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  • Lunedì 13 luglio 2026

Un altro omicidio durante un controllo dell’ICE

Un senatore ha detto che in Maine un agente dell'agenzia federale anti immigrazione ha sparato contro un uomo, uccidendolo

Il luogo dell'omicidio a Biddeford, negli Stati Uniti (AP Photo/Robert F. Bukaty)
Il luogo dell'omicidio a Biddeford, negli Stati Uniti (AP Photo/Robert F. Bukaty)
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A Biddeford, una cittadina in Maine, un agente dell’ICE ha sparato contro un uomo durante un controllo, uccidendolo. L’ICE è una delle agenzie federali statunitensi che si occupano di controllo delle frontiere e dell’immigrazione: nell’ultimo anno è finita al centro di numerose proteste per i metodi brutali e violenti usati dai suoi agenti contro le persone soggette ai controlli e contro chi contestava le dure operazioni anti immigrazione ordinate dal presidente Donald Trump. Da inizio anno diverse persone sono state uccise da agenti ICE.

Il senatore indipendente del Maine Angus King ha detto ad Associated Press di aver parlato con il segretario alla Sicurezza Nazionale Markwayne Mullin, il quale gli ha dato la sua versione sulla dinamica. Secondo Mullin l’uomo si trovava alla guida di un veicolo durante un controllo per i documenti quando avrebbe tentato di utilizzare l’auto come «arma» contro gli agenti. A quel punto, uno di loro avrebbe sparato contro di lui e l’avrebbe ucciso.

Mullin è l’ex senatore che si è insediato nel ruolo di segretario alla Sicurezza nazionale dopo la rimozione per scelta di Trump di Kristi Noem, coinvolta in numerose polemiche per la sua gestione delle operazioni dell’ICE. A Biddeford stanno indagando gli agenti dell’FBI. L’ICE non ha ancora dato una sua versione.

Secondo King l’agente non indossava la bodycam, cioè la telecamera frontale che dovrebbe servire a riprendere le azioni in servizio e ricostruire gli eventi in casi come questo. In teoria avrebbe dovuto, ma era già accaduto in passato che agenti non la indossassero.

Due associazioni per i diritti degli immigrati hanno detto ad AP che l’uomo che è stato ucciso aveva 28 anni ed era di origini colombiane. Stando alle loro informazioni aveva i documenti in regola per risiedere e lavorare negli Stati Uniti. Una delle associazioni ha detto di essere stata contattata dalla famiglia, secondo cui l’uomo si stava recando al lavoro. L’ambasciata colombiana ha detto che sta tentando di confermare la sua identità.

Le proteste a Biddeford, 13 luglio 2026 (AP Photo/Robert F. Bukaty)

Dopo l’omicidio sul posto si sono radunate decine di manifestanti (Biddeford è una città di appena 20mila abitanti). Le proteste si aggiungono a quelle in corso da giorni a Houston, in Texas, dove la scorsa settimana un altro uomo, un immigrato 52enne di origini messicane, è stato ucciso da un agente dell’ICE. Anche in quel caso senza bodycam e anche in quel caso la versione delle autorità era stata quella della legittima difesa (come sembra alludere la versione di Mullin).

Quelle più ampie erano state a inizio anno in Minnesota, in seguito agli omicidi di Renee Nicole Good, un’attivista che supervisionava le operazioni dell’ICE in città per evitare abusi, e di Alex Pretti, un infermiere che stava protestando contro le operazioni anti immigrazione. Dopo quegli eventi l’amministrazione Trump aveva ridotto il numero di agenti nello stato e rimosso alcuni dei capi più discussi dell’ICE. Tuttavia le operazioni anti immigrazione erano proseguite e anzi: nelle ultime settimane si sono intensificate. Solo negli ultimi cinque giorni di giugno gli arresti sono stati 10mila in tutto il paese.

– Leggi anche: Che cos’è l’ICE e chi sono i suoi agenti