L’entusiasmo per il rilancio di Mirafiori promesso da Stellantis è durato poco
Il 2026 doveva essere l'anno delle 100mila auto prodotte, ma nel primo semestre ne sono uscite solo 36mila
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Le due settimane di ferie previste per i lavoratori del reparto carrozzerie dello stabilimento Stellantis di Mirafiori, a Torino, sono diventate quattro. Fino al 24 agosto gli operai lavoreranno a ritmi molto ridotti, lontani dagli obiettivi dichiarati lo scorso anno dall’azienda automobilistica. L’allungamento delle ferie non era previsto, ma non ha sorpreso più di tanto i sindacati, scettici nei confronti del rilancio dello stabilimento promesso lo scorso anno da Stellantis.
L’entusiasmo seguito agli annunci è durato poco: dopo l’avvio della produzione della 500 ibrida e l’assunzione di 400 lavoratori con un contratto a tempo determinato, ora in vista dell’autunno ci sono alcuni segnali poco incoraggianti.
Mirafiori è stato per decenni il più grande stabilimento automobilistico italiano, ma negli ultimi anni ha prodotto sempre meno auto. Sono stati chiusi molti reparti, sono stati incentivati i licenziamenti volontari, migliaia di lavoratori sono andati in pensione e non sono stati rimpiazzati con nuove assunzioni, l’età media si è molto alzata. Per sostenere l’occupazione senza licenziare si è andati avanti a contratti di solidarietà e cassa integrazione, strumenti che riducono l’orario di lavoro e integrano almeno in parte lo stipendio con soldi pubblici.
Lo scorso anno Stellantis ha spostato a Mirafiori la produzione della 500 ibrida, dopo che per anni era stata prodotta soltanto la 500 elettrica, poco richiesta dal mercato.
La produzione della 500 ibrida è iniziata a metà novembre 2025, gli ordini si sono aperti il 21 novembre e le prime consegne sono arrivate a gennaio 2026. Stellantis ha previsto di produrre 100mila auto all’anno a regime, sommando ibride ed elettriche: un volume che richiedeva un secondo turno, poi avviato a marzo, e circa 400 assunzioni a tempo determinato con contratti in scadenza il 31 dicembre dopo una proroga arrivata a giugno. Secondo i dati diffusi dalla Cisl, nel primo semestre del 2026 a Mirafiori sono state prodotte poco più di 36mila auto, circa una elettrica ogni sei ibride, con un ritmo inferiore rispetto alle attese.
Osservare come va il lavoro nel reparto carrozzerie è un modo efficace per capire se le cose stanno andando bene, perché è lì dove vengono assemblate le auto, ed è la parte di Mirafiori da cui dipende quasi tutto il resto. Se le carrozzerie si fermano o riducono il lavoro significa che c’è qualche problema. Stellantis ha detto ai sindacati che le due settimane aggiuntive di ferie dipendono dalla difficoltà di far arrivare alcuni componenti prodotti da fornitori esterni. L’azienda ha anche garantito che i volumi persi – ovvero le auto che non sono state prodotte in queste settimane – saranno recuperati entro la fine dell’anno.
Per i sindacati invece dietro le pause c’è soprattutto una domanda della 500 ibrida inferiore alle attese. Gianni Mannori, segretario della Fiom (la divisione dei metalmeccanici della Cgil) di Torino, dice che all’inizio dell’anno si producevano 240 auto per turno su due turni, poi si è scesi a 180 e da giugno ci sono stati uno o due giorni di fermo quasi ogni settimana. Secondo le stime più recenti, ora si producono circa 4.000 auto al mese. È stato insomma un calo graduale. «Per settembre non prevediamo miglioramenti, anche perché il mercato dell’auto rallenta storicamente nell’ultima parte dell’anno», dice Mannori. «Esiste un rischio concreto che si possa ricorrere di nuovo alla cassa integrazione. Senza l’arrivo di un nuovo modello o di nuovi investimenti ci saranno ripercussioni pesanti sia per Mirafiori che per i lavoratori dell’indotto».
I sindacati chiedono da tempo che a Mirafiori venga assegnato un nuovo modello oppure che Stellantis lasci spazio agli investimenti di altre aziende. L’idea di portare a Torino un secondo costruttore circola da almeno un paio d’anni. Il governo ne parla dal 2023, da quando il ministero delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha detto di aver avviato contatti con gruppi cinesi, giapponesi e sudcoreani. Si era parlato di una trattativa con BYD, azienda cinese produttrice di auto elettriche, ma alle dichiarazioni non erano seguiti sviluppi concreti anche per via dell’esplicita ostilità di Stellantis a questa ipotesi.



