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  • Domenica 5 luglio 2026

La FIFA ha sospeso la squalifica di Folarin Balogun ai Mondiali

Grazie a questa decisione irrituale l'attaccante statunitense potrà giocare negli ottavi contro il Belgio: probabilmente c'entra Trump

L'attaccante statunitense Folarin Balogun durante il fallo da espulsione contro Tarik Muharemovic in Stati Uniti-Bosnia Erzegovina a Santa Clara, primo luglio 2026 (AP Photo/Jeff Chiu)
L'attaccante statunitense Folarin Balogun durante il fallo da espulsione contro Tarik Muharemovic in Stati Uniti-Bosnia Erzegovina a Santa Clara, primo luglio 2026 (AP Photo/Jeff Chiu)
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Domenica sera la FIFA ha comunicato di aver sospeso la squalifica del calciatore statunitense Folarin Balogun, che giovedì era stato espulso durante la partita dei Mondiali tra Stati Uniti e Bosnia Erzegovina, finita 2-0. L’espulsione di Balogun era contestabile, ma non è chiaro come mai la FIFA, che organizza i Mondiali, abbia deciso di ribaltarla con una decisione del tutto irrituale.

Subito dopo la diffusione della notizia aveva cominciato a emergere qualche dubbio perché il presidente statunitense Donald Trump aveva immediatamente ringraziato l’organizzazione sul suo social Truth per «aver fatto quel che era giusto» e posto rimedio a «una grande ingiustizia».

Trump è un grande amico di Gianni Infantino, il presidente della FIFA, e secondo tre persone informate sui fatti citate dal New York Times aveva chiamato Infantino proprio per chiedergli di rivedere la decisione della squalifica. Al momento la FIFA non ha commentato.

Balogun ha 25 anni, è nato a Brooklyn mentre i genitori che vivevano nel Regno Unito erano lì in vacanza, e dopo aver giocato nelle giovanili inglesi scelse di rappresentare gli Stati Uniti, con cui esordì nel 2023. Adesso è considerato una delle possibili sorprese della nazionale statunitense ai Mondiali, dove ha già segnato tre gol. Al 64esimo minuto della partita contro la Bosnia Erzegovina aveva pestato la caviglia del difensore bosniaco Tarik Muharemovic in quello che è stato ampiamente giudicato come un fallo involontario e non cattivo, e che tuttavia è stato punito con un cartellino rosso diretto, ovvero senza somma di ammonizioni.

Anche secondo il segretario di Stato, Marco Rubio, con il cartellino rosso a Balogun la nazionale statunitense era stata ingiustamente penalizzata.

La FIFA ha detto che la squalifica è stata sospesa «per un periodo di prova di un anno», in cui Balogun non dovrà commettere «un’altra infrazione di natura e gravità analoga», altrimenti dovrà scontare la squalifica. Con l’espulsione Balogun avrebbe dovuto saltare la prossima partita, quella degli ottavi contro il Belgio, in programma nella notte tra lunedì e martedì. Visto che però la squalifica è stata sospesa, potrà giocare.

Dopo la partita con la Bosnia Erzegovina diversi funzionari della FIFA sentiti dalla stimata testata sportiva The Athletic avevano spiegato che in casi simili le squadre non possono contestare la squalifica, ma stando a quanto ricostruito dal New York Times un possibile intervento di Trump avrebbe invece avuto successo. Per ora la FIFA si è limitata a dire che la decisione è stata sospesa in conformità con l’articolo 27 del codice disciplinare dell’organizzazione, che prevede questa possibilità, dietro certe condizioni appunto. Non ha però dato dettagli precisi sui motivi per cui ha deciso di sospenderla.

Non è la prima volta che la FIFA è sospettata di favoritismi nei confronti di certe squadre o certi giocatori. Lo scorso novembre aveva già citato l’articolo 27 per permettere al famosissimo attaccante portoghese Cristiano Ronaldo di partecipare alla fase a gironi dei Mondiali, nonostante fosse stato squalificato per tre giornate, per una gomitata data durante una partita di qualificazione.

Nel 1962 invece l’attaccante brasiliano Garrincha poté partecipare alla finale dei Mondiali solo dopo un intervento del governo brasiliano, che convinse la commissione disciplinare della FIFA ad annullare la sua espulsione nella semifinale vinta contro il Cile, per un fallo su Eladio Rojas.

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