Facce nuove e piedi buoni della prossima Serie A
Inizia oggi, e rispetto al passato recente molte squadre hanno deciso di puntare su giovani creativi e di talento
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La Serie A maschile di calcio comincia sabato 22 agosto e come sempre le sue squadre si presentano con diversi nuovi giocatori. Molto più che nelle ultime stagioni, però, ce ne sono diversi dall’ottima tecnica individuale, da cui aspettarsi creatività, dribbling e vivacità offensiva: qualità rare nel calcio italiano degli ultimi anni, che ha spesso puntato sull’organizzazione tattica e l’atletismo.
Alcuni sono stati pagati parecchio e molti sono giovani, in controtendenza rispetto a un’altra tendenza del calcio italiano, cioè puntare sull’usato sicuro. Non tutti andranno bene, ovviamente, e nessuno di loro al momento è davvero tra i migliori al mondo; ma tanti erano stati cercati da grandi squadre europee.
L’anno scorso tra gli acquisti più in vista c’erano quelli del belga Kevin de Bruyne, che da giocatore del Napoli ha compiuto 35 anni, e del croato Luka Modrić, che da calciatore del Milan ha compiuto 40 anni. Sono entrambi tra i migliori centrocampisti della loro generazione e Modrić ha fatto un’ottima stagione, ma per entrambi gli anni calcisticamente migliori sono ormai passati.
Il discorso è diverso per alcuni nuovi arrivati di quest’anno, come Franco Mastantuono, Diego Moreira, Kerim Alajbegović o Rodrigo Mora.
La squadra che più si è fatta notare per gioventù e qualità dei suoi nuovi acquisti è la Fiorentina, che arriva da una pessima stagione, in cui ha rischiato di retrocedere, e sta facendo un calciomercato atipico e coraggioso. Ha speso oltre 120 milioni di euro per comprare 11 giocatori tutti al di sotto dei 26 anni, e tra i nuovi arrivati ci sono il 19enne argentino Franco Mastantuono, in prestito dal Real Madrid, e il 20enne Christ Inao Oulaï, che ha fatto degli ottimi Mondiali con la Costa d’Avorio. Sono entrambi centrocampisti dotati di grande tecnica individuale, dei baller come si dice in gergo.
Tra le squadre più attive c’è anche il Milan, che ha speso circa 125 milioni di euro per due giocatori che non hanno mai giocato in Serie A: Gonçalo Ramos, attaccante portoghese di 25 anni, e Diego Moreira, 22enne belga che gioca come esterno offensivo.
La Juventus ha speso ancora di più (150 milioni di euro in tutto, ma ci sono di mezzo anche acquisti dell’anno scorso, che però sono stati pagati quest’anno) e ha investito 30 milioni di euro – non pochi, per il calcio italiano – per Kerim Alajbegović, esterno di 18 anni molto forte nei dribbling e dallo stile di gioco imprevedibile. È un calciatore dal grande potenziale, ma anche un azzardo, visto quanto poco ha giocato ad alti livelli.
Altre squadre sono riuscite a non vendere gran parte dei giocatori più forti e ad acquistarne altri. Il Como, per esempio, si è tenuto il suo calciatore migliore: il centrocampista offensivo Nico Paz, che a 21 anni sta per iniziare la sua terza stagione da titolare in Serie A, dove ha già segnato 18 gol in 70 partite.
Anche squadre meno ricche hanno fatto cose interessanti. Il Venezia, promosso dalla Serie B, ha speso 16 milioni di euro per il nigeriano Akor Adams, potente punta centrale alto 190 centimetri, e altri 28 per diversi giocatori sotto i 26 anni.
La Serie A che sta per iniziare avrà anche tanti allenatori giovani, una controtendenza in un campionato in cui girano spesso gli stessi, almeno nelle squadre più forti. Il 39enne Ignazio Abate allenerà il Torino, il 40enne Domenico Tedesco il Bologna, il 42enne Alberto Aquilani il Sassuolo e il 41enne Rúben Amorim il Milan. Tutti saranno alla loro prima stagione da allenatore di Serie A.
Tutti questi piccoli cambiamenti sono significativi anche perché avvenuti al termine di una stagione perlopiù deludente, quantomeno per livello medio di gioco e per risultati europei. Molte squadre hanno giocato in modo difensivo, dopo un calciomercato spesso parecchio conservativo.
Molti dirigenti delle squadre di Serie A sembravano «terrorizzati» dalla possibilità di sbagliare un acquisto, preferendo quindi una sorta di usato sicuro. Ma in molti casi non ha funzionato, né con i giocatori né con gli allenatori.
