Il ministro degli Esteri spagnolo contro l’Italia, sull’immigrazione
Ha accusato il governo Meloni di «non essere all'altezza», dopo la decisione di sospendere Schengen per via dell'arrivo di decine di migliaia di migranti a Ceuta
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Lunedì il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha criticato apertamente il governo italiano di Giorgia Meloni, che venerdì sera ha deciso di reintrodurre controlli sulle navi e sugli aerei in arrivo dalla Spagna per prevenire il possibile arrivo di migranti irregolari. Il governo italiano l’ha deciso dopo che decine di migliaia di migranti erano entrati dal Marocco nell’exclave spagnola di Ceuta: la maggior parte è poi tornata in Marocco nel giro di poche ore.
Albares ha accusato il governo italiano «di non essere stato all’altezza» della situazione, e di avere un atteggiamento ipocrita, dal momento che molti più migranti entrano nell’Unione Europea dall’Italia che dalla Spagna. Albares ha sostenuto che l’Italia in passato sia stata «spesso inondata» di migranti irregolari e abbia subìto «crisi ripetute» sull’isola di Lampedusa, «che non è in grado di risolvere».
Lo scontro diplomatico è indicativo della profonda distanza ideologica tra i governi di Italia e Spagna. Da un lato, Meloni guida un partito e un governo di destra: la reintroduzione dei controlli è perlopiù una mossa propagandistica, che le serve per presentarsi come dura e decisa contro l’immigrazione irregolare. Dall’altro, il governo spagnolo del primo ministro Pedro Sánchez è espresso da una coalizione di sinistra guidata dal Partito Socialista, ed è da tempo quello con l’approccio più aperto verso l’immigrazione nell’Unione Europea.
Il governo italiano ha detto che i controlli dureranno un mese. Sono stati molto criticati dal governo spagnolo, e fin da subito ci sono stati dubbi sulla loro efficacia e necessità. Oltre al fatto che praticamente tutti i migranti entrati a Ceuta sono tornati in Marocco in meno di un giorno, c’è anche il fatto che chi è rimasto a Ceuta non può arrivare in Spagna, e quindi ovviamente nemmeno in Italia, senza superare ulteriori controlli.

Alcuni poliziotti spagnoli insieme a una persona immigrata a Ceuta, il 2 agosto 2026 (AP/Antonio Sempere)
Secondo i dati di Frontex – l’agenzia che si occupa di controllare le frontiere esterne dell’Unione Europea – la principale rotta seguita dai migranti per arrivare nell’Unione Europea è quella del Mediterraneo centrale, cioè dal Nord Africa (e in particolare dalla Libia) verso l’Italia meridionale. I dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) indicano flussi simili: nel 2025 sono arrivati in Italia circa 66mila migranti, e un po’ meno di 35mila in Spagna.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni per ora non ha risposto alle critiche di Albares. Il ministero dell’Interno e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno invece scritto che il numero di arrivi irregolari via mare è diminuito molto da quando il governo attuale è entrato in carica, nell’ottobre del 2022. Secondo dati del ministero dell’Interno nel 2022 il numero totale di persone arrivate via mare era stato di 105.131, mentre nel 2025 – per l’appunto – di 66.316.
– Leggi anche: Che ruolo ha avuto il Marocco nella crisi migratoria a Ceuta?



