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  • Lunedì 13 luglio 2026

Un altro omicidio durante un controllo dell’ICE

Un agente dell'agenzia federale anti immigrazione ha sparato contro un uomo, uccidendolo: è il secondo caso in una settimana

Il luogo dell'omicidio a Biddeford, negli Stati Uniti (AP Photo/Robert F. Bukaty)
Il luogo dell'omicidio a Biddeford, negli Stati Uniti (AP Photo/Robert F. Bukaty)
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A Biddeford, una cittadina in Maine, un agente dell’ICE ha sparato contro un uomo durante un controllo, uccidendolo. L’ICE è una delle agenzie federali statunitensi che si occupano di controllo delle frontiere e dell’immigrazione: nell’ultimo anno è finita al centro di numerose proteste per i metodi brutali e violenti usati dai suoi agenti contro le persone soggette ai controlli e contro chi contestava le dure operazioni anti immigrazione ordinate dal presidente Donald Trump. Da inizio anno diverse persone sono state uccise da agenti dell’ICE: quello di Biddeford è il secondo omicidio in una settimana, dopo quello di un immigrato messicano il 7 luglio in Texas.

Secondo quanto detto dal dipartimento per la Sicurezza nazionale, da cui l’ICE dipende, l’omicidio è stato compiuto mentre gli agenti dell’ICE erano appostati nei pressi della casa di una persona destinataria di un ordine di espulsione. Mentre gli agenti stavano facendo un’operazione di sorveglianza per arrestare questa persona, un altro uomo ha lasciato la casa a bordo di un’auto e gli agenti hanno cercato di fermarlo. L’uomo non si è però fermato, e un agente gli ha sparato, uccidendolo. Secondo il dipartimento per la Sicurezza nazionale, il conducente dell’auto avrebbe cercato di investire gli agenti, ma non ha diffuso prove a sostegno di questa tesi.

L’uomo ucciso si chiamava Joan Sebastian Guerrero, aveva 26 anni ed era colombiano, ma con permesso di lavoro negli Stati Uniti. Non si conosce invece l’identità dell’altra persona che era l’obiettivo dell’operazione dell’ICE.

Secondo le informazioni disponibili, l’agente dell’ICE che ha sparato non aveva alcuna bodycam, cioè la telecamera frontale che dovrebbe servire a riprendere le azioni in servizio e ricostruire gli eventi in casi come questo. In teoria avrebbe dovuto, ma era già accaduto in passato che alcuni agenti non la indossassero.

In un video di una telecamera di sorveglianza si vede parzialmente cosa è successo: si vede un veicolo bianco, quello di Guerrero, che si avvicina a un incrocio lentamente. Poi un’auto delle forze dell’ordine lo sperona, e due agenti dell’ICE scendono e aprono la portiera del conducente, e ne trascinano fuori il corpo. Il video è senza audio, quindi non si sente il momento in cui l’agente spara a Guerrero.

Dopo l’omicidio sul posto si sono radunate decine di manifestanti (Biddeford è una cittadina di appena 20mila abitanti). Le proteste si aggiungono a quelle in corso da giorni a Houston, in Texas, in seguito all’uccisione di un immigrato messicano di 52 anni. Anche in quel caso senza bodycam e anche in quel caso la versione delle autorità era stata quella della legittima difesa.

Le proteste più ampie erano state a inizio anno in Minnesota, in seguito agli omicidi di Renee Nicole Good, un’attivista che monitorava le operazioni dell’ICE in città per evitare abusi, e di Alex Pretti, un infermiere che stava protestando contro le operazioni anti immigrazione. Dopo quegli eventi l’amministrazione Trump aveva ridotto il numero di agenti nello stato e rimosso alcuni dei capi più discussi dell’ICE. Tuttavia le operazioni anti immigrazione erano proseguite e anzi: nelle ultime settimane si sono intensificate. Solo negli ultimi cinque giorni di giugno gli arresti sono stati 10mila in tutto il paese.

Le proteste a Biddeford, 13 luglio 2026 (AP Photo/Robert F. Bukaty)

– Leggi anche: Che cos’è l’ICE e chi sono i suoi agenti