La Spagna dice che provare a entrare a Ceuta è «un’avventura destinata al fallimento»
Il governo spagnolo sta cercando di evitare un'altra entrata in massa di migranti dal Marocco e tiene d'occhio una data: il 15 di agosto
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Martedì il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares si è rivolto a chi spera ancora di superare il confine che divide il Marocco con l’exclave spagnola di Ceuta e ha detto di non rischiare «la vita, i soldi e il futuro» nel tentativo di entrare in territorio spagnolo. Albares ha aggiunto che provarci è «un’avventura destinata al fallimento, perché chi entra irregolarmente a Ceuta o Melilla verrà rimpatriato» (Melilla è l’altra exclave spagnola in Marocco).
L’avvertimento di Albares è arrivato due settimane dopo la grave crisi migratoria a Ceuta, quando migliaia di persone avevano scavalcato e poi travolto le barriere di confine, oppure le avevano aggirate nuotando.
Si erano mosse praticamente tutte insieme, e c’erano state decine di morti (non c’è un numero ufficiale). Il governo spagnolo aveva poi fatto di tutto per riportare in Marocco chi era riuscito a superare la frontiera: o direttamente, prelevando i migranti e lasciandoli in territorio marocchino, o indirettamente, spingendoli ad andarsene dopo averli privati di servizi di base come l’acqua e un alloggio per dormire.
Albares – che ha parlato dopo avere incontrato il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas – ha anche detto che «ogni persona entrata irregolarmente in Spagna tornerà in Marocco».
Il governo spagnolo sta provando a evitare un’altra entrata in massa di migranti. Secondo diverse ricostruzioni ben documentate, stanno circolando sui social network e sui canali WhatsApp in Marocco diversi messaggi che hanno l’obiettivo di incitare le persone a organizzarsi per attraversare la frontiera a Ceuta il 15 agosto. È un’ipotesi ritenuta possibile anche dalla Guardia Civil spagnola, una delle forze di polizia del paese.
In alcuni casi questi messaggi diffondono informazioni false, per esempio sostenendo che una volta giunti a Ceuta sarebbe molto facile spostarsi in altri paesi nell’Unione Europea. Questo tipo di messaggi e di disinformazione era stato il principale motivo della prima crisi migratoria.


