Tra i Campi Flegrei e Pozzuoli i treni sono fermi
Da sabato, a causa di livelli troppo alti di anidride carbonica in una galleria: non si sa quando riprenderanno a circolare

Dalle prime ore di sabato non circolano più treni sulla linea 2 del servizio ferroviario metropolitano di Napoli nel tratto fra i Campi Flegrei e Pozzuoli. Le fermate chiuse sono quattro: Campi Flegrei, Cavalleggeri, Bagnoli e Pozzuoli. È successo perché venerdì è stato rilevato un eccesso di anidride carbonica all’interno della Galleria Flegrea, un tunnel lungo quel tratto, che con ogni probabilità è provocato dal bradisismo nella zona vulcanica dei Campi Flegrei, un fenomeno che consiste nell’abbassamento e nel sollevamento del suolo nell’arco di alcuni decenni.
Rete ferroviaria italiana, che gestisce la linea 2, ha spiegato che dovranno essere fatte delle verifiche prima che il servizio possa tornare pienamente operativo. Nel frattempo sono stati attivati bus sostitutivi che passano ogni 10-15 minuti. Domenica mattina c’è stata una riunione del Centro coordinamento soccorsi in cui è stata confermata l’elevata concentrazione di anidride carbonica nella galleria, e non si sa ancora quando la circolazione dei treni riprenderà: martedì ci sarà un altro incontro a Pozzuoli per parlare delle possibili soluzioni.

La mappa della linea 2 della rete ferroviaria metropolitana di Napoli (Wikimedia/OpenStreetMap, con modifiche del Post)
L’anidride carbonica è un gas normalmente presente nell’aria, ma se inalato in quantità significative può causare stato confusionale, intorpidimento o perfino l’asfissia. La decisione di sospendere i treni sulla linea 2 fra Pozzuoli e i Campi Flegrei è stata presa più che altro per precauzione: il rischio di inalare anidride carbonica in eccesso diventerebbe elevato se il treno dovesse restare fermo a lungo nella galleria, per esempio in caso di guasto. Il Corriere del Mezzogiorno scrive che è stata rilevata una concentrazione di anidride carbonica sei volte superiore alla soglia consentita.
Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha detto al Corriere che nell’area dei Campi Flegrei ogni giorno vengono emesse 4.000 tonnellate di anidride carbonica: «All’aperto tende a disperdersi facilmente nell’atmosfera (…) però teniamo presente che nei locali chiusi e senza areazione tende ad accumularsi, quindi buon senso e prevenzione sono fondamentali».
I tecnici dell’osservatorio stanno facendo le misurazioni e i rilievi del caso, ma secondo Pappalardo bisognerà aspettare per capire se il flusso di anidride carbonica diminuisce.
La linea 2 della metropolitana è gestita da Trenitalia e collega San Giovanni Barra, appena a est del centro di Napoli, a Pozzuoli, a ovest. Secondo Trenitalia è frequentata da circa 90mila persone al giorno. Anche per questo il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni ha detto di avere chiesto di ridurre il più possibile i disagi: «Ogni giorno studenti, lavoratori, pendolari e turisti si spostano tra Pozzuoli e Napoli utilizzando questa linea ferroviaria, che rappresenta un collegamento essenziale per il nostro territorio», ha scritto su Facebook.
La situazione dei trasporti a Pozzuoli è complicata anche dal fatto che dal dicembre del 2024 è chiusa la stazione della linea ferroviaria Cumana, per via dei danni ai binari provocati dalle scosse dei terremoti. La nuova stazione dovrebbe essere aperta entro l’estate, al momento c’è un servizio navetta sostitutivo.
Non è la prima volta che vengono presi provvedimenti simili nella zona tra i Campi Flegrei e Pozzuoli. Nel 2025 l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV aveva registrato concentrazioni molto elevate di anidride carbonica nei comuni di Napoli, Pozzuoli e Bacoli, e le amministrazioni locali avevano adottato una serie di provvedimenti per tutelare la salute delle persone, tra cui il divieto di accedere a locali interrati e seminterrati. In quel periodo era stato chiuso l’istituto magistrale “Virgilio”. Ad aprile è stato chiuso anche l’istituto professionale “Lucio Petronio”, sempre per eccesso di anidride carbonica in alcune aree dell’edificio.
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