minacciato Isceri con un coltello e si sarebbe sdraiato a terra in mezzo alla strada, davanti all’automobile di lei, per impedirle di andarsene. Isceri si sarebbe spaventata da questi comportamenti e avrebbe interrotto in maniera definitiva la loro relazione, ma senza denunciarlo: in un’intervista il padre di Isceri ha detto che lei aveva deciso di non denunciarlo per non fargli avere problemi sul lavoro.
Isceri era andata in Puglia dai genitori a metà agosto, restandoci fino al 28: anche in quell’occasione Vella le avrebbe inviato moltissimi messaggi, ha raccontato la madre, tentando di chiamarla e facendo pressioni sulla madre stessa perché facesse da mediatrice. Isceri e Vella avrebbero avuto un ultimo scambio il primo di settembre, in cui lui avrebbe cercato di farla tornare sui suoi passi: due giorni dopo le ha teso l’agguato nel garage e l’ha uccisa.
Secondo chi conduce le indagini Vella avrebbe iniziato a premeditare il femminicidio da metà agosto, dopo che Isceri era andata dai suoi genitori in Puglia. Tra mercoledì e giovedì ci saranno i funerali di lei a Squinzano.