Secondo diversi dati la stagione 2025/26 è stata una delle peggiori di sempre per le squadre italiane. Nessuna è arrivata in semifinale nelle coppe europee (non accadeva dal 1987), molti allenatori sono stati licenziati in fretta e furia e tra i principali campionati europei la Serie A è stato quello con la seconda età media più alta. Tutto questo dopo che nell’estate del 2025 la Serie A era stata – come peraltro è anche quest’anno – il secondo campionato di calcio al mondo per soldi spesi e incassati nei trasferimenti. Tanta spesa, poca resa.
Pur non potendosi più permettere i calciatori di una volta (negli anni Ottanta e Novanta gran parte dei migliori calciatori al mondo giocava in Serie A, alcuni dei quali anche in squadre di medio livello), le squadre italiane stanno provando a rilanciarsi puntando sui giovani e sul cosiddetto player trading, cioè la valorizzazione e la cessione dei giocatori a cifre più alte rispetto a quelle di acquisto. Oppure provando a rilanciare, magari in contesti con minori pressioni, calciatori che – nonostante la giovane età – arrivano da stagioni al di sotto delle aspettative, come per esempio nel caso di Mastantuono.
Christ Inao Oulaï della Fiorentina in un’amichevole contro il Real Madrid, il 1° agosto.
Un ottimo esempio di player trading è rappresentato dall’attaccante argentino Santiago Castro. Nel gennaio del 2024 il Bologna lo comprò dalla squadra argentina del Vélez per circa 13 milioni di euro, poche settimane fa lo ha venduto alla Roma per quasi il triplo. Castro ha 21 anni ed è possibile che uno dei motivi per cui la Roma lo ha acquistato sia perché pensa a sua volta di poterlo rivendere a una cifra ancora maggiore, magari in Inghilterra.
Un’altra cosa che stanno facendo diverse squadre di Serie A – e che fanno da diversi anni, con risultati altalenanti – è comprare giocatori che sono riserve di alcune delle migliori squadre d’Europa. È così che il Napoli ha preso Rasmus Højlund dal Manchester United, il Milan ha preso Gonçalo Ramos dal Paris Saint-Germain, la Roma ha preso Donyell Malen dall’Aston Villa e la Juventus ha ri-preso Randal Kolo Muani sempre dal Paris Saint-Germain.
Nel frattempo, visto che il calciomercato finirà dopo l’inizio della Serie A, diverse squadre stanno continuando a fare acquisti interessanti. La Roma ha comprato, pagandolo parecchio, il 19enne Rodrigo Mora, trequartista molto tecnico; l’Inter ha preso Curtis Jones, calciatore inglese (come altri due già acquistati dall’Inter) in arrivo dal Liverpool.
Finora è stato anche un calciomercato nel quale le squadre italiane sono riuscite a non cedere i loro migliori giocatori al campionato più ricco, la Premier League inglese. Zion Suzuki e Tarik Muharemović sono passati rispettivamente da Parma e Sassuolo ad Aston Villa e Leeds, ma l’unica cessione davvero rilevante – perché ha riguardato un calciatore giovane, forte e italiano – è stata quella di Marco Palestra dall’Atalanta al Chelsea per 57 milioni di euro. Se ne era parlato soprattutto perché per settimane Palestra sembrava vicino all’Inter: poi è arrivato il Chelsea, che ha offerto più soldi all’Atalanta e uno stipendio molto più alto al calciatore.
Sono andati a giocare all’estero alcuni giocatori che da anni giocavano in Serie A, e dei quali diversi tifosi si erano stancati. Altri si sono ritirati. Un po’ di aria fresca sta entrando dalla finestra. Sul sito UltimoUomo Emanuele Atturo ha scritto che l’acquisto di Moreira da parte del Milan, per esempio, segnala «un’ambizione rinfrancante, se pensiamo a quanto deprimente era stato il finale dello scorso anno». Sul Corriere della Sera Paolo Condò ha parlato di un «ritorno del talento puro e fresco».
Certo, è ancora molto presto, e molte cose possono ancora succedere – c’è forse chi vorrebbe legarsi a un palo per non sentire le «sirene» del calciomercato – sia in entrata che in uscita, quindi tra acquisti e cessioni.
Ed è irrealistico pensare che un po’ di giovani dai piedi buoni, soprattutto se stranieri, possano risolvere i problemi del calcio italiano, o cambiare all’improvviso la Serie A. Nonostante i diversi allenatori giovani, nelle squadre migliori girano un po’ sempre gli stessi: non giovanissimi, quasi sempre italiani, e con idee sempre meno moderne.
Due delle squadre che negli ultimi anni si erano distinte per idee innovative e coraggio, Napoli e Atalanta, finora hanno fatto invece un calciomercato piuttosto statico. E alcuni giocatori che in Italia sembrano molto forti in competizioni internazionali non sono sembrati così speciali: è il caso di Kenan Yildiz o di Scott McTominay, il miglior giocatore della Serie A 2024/25, che con la Scozia ha giocato male ai Mondiali.
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