Il voto in Svizzera per mettere un limite alla popolazione
A 10 milioni di persone: sarebbe una misura inedita, e fondamentalmente un modo per limitare l'immigrazione

Domenica in Svizzera si è votato per un’iniziativa popolare che propone di limitare la popolazione a un massimo di 10 milioni di persone. È una misura inedita, che la Svizzera potrebbe essere il primo paese ad adottare, ed è fondamentalmente un modo per limitare l’immigrazione: la sua entrata in vigore potrebbe cambiare la demografia e il rapporto già particolare della Svizzera con il mercato del lavoro e con l’Unione Europea. Secondo i sondaggi le percentuali di favorevoli e contrari alla proposta sono molto vicine.
Un’iniziativa popolare serve per proporre modifiche alla Costituzione, e funziona in modo simile a un referendum. È stata proposta dal partito di destra populista Unione Democratica di Centro. Era stato il più votato alle ultime elezioni, nel 2023, puntando proprio sulla necessità di ridurre l’immigrazione, un tema che da anni sta facendo aumentare i consensi dei partiti di destra ed estrema destra in tutta Europa e non solo.
Negli ultimi vent’anni la popolazione svizzera è molto aumentata, passando da 7,3 milioni di abitanti nel 2002 ai 9,1 milioni attuali. In gran parte è stato dovuto a un aumento dei residenti stranieri, che nel 2025 erano poco più di un quarto del totale. Molti di loro provengono da paesi dell’Unione Europea e sono persone con elevate qualifiche professionali, attratte da lavori retribuiti meglio che altrove. Secondo l’Unione Democratica di Centro e gli altri sostenitori dell’iniziativa, la presenza così consistente di persone straniere va però a svantaggio degli svizzeri, perché fa aumentare i prezzi delle case, mette sotto pressione i servizi pubblici e rende più difficile per loro trovare lavoro.
– Leggi anche: L’immigrazione in Svizzera è un po’ diversa

Un poster referendario che dice: «No a una Svizzera con 10 milioni di abitanti!» a Berna, 21 maggio 2026 (Stefan Wermuth/Bloomberg)
La proposta prevede che se la popolazione dovesse superare i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050, il governo dovrebbe intervenire per irrigidire i criteri di accoglienza per i richiedenti asilo e i ricongiungimenti familiari. Se anche così la popolazione dovesse superare la soglia dei 10 milioni, il governo dovrebbe prendere ulteriori provvedimenti fino a ritirarsi dagli accordi di libero movimento con l’Unione Europea: sarebbe una decisione con conseguenze molto rilevanti, che metterebbe a rischio anche molti altri accordi consolidati. Secondo le proiezioni la Svizzera dovrebbe superare i 9,5 milioni di abitanti entro il 2035, e i 10 milioni entro il 2045.
Alla proposta si oppongono varie associazioni imprenditoriali e sindacali svizzere, sostenendo che potrebbe provocare una carenza di personale e perdite per miliardi di franchi (la valuta locale). Si sono opposti anche il Consiglio federale svizzero, l’equivalente del governo federale, e gran parte del parlamento. La Svizzera ha un sistema istituzionale piuttosto complicato, in cui i sette seggi del Consiglio federale sono distribuiti tra i partiti così da riflettere, grosso modo, i risultati elettorali: l’Unione Democratica di Centro esprime due membri.
In Svizzera c’è una tradizione consolidata intorno ai referendum e alle iniziative popolari, strumenti usati spesso e per decidere sulle questioni più varie. Ce ne sono stati molti anche sull’immigrazione. Nel 2014 l’Unione Democratica di Centro ne promosse uno chiamato “Contro l’immigrazione di massa”, che proponeva di introdurre un sistema di limiti e quote per controllare l’immigrazione. Fu approvato con poco più del 50 per cento dei voti ma venne attuato solo parzialmente e in modo più blando rispetto a quanto previsto dai promotori, senza l’introduzione di quote, per evitare di violare gli accordi con l’Unione Europea.



