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  • Lunedì 8 giugno 2026

Ben Gvir è indagato in Italia per gli abusi sugli attivisti della Flotilla

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, che li aveva scherniti in un video, è accusato di tortura e sequestro di persona

Itamar Ben-Gvir davanti alla Corte Suprema a Gerusalemme, in Israele, durante un incontro con i suoi sostenitori ad aprile del 2026 (Matteo Placucci/ZUMA Press Wire)
Itamar Ben-Gvir davanti alla Corte Suprema a Gerusalemme, in Israele, durante un incontro con i suoi sostenitori ad aprile del 2026 (Matteo Placucci/ZUMA Press Wire)
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La procura di Roma ha messo sotto indagine il ministro della Sicurezza interna israeliano Itamar Ben Gvir per il trattamento riservato ai circa 430 attivisti della Global Sumud Flotilla, fra cui almeno 27 italiani, che erano stati intercettati in acque internazionali fra il 28 e il 30 aprile e fra il 18 e il 19 maggio. Ben Gvir è accusato di tortura e sequestro di persona per le violenze e i gravi abusi fisici e psicologici che molti attivisti hanno raccontato di aver subito sia durante l’intercettazione delle barche sia durante la loro successiva detenzione in Israele, terminata il 21 maggio con la loro espulsione.

Ben Gvir è fra i membri più estremisti del governo di Benjamin Netanyahu ed è a capo della polizia penitenziaria israeliana. Il 20 maggio aveva pubblicato un video in cui camminava con fare ostile e sprezzante tra gli attivisti della Flotilla, legati e tenuti con la faccia a terra al porto di Ashdod in Israele, dove erano stati trasferiti dopo essere stati fermati. Dopo la pubblicazione del video molti governi lo avevano criticato duramente, tra cui quello italiano che aveva definito le immagini «inaccettabili» e aveva preteso delle scuse da parte di Israele. Netanyahu e altri membri del governo israeliano avevano preso le distanze dal video, pur sostenendo il diritto di Israele di intercettare la Flotilla.

– Leggi anche: Ben Gvir è un estremista diventato ministro

Dopo la loro espulsione da Israele verso Istanbul, in Turchia, una cinquantina di attivisti era stata ricoverata per le lesioni provocate dai soldati israeliani. Adalah, ong palestinese e centro legale indipendente che fornisce consulenza legale agli attivisti della Flotilla, aveva detto di aver raccolto molte testimonianze secondo cui contro gli attivisti sarebbero stati usati taser e pistole a impulsi elettrici.

Gli avvocati di Adalah, che avevano potuto parlare con molti attivisti durante la detenzione, avevano detto di averne trovate «decine» con sospette costole rotte a causa degli abusi e che tre persone erano state portate in ospedale dopo essere sbarcate in Israele a causa delle ferite. Avevano aggiunto di aver trovato sui corpi di alcuni attivisti ferite dovute all’impatto di «proiettili di gomma» sparati dalla marina israeliana durante l’intercettazione delle barche.

Ben Gvir ha commentato sarcasticamente sul suo profilo X la notizia, ripresa dalla stampa israeliana, scrivendo «Il Paese dello stivale è diventato il Paese delle infradito».

– Leggi anche: Le violenze inflitte da Israele agli attivisti della Flotilla