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  • Lunedì 7 settembre 2026

Nessuno scandalo è riuscito a fermare l’avanzata di AfD

Il partito di estrema destra tedesco ne ha affrontati molti dalla sua fondazione, nel 2013, ma i suoi consensi sono quasi sempre aumentati

Sostenitori di AfD festeggiano per la vittoria elettorale in Sassonia-Anhalt, 6 settembre 2026. (AP Photo/Matthias Schrader)
Sostenitori di AfD festeggiano per la vittoria elettorale in Sassonia-Anhalt, 6 settembre 2026 (AP Photo/Matthias Schrader)
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In Germania il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) ha una storia di crescita costante, nonostante i numerosi scandali, controversie e casi giudiziari. Questa crescita l’ha portato a ottenere una vittoria schiacciante nelle elezioni statali di domenica in Sassonia-Anhalt, anche se non è ancora chiaro se riuscirà a governare come sperano i suoi leader: sarebbe la prima volta nella storia della Germania postbellica che un partito di estrema destra ottiene il governo di uno stato federato.

Quando fu fondato nel 2013, AfD non era un partito di estrema destra: i suoi fondatori erano un gruppo di economisti liberali euroscettici che chiedevano l’uscita della Germania dall’euro. Erano gli anni della cosiddetta crisi del debito sovrano, quando gli insostenibili debiti pubblici di paesi come l’Italia, la Grecia e la Spagna rischiavano di creare problemi a tutti i paesi della zona euro. Già nel giro di un paio d’anni, però, il partito cominciò a spostarsi a destra.

Tra il 2014 e il 2015 cominciò in Europa una grossa crisi migratoria che portò in Germania oltre un milione di persone, prevalentemente dalla Siria. La decisione dell’allora cancelliera Angela Merkel (della CDU, di centrodestra) di accoglierle fu generalmente apprezzata, ma provocò enormi controversie. AfD cominciò ad adottare posizioni sempre più estremiste, spostando il fulcro del programma del partito dall’economia alla migrazione. Nel 2016 ottenne il suo primo grosso successo: il 24,3 per cento dei voti alle elezioni locali proprio in Sassonia-Anhalt.

Alle elezioni generali di settembre del 2017 AfD ottenne il 12,6 per cento dei voti e 94 seggi al Bundestag, il parlamento tedesco, diventando così la terza forza politica tedesca – dopo CDU e SPD, di centrosinistra – e soprattutto il primo partito politico di estrema destra a ottenere deputati in parlamento dagli anni Cinquanta.

La crescita di AfD è proseguita negli anni successivi, anche se il partito è stato colpito da numerosi scandali e controversie. Ci sono stati scandali finanziari: a partire dal 2017 in varie occasioni AfD è stato multato per aver ricevuto finanziamenti elettorali illeciti da imprenditori, anche dall’estero.

A partire dal 2021, poi, AfD è stato messo sotto sorveglianza dai servizi di intelligence tedeschi. In Germania dopo la Seconda guerra mondiale fu fondato il Bundesamt für Verfassungsschutz, l’Ufficio per la protezione della Costituzione, un’agenzia di intelligence che ha il compito di monitorare i possibili pericoli interni alla democrazia tedesca. Dal 2021 l’Ufficio monitora il partito in quanto «caso sospetto» e nel 2025 l’ha classificato come pericolo per la democrazia (anche se questa classificazione è attualmente sospesa per il ricorso del partito).

Non ci sono state però grosse ripercussioni pratiche per AfD, e anzi il suo percorso elettorale ha continuato a rafforzarsi.

Alice Weidel, leader di AfD, 6 settembre 2026 (AP Photo/Matthias Schrader)

Alice Weidel, leader di AfD, 6 settembre 2026 (AP Photo/Matthias Schrader)

Nel giugno del 2023 AfD riuscì per la prima volta a fare eleggere un suo rappresentante in una carica (minore) governativa, quella di presidente del circondario di Sonneberg, nello stato orientale della Turingia: è una divisione amministrativa simile a quella di una provincia italiana. Nel luglio del 2023 il partito elesse anche il suo primo sindaco nella cittadina di Raguhn-Jessnitz (8.800 abitanti), ancora una volta nella Sassonia-Anhalt.

All’inizio del 2024 AfD affrontò il suo scandalo più grave: il sito di informazione Correctiv rivelò che alcuni suoi importanti membri avevano partecipato a una riunione segreta a Potsdam per discutere un piano di espulsioni su larga scala di persone di origine straniera. Quel piano parlava di “remigrazione”, una parola che al tempo era ancora poco diffusa tra il pubblico e che oggi è invece uno degli slogan dell’estrema destra.

La reazione dell’opinione pubblica tedesca fu molto ampia, e per settimane ci furono grandi manifestazioni contro AfD e i suoi progetti di espulsioni di massa. Il partito per un periodo ebbe una flessione consistente nei sondaggi, poi si riprese. Nel 2025 la “remigrazione” è entrata nel programma ufficiale del partito. Tra i partecipanti alla riunione segreta di Potsdam c’era anche Ulrich Siegmund, il leader di AfD in Sassonia-Anhalt e grande vincitore delle elezioni di domenica.

Da lì in avanti AfD ha continuato ad avanzare a livello elettorale, nonostante la retorica sempre più violenta e sfacciata di molti suoi esponenti. Nel 2024 il capolista del partito alle elezioni europee, Maximilian Krah, difese le SS naziste in un’intervista a Repubblica: si dimise ma fu poi rapidamente reintegrato. Björn Höcke, uno dei più importanti leader del partito, è stato più volte multato per aver usato slogan nazisti.

Nel settembre del 2024 AfD per la prima volta ottenne il primo posto nel parlamento di uno stato federato, la Turingia, anche se non riuscì a formare un governo. Alle elezioni federali di febbraio del 2025 diventò il secondo partito della Germania, dietro soltanto alla CDU del cancelliere Friedrich Merz, con il 20,8 per cento dei voti.

Anche se è sempre stato molto presente soprattutto nella Germania orientale, per ragioni storiche, l’influenza di AfD è molto forte in tutto il paese. Oggi secondo i sondaggi è il primo partito della Germania, con il 28 per cento dei consensi.

– Ascolta Globo: Il ritorno degli estremisti in Germania