Indovinate chi ha vinto il Tour de France
Ancora lui, Tadej Pogačar: il ciclista più forte al mondo, forse di sempre
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Per la quinta volta, la terza consecutiva, Tadej Pogačar ha vinto il Tour de France, la corsa a tappe più importante del ciclismo, indossando quindi sul podio finale di Parigi la maglia gialla. Come nel 2024 e nel 2025 Pogačar ha dominato la corsa, che era cominciata il 4 luglio a Barcellona, in Spagna. L’ultima tappa, terminata domenica sugli Champs-Élysées a Parigi, è stata vinta dall’olandese Mathieu van der Poel. Venerdì comunque Pogačar aveva fatto una spettacolare rimonta sull’Alpe d’Huez, vincendo la tappa e assicurandosi di fatto la vittoria del Tour.
Pogačar ha completato il Tour in 73 ore, 56 minuti e 26 secondi, staccando di oltre 6 minuti il belga Remco Evenepoel. È arrivato terzo il messicano Isaac Del Toro, con 9 minuti e 42 secondi di distacco da Pogačar.
Ancor più che nei due anni passati, tuttavia, la vittoria di Pogačar è stata scontata fin dalle prime tappe: c’entra il ritiro del suo principale rivale, Jonas Vingegaard (quando in classifica aveva già quattro minuti e mezzo di ritardo), ma anche il modo in cui ha gareggiato Pogačar.
Pogačar è sloveno, ha 27 anni ed è uno dei ciclisti più forti e vincenti di sempre. Gareggia per la squadra più forte e ricca, la UAE Team Emirates XRG, ed è fenomenale sia nelle corse di un giorno che nelle gare a tappe. In qualunque corsa di ciclismo su strada nella quale c’è una salita, anche breve e con poca pendenza, Pogačar è il favorito per vincerla; ed è arrivato vicinissimo a vincere anche la Parigi-Roubaix, una corsa senza salite, teoricamente inadatta a un corridore con la sua struttura fisica.
Prima di lui solo quattro corridori avevano vinto cinque volte il Tour de France: i francesi Jacques Anquetil e Bernard Hinault, il belga Eddy Merckx e lo spagnolo Miguel Induráin. Oltre a questi Tour, Pogačar ha vinto un Giro d’Italia, due volte i Mondiali e – tra le più importanti corse di un giorno – tre volte il Giro delle Fiandre, quattro volte la Liegi-Bastogne-Liegi, cinque volte il Giro di Lombardia e perfino la Milano-Sanremo.

Tadej Pogačar il 24 luglio sull’Alpe d’Huez, Francia (Dario Belingheri/Getty Images)
Al primo giorno di riposo, tra la nona e la decima tappa, Pogačar aveva già quasi tre minuti di vantaggio su Vingegaard. Allo stesso punto del Tour del 2024 aveva solo 30 secondi di vantaggio sul secondo (il belga Remco Evenepoel) e poco più di un minuto su Vingegaard. Nel 2025 dopo il primo giorno di riposo Pogačar non era nemmeno in maglia gialla (l’aveva conquistata Ben Healy grazie a una “fuga bidone”). Anche quest’anno il Tour ha provato a posticipare le tappe con le grandi salite per evitare che Pogačar si avvantaggiasse troppo e troppo presto, ma è successo comunque.
Fin dalla seconda tappa Pogačar ha dimostrato di non avere avversari al suo livello nemmeno in questo Tour. L’arrivo era in leggera salita, 700 metri al 7 per cento di pendenza media, verso lo stadio olimpico “Lluís Companys” di Barcellona. Pogačar è stato talmente superiore a tutti gli altri che si è permesso di lasciare la vittoria al messicano Isaac Del Toro, suo giovane compagno di squadra. Pogačar ha vinto poi la terza tappa, con il primo vero arrivo in salita, a Les Angles.
Nella prima tappa che nel percorso prevedeva una salita oltre i 2.000 metri di quota (il Col du Tourmalet alla sesta tappa, che è una grande salita ma terminava a circa 40 chilometri dal traguardo), Pogačar ha attaccato, distanziando tutti, sul Col du Tourmalet e poi ha continuato a guadagnare anche sull’ultima salita, stravincendo.
Già dopo la sesta tappa Pogačar aveva quasi 3 minuti di vantaggio su Vingegaard e circa 3 e mezzo su Evenepoel. Sono distacchi rilevanti: in molti casi, fino a pochi anni fa e quando in gara non c’era lui, le corse a tappe si vincevano anche per pochi secondi. Pogačar ha vinto anche la 14esima tappa guadagnando altri minuti su tutti gli avversari.
Nonostante tanti suoi compagni di squadra si siano ammalati (Brandon McNulty ha dovuto abbandonare il Tour durante la 18esima tappa), nella 19esima Pogačar è riuscito a mettere in mostra gli aspetti più divertenti e appassionanti della sua superiorità. Dopo poche centinaia di metri dall’inizio della salita dell’Alpe d’Huez, Pogačar ha attaccato e ha staccato tutti. Uno dopo l’altro è andato a riprendere e sorpassare decine di corridori che erano in fuga, anche scalatori molto forti come Richard Carapaz o Lenny Martinez, superati nell’ultimo chilometro.
Sull’Alpe d’Huez Pogačar ha vinto in maniera entusiasmante e incerta fino all’ultimo. Ha battuto il record di ascesa di Marco Pantani che durava da 31 anni e ha vinto la sua quinta tappa in questo Tour, la 26esima totale. Solo Mark Cavendish (35), Eddy Merckx (34) e Bernard Hinault (28) ne hanno vinte di più.



