La Russia bombarda l’Ucraina, ma non avanza più

I pesanti attacchi aerei su Kiev sono compiuti mentre l'offensiva russa è in stallo e le forze ucraine recuperano lentamente territorio

Un soldato ucraino nei pressi della linea del fronte nella regione di Zaporizhzhia, l'11 giugno
Un soldato ucraino vicino alla linea del fronte nella regione di Zaporizhzhia, l'11 giugno (Andriy Andriyenko/Ukraine's 65th Mechanized Brigade via AP)
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Il pesante bombardamento su Kiev della notte tra mercoledì e giovedì, che ha ucciso almeno 30 persone, ha dimostrato che la Russia è tuttora in grado di condurre estesi attacchi con missili e droni oltrepassando le difese antiaeree ucraine che peraltro sono a corto di rifornimenti. Nelle operazioni di terra, però, la situazione è diversa e assai meno rosea di quella raccontata dal presidente Vladimir Putin.

Lì l’offensiva russa di fatto è in stallo.

Un recente studio del think tank statunitense Center for Strategic and International Studies ha calcolato che l’avanzata media dell’esercito russo è di 50 metri al giorno nei pressi di Kostiantynivka, 70 metri al giorno a Pokrovsk e 90 metri al giorno a Sloviansk: è uno dei ritmi più lenti nelle guerre dell’ultimo secolo. Il costo umano per la Russia è altissimo, ed è peggiorato. Il rapporto con le perdite ucraine, nei primi sei mesi dell’anno, è stato di otto-a-uno, mentre per buona parte della guerra era stato al massimo di tre-a-uno.

A giugno la Russia ha occupato meno di 83 chilometri quadrati di territorio ucraino, secondo il gruppo ucraino DeepState che produce mappe molto affidabili. Invece l’esercito ucraino ha continuato a recuperare terreno: tra aprile e maggio ha riconquistato 400 chilometri quadrati, e in entrambi i mesi ha sottratto ai russi più territorio di quanto ne ha perso, come non succedeva dall’offensiva dell’agosto del 2024.

Il tetto di un condominio di Kiev incendiato dopo essere stato colpito da un missile russo, il 2 luglio

Il tetto di un condominio di Kiev incendiato dopo essere stato colpito da un missile russo, il 2 luglio (AP Photo/Danylo Antoniuk)

In questa fase i combattimenti si stanno concentrando a Kostiantynivka, in Donbas. I russi attaccano in gruppetti di pochi soldati, anche di uno solo per volta, per tentare di proteggersi dai droni ucraini ma finora sono stati respinti.

Le dichiarazioni di Putin stanno magnificando successi che sul campo non si sono ancora visti. Putin ha sostenuto che, sempre in Donbas, le forze russe siano a un passo da Mykolaivka, Slovyansk e Kramatorsk: ma sono più lontante di quanto dica lui. Il ministero della Difesa russo ha diffuso un video di alcuni soldati che innalzano una bandiera russa a Lyman, nello stesso settore del fronte: gli esperti ritengono sia stato realizzato con l’intelligenza artificiale.

La narrazione di Putin, così come gli attacchi aerei a Kiev, servono a mascherare la frustrazione per lo stallo al fronte. Sbandierare successi militari, per il regime, è anche un tentativo per controbilanciare l’efficacia degli attacchi ucraini coi droni in Crimea e contro le raffinerie, che hanno causato problemi nelle forniture di carburante.

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