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  • Giovedì 20 agosto 2026

In Spagna c’è una grossa polemica su 500 minori non accompagnate a Ceuta

Il governo vorrebbe accoglierle ma l'opposizione di centrodestra insiste che vengano rimpatriate (anche se è illegale)

Migranti al centro di accoglienza allestito nel centro sportivo El Príncipe Alfonso di Ceuta, Spagna, 19 agosto 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)
Migranti al centro di accoglienza allestito nel centro sportivo El Príncipe Alfonso di Ceuta, Spagna, 19 agosto 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)
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In Spagna un piano del governo progressista di Pedro Sánchez per accogliere 500 ragazze minorenni non accompagnate arrivate a Ceuta a fine luglio insieme a decine di migliaia di migranti irregolari ha generato un duro scontro con le opposizioni.

Il governo ritiene che debbano essere trasferite nella Spagna continentale dato che Ceuta, un’exclave spagnola in Marocco grande meno di 20 chilometri quadrati, non ha gli strumenti per assisterle; il Partito Popolare, di centrodestra, si oppone al progetto, e sostiene che le ragazzine debbano essere espulse sulla base di una linea dura per cui tutte le persone arrivate dal Marocco non devono essere accolte per nessuna ragione.

Buona parte di questi minori, secondo fonti del governo sentite dal País, sono adolescenti molto giovani o bambine. Molte non hanno una famiglia o provengono da contesti di violenza e si rifiutano di tornare indietro. Alcune hanno minacciato di togliersi la vita nel caso in cui fossero costrette a farlo.

La legge spagnola prevede che i minori non accompagnati vengano accolti in apposite strutture e che la loro richiesta di asilo venga esaminata al fine di prendere la decisione più favorevole per loro. Questo processo però richiede tempo, durante il quale le ragazzine a Ceuta non hanno un posto dove stare.

Delle decine di migliaia di migranti irregolari arrivati nell’exclave spagnola tra il 30 e il 31 luglio, probabilmente con il beneplacito del Marocco, la maggior parte è tornata indietro quasi subito. Non si sa con precisione quanti siano i migranti rimasti, proprio perché le strutture di accoglienza sono al collasso e la maggior parte di loro non è stata identificata e si trova per strada. Il governo centrale ha recentemente disposto la creazione di nuove strutture, ma è molto probabile che non siano sufficienti.

Migranti in fila per il cibo, Ceuta, Spagna, 19 agosto 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)

A chi era rimasto o si trovava ancora in Marocco e pensava di ritentare l’attraversamento, il governo di Madrid aveva detto chiaramente che sarebbe stato respinto. Benché sia tra i governi europei più propensi all’accoglienza, quello di Sánchez sperava in questo modo di evitare nuovi arrivi, far rientrare la crisi migratoria, ed evitare di mostrarsi troppo debole di fronte a un elettorato che si sposta sempre più a destra. Nelle ultime settimane ha anche inviato a Ceuta soldati e poliziotti per cercare i migranti rimasti, raggrupparli e riportarli al confine e quindi in Marocco.

Per i minori però il discorso è diverso.

A settembre dell’anno scorso un tribunale aveva condannato due amministratrici locali di Ceuta a nove anni di interdizione dai pubblici uffici per aver rimpatriato nel 2021 55 minori arrivati a Ceuta durante l’ultima grande crisi migratoria (anche in quel caso era stata agevolata dal Marocco, che usa i migranti come strumento di minaccia sul governo spagnolo).

– Leggi anche: L’estrema destra e l’estrema sinistra spagnole contro il Marocco

Secondo i giudici il governo locale non aveva rispettato le procedure legali per l’accoglienza dei minori. Li aveva cioè rimpatriati di tutta fretta senza prima accertare se qualcuno di loro si trovasse in una situazione di vulnerabilità o se il loro interesse potesse essere compromesso dal rimpatrio. A gennaio del 2024 anche la Corte Suprema spagnola aveva definito illegali quei respingimenti, che sono quindi in tutto e per tutto illegali per la legge spagnola (oltre che per le convenzioni internazionali sulla protezione dei minori).

La ministra dell’Infanzia Sira Rego ha ricordato al Partito Popolare che sta chiedendo al governo di compiere un illecito, e ha accusato il suo presidente, Alberto Núñez Feijóo, di aver allineato il partito alla retorica dell’estrema destra.

I toni usati da Feijóo in questi giorni sono stati effettivamente molto duri. Oltre ad aver parlato di «invasione» e «occupazione» del territorio spagnolo da parte dei migranti, è arrivato a sostenere che la loro presenza metta a rischio le donne di Ceuta, usando una retorica razzista basata sull’assunto – falso ma molto popolare tra i partiti di estrema destra – che il numero di migranti sia collegato al numero di stupri o molestie.

Poliziotti spagnoli scortano i migranti nei centri di accoglienza temporanea, Ceuta, Spagna, 20 agosto 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)

«Cosa sta succedendo a Ceuta che induca il governo a credere che 500 ragazze debbano essere mandate nella Spagna continentale? E che dire delle ragazze che vivono a Ceuta e sono spagnole, chi le proteggerà?» ha detto Feijóo.

Al momento il piano del governo di Sánchez non è stato reso pubblico, anche se ne stanno parlando giornali e politici. Dovrebbe prevedere la distribuzione delle minori tra le varie comunità autonome, come prescritto dalla legge, in famiglia o strutture per l’infanzia. Secondo fonti dei giornali spagnoli il ministero dell’Infanzia starebbe valutando anche il ricongiungimento familiare in Spagna (cioè di richiamare le famiglie), laddove possibile.

Per attuare il piano però il governo ha bisogno della collaborazione dell’amministrazione di Ceuta, che è guidata da un presidente del Partito Popolare che si è allineato alla retorica securitaria di Feijóo.

In Spagna la gestione dei migranti non è un problema nuovo o che riguarda solo Ceuta. Da anni il governo della comunità autonoma delle Canarie, a ovest del Marocco, si scontra con il governo centrale su chi dovrebbe avere la responsabilità di gestire migliaia di migranti minorenni non accompagnati arrivati senza documenti nell’arcipelago negli ultimi anni.

Alcune persone migranti a Ceuta, il 3 agosto 2026 (AP/Bernat Armangue)

Alcune persone migranti a Ceuta, il 3 agosto 2026 (AP/Bernat Armangue)

Di recente la Corte Suprema spagnola ha stabilito che il governo di Madrid debba intervenire a supporto delle comunità autonome, che in Spagna sono simili alle regioni italiane ma con più autonomia, sostenendole nella gestione delle richieste d’asilo. In seguito alla sentenza il governo locale delle Canarie e quello centrale avevano raggiunto un accordo importante, dopo mesi di discussioni.

Prevede che i migranti vengano iscritti direttamente nel sistema statale di accoglienza. Questo permetterebbe alle comunità autonome di distribuire i migranti in modo più omogeneo, senza lasciare che quelle in prima linea si facciano carico del numero maggiore, e ai migranti di ottenere i documenti più in fretta.

In teoria l’accordo per l’accoglienza delle 500 ragazze minorenni arrivate a Ceuta va in questa stessa direzione: dovrebbe sollevare il governo di Ceuta da una responsabilità che non ha i mezzi per gestire da solo e migliorare la condizione delle minori. Ma la vicenda è diventata più un tema di scontro politico perché la destra all’opposizione ha deciso di farne una questione di principio, per dimostrare che nessuna delle persone arrivate a fine luglio può entrare in Spagna.

– Leggi anche: Le Canarie sono una mini Europa