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  • Lunedì 20 luglio 2026

Messi ha perso i suoi Mondiali migliori?

Prima di una brutta finale aveva giocato in modo eccezionale, per certi versi anche meglio di quando li vinse quattro anni fa

(Hector Vivas - FIFA via Getty Images)
(Hector Vivas - FIFA via Getty Images)
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A 39 anni compiuti durante il torneo, l’attaccante e capitano dell’Argentina Lionel Messi è stato forse il miglior giocatore dei Mondiali maschili di calcio appena finiti. L’Argentina ha perso in finale contro la Spagna e Messi non è riuscito a fare granché. La miglior difesa dei Mondiali (la Spagna ha subìto un solo gol in 8 partite) lo ha marcato bene e lui è sembrato stanco e poco brillante.

È stato comunque un Mondiale eccezionale per Messi, che è stato a lungo il calciatore con più gol di sempre ai Mondiali. Alla fine l’attaccante francese Kylian Mbappé lo ha superato, grazie a una doppietta nella finale per il terzo posto. In questa edizione Messi ha fatto 8 gol e 4 assist, numeri notevoli per chiunque ma soprattutto per uno della sua età, seppur gli 8 gol siano stati segnati contro avversarie tutto sommato abbordabili.

Ha fatto tutto questo giocando alla sua maniera, perlopiù camminando e intuendo prima degli altri cosa fare e come. Gran parte del gioco dell’Argentina nell’ultimo terzo di campo, quello più vicino alla porta avversaria, è passato dai piedi di Messi. Per le prime quattro partite del Mondiale, nessun giocatore dell’Argentina diverso da Messi aveva fatto gol su azione (quindi non su punizione o calcio d’angolo): per questo è stata descritta come una squadra «Messi-dipendente».

Prima della finale era lecito chiedersi se questo fosse il suo miglior Mondiale, meglio anche del 2014, quando portò in finale una squadra con diversi calciatori modesti, e del 2022, quando vinse e fu premiato come miglior giocatore del torneo. Senza dubbio lo è stato a livello statistico.

Nel 2022 la fase offensiva dipendeva un po’ meno (poco eh) da Messi. Segnò 7 gol e fece 3 assist, giocando una partita in meno rispetto a questo Mondiale, ma condivideva le maggiori responsabilità creative con un altro calciatore fortissimo: l’esterno d’attacco Ángel Di María. Dopo aver vinto la Copa América nel 2024, però, Di María ha smesso di giocare con l’Argentina.

Lionel Messi e Ángel Di María durante la finale del 2022 (Maddie Meyer – FIFA via Getty Images)

Nel 2022 Messi fece gol in tutte e quattro le partite della fase a eliminazione diretta; nel 2026 è stato altrettanto decisivo nelle prime quattro partite della fase a eliminazione diretta, che nel frattempo è diventata più lunga a causa dell’espansione dei Mondiali a 48 squadre e all’introduzione dei sedicesimi di finale. Nella fase a gironi ha fatto 6 gol in 3 partite, poi le sue giocate e i suoi gol sono stati il motivo principale per cui l’Argentina ha passato il turno contro Capo Verde ed Egitto, e infine ha fatto 3 assist determinanti contro Svizzera e Inghilterra.

A causa forse del giorno in meno di riposo, del gran caldo che c’è stato in Nordamerica durante questi Mondiali e soprattutto della gran partita difensiva della Spagna, Messi non è riuscito a essere decisivo o anche solo rilevante nell’ultima partita, una cosa rara per lui nell’Argentina. È stato piuttosto isolato, spesso circondato dai difensori avversari, e ha tirato in porta una sola volta, al 117° minuto.

È stato comunque notevole che l’Argentina sia arrivata in finale: dopo la vittoria dei Mondiali nel 2022 in pochi pensavano che gli stessi giocatori, Messi compreso, sarebbero potuti arrivare fin qui. Furono sorprendenti già gli scorsi Mondiali di Messi, a 35 anni: in questa edizione è diventato il calciatore più anziano di sempre (portieri esclusi) a giocare semifinale e finale. Tra lui e il miglior giocatore offensivo della Spagna, Lamine Yamal, ci sono più di vent’anni di differenza.

Il miglior giocatore di sempre ai Mondiali per taaante cose.

Per come sono fatti i Mondiali, con molte partite a eliminazione diretta, e per com’è fatto il calcio per nazionali, con giocatori provenienti da squadre diverse e in momenti di forma e di carriera molto diversi, è molto raro che la squadra campione in carica torni a giocare la finale quattro anni dopo. Le ultime a riuscirci sono state la Francia nel 2018 e nel 2022, e prima il Brasile nel 1994 e nel 1998. Eppure Messi è stato di nuovo uno dei migliori al mondo in un breve torneo per nazionali, quando contano solo poche partite e in un breve periodo di tempo (le due finaliste hanno giocato 8 partite in 40 giorni).

Messi è uno dei giocatori argentini che, ormai a fine carriera, hanno smesso di giocare per le più importanti squadre europee e sono andati a giocare negli Stati Uniti. Con lui all’Inter Miami gioca Rodrigo De Paul, per esempio, mentre altri sono tornati in Argentina (Gonzalo Montiel, Nicolás Otamendi, Leandro Paredes). È anche per questo che tanti calciatori argentini hanno potuto prepararsi al meglio: con meno pressioni e meno partite importanti da giocare, è verosimile che da mesi pensassero ad arrivare in forma ai Mondiali, anche se d’altro canto i campionati in cui giocano sono stati meno competitivi e allenanti.

Non a caso l’Argentina era una delle nazionali con i giocatori più esperti del Mondiale, e questo si è visto nel modo in cui sono riusciti a far girare a loro favore gli episodi, e a imporre un contesto difficile alle avversarie. Soprattutto nella semifinale contro l’Inghilterra, gli argentini l’hanno messa sul piano dei contrasti, dei falli, dello scontro fisico. Non è peraltro un contesto ideale per Messi, che però è riuscito a cavarsela grazie a un livello tecnico superiore a qualsiasi altro giocatore in campo.

Enzo Fernández spinge Jude Bellingham dell’Inghilterra per fargli capire che a Messi certi falli non si fanno (AP Photo/Rebecca Blackwell)

La Scaloneta – uno dei soprannomi della nazionale argentina, allenata dall’ex calciatore Lionel Scaloni – è arrivata in finale grazie in buona parte allo stesso gruppo di giocatori di quattro anni fa. Nella conferenza stampa dopo la finale contro la Spagna, Scaloni ha detto di volerci pensare su, riguardo al suo futuro da allenatore dell’Argentina: la squadra è a fine ciclo, o all’«ultimo tango», come hanno scritto diversi media italiani.

Per il modo in cui in questi anni è stata costruita intorno a lui, e tutti i suoi compagni hanno giocato per lui, è difficile immaginare un’Argentina senza Messi. Bisogna però realizzare che potremmo aver visto l’ultima partita di Messi ai Mondiali, e forse l’ultima con l’Argentina. Lo si diceva già dopo la finale del 2022 (ma anche nel 2018), ma stavolta è davvero difficile che possa arrivare alla prossima edizione, quando avrà 43 anni. Tra le altre cose è l’unico calciatore ad aver giocato tre finali da titolare (una vinta e due perse), il calciatore con più presenze e l’unico ad aver segnato in tutte le diverse fasi dei Mondiali.